Undicimila euro ai passeggeri della Concordia

Costa offre 11.000 euro di indennizzo forfettario, che si sommano ai 3.000 euro di rimborso per la quota pagata all’acquisto della crociera; 14mila euro dunque per coprire le perdite dirette e indirette subite dai passeggeri, bambini compresi, che quella dannata notte viaggiavano a bordo della Concordia.
Un accordo erga omnes, come l’hanno definito, che “non fa distinzioni ne’ di ceto ne’ dei Paesi di provenienza dei passeggeri, ma vale in tutto il mondo”. E ci mancherebbe altro, verrebbe da dire.

Si tratta di una elemosina che i passeggeri della nave non devono assolutamente accettare” ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, contestando apertamente l’accordo raggiunto da Costa con l’Adoc e altre associazioni dei consumatori.
Il risarcimento di 11.000 euro + 3.000 sarà liquidato immediatamente, entro 7 giorni dall’accettazione della proposta, ed è destinato a tutti i passeggeri che non hanno subito danni fisici.
Per gli altri, i conti devono ancora essere fatti: sarà necessario infatti, fanno sapere dalla compagnia, valutare singolarmente la gravità dei danni subiti. Al Codacons questa distinzione non piace: anche chi non ha riportato ferite o lesioni fisiche ha subito comunque danni psicologici che potrebbero trascinarsi per il resto della vita. E invita quindi i naufragi del Giglio a non firmare la proposta e aderire alla class action già avviata dall’associazione. Secondo il Codacons il risarcimento dovrebbe essere di almeno 125.000 euro a passeggero.
Non si parla ancora di risarcimento per le famiglie delle vittime, la questione più spinosa da affrontare.

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