In bici a spasso per il Friuli Venezia Giulia

Più che un mezzo per viaggiare le due ruote sono uno stile di vita. Pedalando, da soli o in compagnia, vedi il mondo da un’altra prospettiva. E poi la bicicletta, citando Rumiz, è come il cane quando lo si porta a passeggio: serve ad incontrare gente affine, quelli che non si rassegnano ai trip organizzati.

Agli appassionati della bici il Friuli Venezia Giulia offre decine di percorsi adatti a tutti, sia al ciclomane abituale sia al cicloturista meno allenato. E lungo gli itinerari di questa regione, che vanno dalle Alpi al mare, è possibile trovare tutta l’ospitalità dei Bici Hotel, strutture pensate per accogliere i bikers, da usare come punto di partenza o solo di passaggio per una meritata sosta dopo tanto pedalare.
Il personale sa dare consigli sugli itinerari più adatti alle singole esigenze e fornisce mappe e materiale informativo: indicazioni tecniche sui percorsi, le cose da vedere e buoni indirizzi per fermarsi a mangiare. Le strutture dispongono di garage o di un locale chiuso a chiave dove lasciare in sicurezza la propria bici e di un banco di lavoro, fornito di attrezzi, per la manutenzione ordinaria o per le piccole riparazioni. Offrono inoltre un servizio lavanderia e sono pronti a preparare sacchetti con il pranzo da portarsi in bici. Quanto alla colazione, ricca e abbondante, viene servita anche alle prime ore dell’alba.
Solo per citare qualche itinerario, uno abbastanza facile ma suggestivo è l’Alpe Adria: 175 chilometri da nord a sud tra Coccau, al confine italo-austriaco, e Grado, una delle più note località di mare della regione. E’ invece di media difficoltà, non tanto per la lunghezza quanto per la pendenza, l’itinerario carnico, da Venzone a Paluzza, che permette al cicloturista di visitare le verdi valli della Carnia. Se vi piace pedalare in pianura scegliete l’itinerario del mare Adriatico, da Trieste a Lignano; i 172 chilometri di questo percorso fanno parte dell’itinerario europeo “Eurovelo” numero 8 (da Cadice ad Atene). In alcuni punti si può caricare la bici sulle motobarche e spostarsi così attraverso la laguna per godere di scorci alternativi.

E nel portapacchi non dimenticate di mettere una buona lettura: Tre uomini in bicicletta, duemila chilometri da Trieste a Istanbul, raccontati dalle parole di Paolo Rumiz, triestino doc ma anche ciclista e viaggiatore e dalle gustose vignette di Altan.

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