Carnevale in Friuli Venezia Giulia

Non sarà famoso come quello di Viareggio o di Venezia, ma il Carnevale di Sauris è un’ottima occasione per una visita e un soggiorno in questo piccolo comune della Carnia dalla storia tanto antica.
Se però vi aspettate le sfilate di carri allegorici come quelli di Viareggio o di Cento e il fasto dei costumi e delle maschere veneziane, potreste rimanere delusi. Sauris ha un carattere riservato e non ama i bagni di folla; qui le feste popolari e le celebrazioni religiose si svolgono all’insegna della tradizione e di quel rigore tipico delle comunità di montagna.

Il carnevale di Sauris è uno dei più antichi dell’arco alpino. Tenendo fede alle sue origini germaniche, la gente del borgo fa rivivere il Voshankh, il carnevale locale, i cui protagonisti sono due figure magiche, Rolar e Kheirar.
Rolar è un personaggio con viso e mani coperte di fuliggine, che agita i suoi campanacci per sollecitare la comunità ad indossare le maschere e uscire in strada. Al suo annuncio, dentro le case in legno dai tetti a scandole la gente comincia a prepararsi: le donne vestono corpetti, camicie di pizzo e vezzose gonne a fiori e si coprono il volto con un fazzoletto fissato alla testa da una coroncina di fiori, ad impersonare le Sean Sembln, le maschere belle.
Invece gli uomini, vestiti con abiti rozzi e laceri, pantaloni alla zuava, calze di lana e cappellaccio nascondono la propria identità dietro una maschera facciale di legno, raffigurante il viso di un anziano. Sono le Seintan Sembln, le maschere brutte.

A questo punto entra in scena il vecchio Kheirar, il re delle maschere, quello vestito peggio di tutti e con la maschera più minacciosa: porta in mano una scopa e bussa alle porte delle case per far entrare, nell’ordine, le maschere belle e quelle brutte, che intanto si sono radunate alle sue spalle in un festoso corteo. Seguendo un antico rituale il Kheirar spazza il pavimento di ogni cucina, un atto catartico che rappresenta la voglia di togliere di mezzo il vecchio per far posto al nuovo, gettarsi alle spalle l’inverno per accogliere la primavera e tutto ciò che di bello essa porta in montagna.

All’imbrunire il corteo di maschere guidato dal Kheirar parte dalla piazza di Sauris di Sopra e si snoda tra le abetaie al lume delle lanterne, in una lunga e suggestiva camminata, che fa tappa alle baite di pietra e legno della vallata rischiarate dai falò.
La suggestiva processione arriva così a Sauris di Sotto, dove in un tendone riscaldato è stato allestito il punto di ristoro: finalmente tutti i partecipanti si siedono sulle lunghe panche di legno, servendosi ricchi piatti della tradizione saurana: minestrone d’orzo e fagioli, cotechino con crauti, salsicce, polenta e l’immancabile e pregiato prosciutto IGP di Sauris. Musica, canti e balli allietano una delle feste più povere ma ricche di tradizione del nostro arco alpino.

L’appuntamento con il Carnevale di Sauris è dal 4 al 6 marzo 2011; l’evento culminante, la Notte delle Lanterne si tiene sabato 5 marzo. Per lasciarsi coinvolgere a pieno nell’atmosfera di questo particolarissimo Carnevale, si può alloggiare nel cuore del borgo, presso l’albergo diffuso, che mette a disposizione degli ospiti camere e appartamenti ricavati all’interno degli antichi stol, da cui si gode una magnifica vista della valle circondata dai monti innevati
Info su Carnevale di Sauris

Dalla montagna al mare: anche il Carnevale di Muggia vanta tradizioni antiche. Questo piccolo comune costiero, ad una decina di chilometri da Trieste, è l’ultimo avamposto italiano prima del confine sloveno; il suo centro storico è un dedalo di viuzze e calli, su sui si aprono le eleganti facciate degli edifici di chiara influenza veneziana.
Come ogni anno il Carnevale prende il via nella splendida Piazza Marconi: la festa comincia il 3 marzo, giovedì grasso, con il tradizionale “ballo della verdura” e prosegue fino al 9, mercoledì delle ceneri, giorno dei “funerali” del Carnevale.

La manifestazione, le cui origini risalgono al quattrocento, è un momento di aggregazione e di festa cittadina, intensamente sentito dai muggesani, che ne sono gli unici artefici e protagonisti. Il risultato di un lavoro di mesi, portato avanti con passione da tante persone trasformatesi in sarti, costumisti e scenografi, è straordinario: un genuino teatro di strada, uno spettacolo ambulante di gruppi mascherati che improvvisano gag, scenette e pantomime per il proprio divertimento e per il piacere del pubblico. I costumi sono originali e ricercati ma i visi sono riconoscibili, caratteristica questa che distingue il Carnevale di Muggia, che per tradizione bandisce l’uso di maschere facciali.

La manifestazione culmina con la sfilata di carri allegorici presentati dalle otto Compagnie del Carnevale Muggesano, che invadono le vie di Muggia con un’esplosiva carica di allegria. Chioschi enogastronomici e una ricchi menù presso i ristoranti segnalati da una maschera appesa alla porta completano l’offerta.
Info su Carnevale di Muggia

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3 Commenti

  1. On Feb 19, 2011, Manuel said:

    Il carnevale in Italia potrebbe essere non solo divertente per i cittadini ma se ben propagandato come a Rio od a Venezia può diventare un buon business turistico nel momento di bassa stagione.
    Manuel

  2. On Mar 2, 2011, uniroma.tv said:

    I giovani festeggiano il Carnevale, quali maschere preferiscono? Il buon vecchio Arlecchino va ancora per la maggiore?

  3. On Mar 5, 2011, viaggiatore trivago said:

    Ho sentito parlare della popolazione di Sauris ,e mi aveva colpito .
    Sicuramente mi organizzero’ prima o poi, eventualmente nel periodo carnevalesco,per approfittare di vedere questo tipico carnevale della Carnia.

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