Nessun rincaro sul visto d’ingresso per l’Egitto, ma i dubbi rimangono

Non ci saranno ulteriori balzelli per chi ha deciso di andare in vacanza in Mar Rosso. Dal Ministero del Turismo egiziano si apprende che il previsto aumento del visto d’ingresso turistico è stato rimandato a data da definire. La decisione non sorprende visti gli ultimi, drammatici sconvolgimenti politici e lo stato di guerra civile che hanno insanguinato Il Cairo.

Il costo del visto d’ingresso resta quindi invariato: si pagano 15 dollari e non 25, come precedentemente annunciato. Una buona notizia, ma è solo una goccia in quel mare di guai in cui sta annegando il paese nordafricano. Di certo non farà cambiare idea a chi ha già deciso di disertare la destinazione per problemi di sicurezza.

Ma come stanno le cose? Partire o non partire? Che rischi si corrono? Nella capitale egiziana e in altre 14 provincie egiziane (oggi governatorati) vige tuttora lo stato di emergenza; è in vigore anche il coprifuoco quindi recarsi in queste zone vuol dire mettere effettivamente a rischio la propria sicurezza.
Invece, nelle località vacanziere sul mar Rosso – Sharm, Hurgada e ancora più a sud, Marsa Alam e Berenice – non si sono verificati incidenti e la situazione rimane tranquilla.

Ciò nonostante, la Farnesina sconsiglia i viaggi in Egitto. Non soltanto al Cairo ma in tutto il paese, è scritto in grassetto sull’ultimo avviso del portale Viaggiare sicuri. Ai connazionali presenti in Mar Rosso il nostro Ministero degli Esteri raccomanda di restare in hotel rinunciando alle escursioni. Non che sul Mar Rosso ci sia molto da fare fuori dal villaggi, ma tant’è…

Lo sconsiglio dell’Italia è stato seguito anche da Francia e Spagna. Meno prudenti sembrano essere invece i governi di altri paesi europei. Luce verde infatti per i turisti inglesi, tedeschi e olandesi, che a quanto pare, possono andare in Mar Rosso a godersi, senza troppe remore, il tiepido sole autunnale e le bellezze della barriera corallina egiziana.

A questo punto che dire, la scelta di partire o non partire sta a ciascuno di noi. Il consiglio per chi volesse comunque andare una settimana o due in Mar Rosso è di valutare con attenzione le offerte e muoversi con un certo anticipo. Alcuni operatori turistici (Swan, Alpitour, Veratour) non ripartiranno prima di metà novembre, altri invece (Phone&Go) viaggiano a charter pieni.
La situazione è comunque in continua evoluzione, meglio tenersi informati su date e partenze ma, soprattutto, su ciò che accade in Egitto.

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