Sultani per una notte a Marrakech

E’ una delle ultime tendenze: visitare Marrakech e dormire nei riad, i fiabeschi palazzi storici della Medina trasformati in hotel di charme.

Tra le mura fortificate della Città Rossa, nei vicoli dove un decennio fa c’era il fango e oggi c’è il pavé, i ricchi portoni di legno d’ebano nascondono dimore da califfo, sviluppate intorno a giardini lussureggianti. Nelle suite dei riad, quasi mai più di una decina, lo charme marocchino degli arredi antichi si fonde con elementi di design moderno e di gusto contemporaneo. La colazione si fa in terrazza, con la vista sulle montagne dell’Atlante, per un tuffo c’è un’invitante piscina circondata dalle colonne del patio, mentre l’hammam  privato regala impagabili momenti di relax.

Marrakech è una delle quattro città imperiali del Marocco ed è anche la più turistica. Gli stranieri, soprattutto francesi, l’hanno eletta a residenza, qualcuno ci si trasferisce in pensione, ma la maggior parte ha comprato terreni e palazzi a prezzi competitivi, avviando business di successo. Così, in barba alla crisi economica globale, Marrakech sta diventando una nuova Saint-Tropez e  incanta il mondo.

L’attuale sovrano, il re Mohammed VI, salito al trono a 35 anni, è un uomo moderno e aperto, che ha traghettato il paese verso una cultura e un futuro cosmopolita: negli ultimi anni sono nati un nuovo aeroporto, una stazione lucida e scintillante, un’autostrada che porta fino a Casablanca e i cinque stelle si moltiplicano.
Scordatevi i grandi affari; i negozietti tradizionali affiancano veri e propri atélier, dove piatti, specchi, tappeti, abiti di seta e pashmine si pagano a prezzi da boutique milanese.

Marrakech è diventata un crocevia internazionale,  senza tuttavia perdere la sua anima tradizionale. Nelle vie del suk gli artigiani cuciono caftani, battono il ferro, conciano le pelli e tingono le matasse di lana. L’odore delle spezie penetra le narici,  insieme all’aroma degli oli essenziali di rosa e gelsomino, mentre la voce del muezzin, che si leva dall’alto della moschea Kutubiya, invita i fedeli alla preghiera quotidiana.

La piazza del mercato della Medina, la mitica Jemaa el-Fna è sempre quel calderone umano che affascina i turisti: di giorno è occupata da decine di banchi che vendono di tutto, dalle spremute d’arancia fresca, ai datteri, erbe fresche e spezie, vestiti, denti usati e tante cianfrusaglie. 
Come nella famosa scena de “L’uomo che sapeva troppo” di Hitchcock,  ci sono gli incantatori di serpenti, i danzatori, i giocolieri, gli addestratori d’animali, le disegnatrici di tatuaggi, i venditori d’acqua in costume berbero, con le tradizionali tazze d’ottone che pescano nelle borse di cuoio portate in spalla.

Troppo turistica e affollata? Forse, ma è un pur sempre un palcoscenico di vita quotidiana, che esprime il meglio del proprio fascino al tramonto, quando la luce colora di rosso ocra le mura della città e i turisti si godono lo spettacolo dall’alto, sorseggiando un tè alla menta sulla terrazza del Café Glacier.
Intanto la piazza si trasforma per la notte, la musica comincia a diffondersi, insieme all’odore del cibo cucinato sulle griglie degli ambulanti: spiedini di carne trita (kefta), pesce verdure fritte,  teste e interiora d’agnello alla brace, lumache al vapore, zuppe, tutto venduto per pochi dirham.

Per i palati più raffinati e per chi diffida delle ghiottonerie locali, è l’ora di recarsi in uno dei templi dell’arte culinaria franco marocchina: cous cous e tajine rivisitati, ma anche cucina fusion di altissimo livello, accompagnata da musica dal vivo in location mozzafiato.
Al Dar Rhizlane si cena in un giardino profumato di rose e di lavanda, con vista sull’Atlante: nel menù, carré d’agnello con pere caramellate e carote alla vaniglia (prezzo medio 50€). Scegliendo Al Fassia, sempre di livello ma più tradizionale e perciò frequentato anche dai locali, le specialità proposte sono tajina alla berbera e spalla d’agnello alle mandorle (prezzo medio 30€).
La notte si anima nei Club con le ballerine del ventre oppure nei locali più moderni: simbolo della nuova vita notturna di Marrakech è il Pacha, la più grande discoteca dell’Africa, gemella del famoso locale di Ibiza.

Per dormire in città si può scegliere un albergo elegante oppure un riad di charme. Il Dar Darma, vicino al Museo di Marrakech e alla scuola coranica di Ben Youssef,  è forse uno dei più sontuosi (prezzi a partire da 200€ a notte). Al top del lusso rimane incontrastato La Mamounia,  riaperto dopo tre anni di restauri che hanno riportato i salotti anni Venti della favolosa ’oasi nel deserto’ allo splendore che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Ma non mancano resort per famiglie e le proposte più economiche.

Marrakesh è a sole tre ore di volo dall’Italia e le compagnie low cost, EasyJet da Milano e Ryanair da Milano e Pisa (e da novembre anche da Roma Ciampino), operano voli diretti a prezzi molto vantaggiosi  (a partire da 19,99€ a tratta). La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali.

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