Orsi, istruzioni per l’uso

Gli Stati Uniti sono tra le mete a lungo raggio preferite dagli italiani: piacciono New York innanzi tutto, ma anche la Florida, la California e i parchi nazionali: scenari naturali grandiosi, popolati da una ricca fauna selvatica. Orsi, ad esempio.
Grizzly- Parco di Yellowstone | U.S. Fish and Wildlife Service - Public Domain
Giorni fa si è fatto un gran parlare dell’incidente occorso ad una coppia di turisti a Yellowstone: una femmina di grizzly ha sbranato un uomo e ferito la sua compagna lungo i sentieri del parco nazionale più famoso d’America, istituito fin dal 1872 tra le Montagne Rocciose del Wyoming, al confine con Montana e Idaho. Verosimilmente la femmina di orso, che accompagnava i suoi cuccioli, si è sentita minacciata e ha attaccato i turisti spinta da un istinto di difesa: i ranger del parco hanno deciso di non abbatterla, soluzione questa a cui si ricorre solo quando un orso mostra segni di aggressività tale da mettere a rischio la sicurezza dei visitatori.
Ma in generale, come ha raccontato alla stampa il ranger Kerry Gunther, che studia gli orsi di Yellowstone da una trentina d’anni, si tratta di animali piuttosto tolleranti nei confronti dell’essere umano. Secondo l’esperto, la gente non dovrebbe aver paura degli orsi, ma avere più rispetto.

Poiché gli orsi bruni e i grizzly sono diffusi anche in altri parchi degli Stati Uniti settentrionali e del Canada e rappresentano un’attrazione per molti turisti, è bene tenere a mente quelle poche semplici regole di comportamento da osservare quando ci si trova nel territorio di questi grandi mammiferi.
In primo luogo informatevi sulle specie di orso presenti nella zona; essere in grado di identificare se si tratta di un grizzly o di un orso bruno può fare la differenza, visto che le due specie hanno un carattere decisamente diverso. Il grizzly è un animale possente e più aggressivo; nello sfortunato caso di un incontro ravvicinato, gli esperti consigliano di stendersi a terra, proteggersi collo e viso con le braccia e fingersi morti. La tattica può in alcuni casi scoraggiare l’orso, che forse rinuncerà all’attacco tornando da dove è venuto. Sconsigliata invece la reazione più spontanea, quella di darsi alla fuga; un tale comportamento stimola la risposta predatoria dell’orso, che corre molto più velocemente dell’uomo e si arrampica sugli alberi meglio di noi.

Con l’orso bruno, meno aggressivo del grizzly, si può invece indietreggiare lentamente, senza mai fissare l’animale negli occhi, caso mai fermandovi se l’orso vi osserva. La regola generale è, come si diceva all’inizio, il rispetto del suo territorio, quindi mantenete le distanze di sicurezza e non frapponetevi tra l’orso e la sua possibile via di fuga.
Il più delle volte è l’orso a temere l’uomo ed è per questo che se vi sale il dubbio che qualche orso si aggiri nelle vicinanze è meglio fare rumore, parlare ad alta voce e rendere nota la vostra presenza.
Altre regole fondamentali: mai avventurarsi da soli, più il gruppo è numeroso minore è il rischio di essere aggrediti; avere a portata di mano uno spray al peperoncino; fare attenzione a riporre il cibo in un luogo protetto, il più lontano possibile dalla tenda e cercare di tenere tutto pulito in modo da non stuzzicare il proverbiale appetito degli orsi; anche in macchina tenersi a distanza con i finestrini ben chiusi.

Essere attaccati e sbranati da un orso è un’eventualità molto rara; nel parco nazionale di Yellowstone sono stati segnalati appena 6 attacchi fatali in 140 anni. Tuttavia, se gli orsi sono per voi un incubo, rinunciate all’Alaska dove ancora vive industurbata la quasi totalità della popolazione di orsi bruni degli Stati Uniti.

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