Le sette meraviglie

Non c’è niente che attragga più turisti in un luogo di una qualche “meraviglia del mondo”. I primi a pensare di stilare una lista delle sette meraviglie furono Erodoto e poi Callimaco, che già prima di Cristo rivendicarono questo status per la piramide di Giza e per altre sei bellezze architettoniche del passato, purtroppo mai arrivate a noi.
Alle sette meraviglie del mondo antico si sono poi aggiunte le meraviglie naturali, le meraviglie dimenticate, quelle del mondo moderno e via discorrendo, in un proliferare di classifiche destinate a scatenare l’entusiasmo dei viaggiatori e degli uffici turistici.

Tra le ultime iniziative è impossibile non citare quella della fondazione New 7 Wonders of Nature, che si è impegnata a decretare i sette luoghi naturali più significativi del pianeta. Come? Promuovendo una campagna globale di raccolta voti su internet. Dopo una lunga selezione, durata più di tre anni, la campagna è finalmente in dirittura d’arrivo: tra i 28 finalisti figurano località molto note, quali l’arcipelago delle Galapagos, il Grand Canyon, le cascate di Iguazu, la baia di Halong, il mar Morto, il Kilimanjaro ma anche il Vesuvio e il Cervino. I magnifici sette saranno annunciati al mondo l’11 novembre 2011.

A chiunque è data la possibilità di votare, basta collegarsi alle pagine di New7Wonders. Si prevede che, entro la fine della campagna, si conterà oltre un miliardo di votanti. Ma nonostante la parvenza popolare e democratica, non manca qualche ombra.

Le Maldive, classificatesi nell’elenco dei finalisti, hanno annunciato che si ritireranno dalla campagna, dichiarando apertamente che la decisione è stata presa “a causa delle richieste inattese di ingenti somme di denaro da parte degli organizzatori di New7Wonders”.
Si tratterebbe di costi aggiuntivi per beneficiare di pubblicità e sponsorizzazioni, non previste nel contratto stipulato all’avvio della competizione, che le autorità del turismo maldiviano stimano intorno al mezzo milione di dollari. In breve, se vuoi vincere devi incrementare la tua visibilità e per farlo devi pagare. Le Maldive hanno fatto due conti e hanno detto no grazie.

Accuse più pesanti sono state lanciate qualche mese fa dall’Indonesia, che aveva schierato in campo il parco nazionale dell’isola di Komodo, famoso per i suoi varani giganti: vedendosi arrivare una richiesta di 45 milioni di dollari da parte della società privata che si occupa dell’organizzazione della campagna, il ministro del turismo di Jakarta si è rifiutato di ospitare la cerimonia di premiazione dei vincitori. Rifiuto che gli sarebbe costato la minaccia di esclusione dall’elenco dei finalisti.
Il miliardario svizzero canadese fondatore di New7Wonders, Bernard Weber, ha risposto accusando a sua volta l’Indonesia di voler diffondere informazioni fuorvianti e pregiudizievoli, per nascondere una sostanziale mancanza di responsabilità da parte del governo. Nessuno dei due paesi è stato comunque escluso dalla competizione.

Prende le distanze dalla campagna New7Wonders anche l’UNESCO, che Weber ha più volte tentato di coinvolgere nelle sue iniziative, ottenendo null’altro che un secco rifiuto. “Non c’è alcun paragone tra l’iniziativa mediatica e il lavoro scientifico ed educativo che porta all’iscrizione dei siti sulla lista del Patrimonio mondiale”, ha precisato l’Organizzazione mondiale della cultura.

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