Ceneri vulcano: 252 voli già annullati e diverse rotte a rischio cancellazione

Sui cieli europei incombe nuovamente la minaccia delle ceneri vulcaniche. Ed è ancora una volta in Islanda, terra di fuoco e ghiaccio, che da un paio di giorni si è risvegliato un vulcano, il Grimsvoetn; solo che questa volta i disagi sembrerebbero essere più contenuti rispetto a quanto accaduto 13 mesi fa, quando l’eruzione dell’Eyjafjallajoekull ha portato alla quasi totale chiusura dello spazio aereo europeo, con più di 100.000 voli cancellati e 8 milioni di passeggeri lasciati a terra.

Il percorso della nube dipenderà dalla forza dei venti, ma anche dall’intensità e dalla durata dell’eruzione; gli esperti assicurano che le passate eruzioni del Grimsvoetn hanno avuto fasi esplosive molto brevi, la cui intensità andava diminuendo significativamente in pochi giorni.

La situazione attuale vede un totale di 252 voli annullati: British Airways ha comunicato che non saranno operativi i collegamenti tra Inghilterra e Scozia e lo stesso hanno fatto BMI e EasyJet. Sospesi anche alcuni voli diretti nel nord dell’Inghilterra e quelli dall’Irlanda: ha cancellato 12 voli in partenza da Dublino.
Intanto i vettori aerei internazionali stanno attentamente monitorando la situazione: Cathay Pacific, Qantas e Singapore Airlines non hanno segnalato disagi mentre Air China ha sospeso i voli per Stoccolma.

I venti che spirano verso sud, potrebbero trasportare le ceneri sui cieli di Francia, Germania e Spagna; è ancora difficile fare previsioni, ma i controllori del traffico aereo europeo di Bruxelles hanno fatto sapere che non prevedono chiusure dello spazio aereo, almeno entro oggi. Intanto, proprio grazie ai venti, l’Islanda ha riaperto i suoi quattro aeroporti ieri sera. La Groenlandia ha invece confermato la chiusura del proprio spazio aereo fino alla mezzanotte di oggi.

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