Wakatobi immersioni da sogno

Jacques Cousteau lo definì un nirvana, un puro godimento sottomarino. Ora il parco di Wakatobi al largo di Sulawesi è stato dichiarato riserva mondiale della biosfera dall’Unesco.
Siamo in Indonesia, nel cuore del Coral Triangle a cavallo tra Asia e Pacifico: 1, 4 milioni di ettari di superficie marina comprese le quattro isole maggiori dell’arcipelago, Wangi-Wangi (Wa), Kaledupa (Ka), Tomia (To) e Binongko (Bi), da cui l’acronimo Wa-ka-to-bi.
900 specie di pesce di barriera e 750 specie diverse di coralli abitano queste acque cristalline e incontaminate; per fare un confronto il Mar Rosso, che è considerato uno dei mari più colorati al mondo, di coralli ne conta meno della metà. Tanti quindi i siti di immersione, ma anche molte splendide spiagge.
L’isola turisticamente più sviluppata è Wangi-Wangi, che dispone anche di un piccolo aeroporto che riceve voli provenienti da Jakarta e da Makassar (Sulawesi). Per chi cerca una sistemazione di buon livello c’è il Wakatobi Dive Resort, un complesso di villette e bungalow sparse in un bel giardino affacciato sulla spiaggia. I gestori organizzano anche voli charter da Bali per Tomia, da dove si prosegue in barca per Wangi-Wangi. Costa un po’ meno ed è grazioso il Patuni Resort Wakatobi. In alternativa, nel capoluogo Wanci ci sono diverse soluzioni di alloggio molto più spartano.
Il periodo più consigliato per le immersioni va da marzo a dicembre.

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