Buonanotte a bordo del Jumbo

Non vola il Jumbo 747 parcheggiato su una pista in disuso dell’aeroporto di Stoccolma. Ma c’è un viavai che non ti dico. Perchè l’apparecchio in questione, che nella sua vita precedente ha lavorato per Pan Am e Singapore Airlines, è stato trasformato in un hotel. D’accordo, l’idea non è tra le più originali, eppure ha avuto un successo straordinario. Qual è il segreto?

Jumbo Hotel - Hotels.com A premiare è la promessa di passare una serata in modo insolito ma in un posto che più comodo di così non si può: direttamente in aeroporto, con i terminal di Arlanda a 5 minuti di navetta gratuita. Oltre alla praticità della location, piace anche quell’ampio ventaglio di possibilità di alloggio, adatto ad ogni budget o quasi. Al Jumbo Stay trovi le suite e i posti letto in dormitorio, le camere con servizi privati e quelle più economiche col bagno in comune.
Forse le tariffe non sono il primo punto di forza, Suite - Hotels.comvisto che nella tipologia più bassa non si dorme a meno di 50 euro a notte, ma non stiamo lì troppo a guardare, con i prezzi di Stoccolma! E poi il servizio è di prima classe: aria condizionata, asciugacapelli, TV a schermo piatto, materassi a doppio strato, connessione Wi-fi gratuita e colazione a partire dalle 3 del mattino. La camera più cool? Quella nella cabina di pilotaggio, naturalmente.

Per chi ama gli aerei una serata al Jumbo Stay è puro divertimento. L’hotel è aperto ai visitatori anche solo per un giretto e un caffè nella modernissima sala creata sul ponte superiore. Il Jumbo Stay è stato aperto nel 2009 e da allora lavora a pieno ritmo.

Tra gli alberghi a tema, dedicati agli appassionati di aviazione, è impossibile non segnalare l’Hotel Honecker, nel piccolo aeroporto di Tegue, a est di Amsterdam. Si dorme in un’unica lussuosa suite per due con whirlpool, sauna e bar, ricavata all’interno di un Ilyushin Il-18 dell’ex Russia comunista. E ancora, ma qui siamo su un genere un po’ diverso, l’Hotel Costa Verde: solo due camere da letto dentro la vecchia fusoliera di un Boeing 727, appartenuto all’Avianca; peccato per quegli interni rivestiti in teak di dubbio gusto, ma vuoi mettere stare sospesi tra i rami della foresta pluviale del Costa Rica?

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