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Luxor: Valle dei Re o Valle delle Copie?

Le antiche tombe faraoniche, compresa quella di Tutankhamon, si sono conservate per millenni e hanno incantato milioni di turisti. Ora però basta, alcune tra le più belle opere architettoniche delle Valle dei Re stanno per chiudere le porte ai visitatori; chi andrà a Luxor nei prossimi mesi dovrà accontentarsi delle riproduzioni, alle quali un team di esperti sta già lavorando.

Lo ha annunciato qualche giorno fa Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, spiegando che se non si interviene le preziose tombe rischiano di andare completamente distrutte nel giro di 200 anni, a causa “del respiro e del sudore” dei turisti.
L’unico modo per proteggere un patrimonio unico al mondo è quello di vietare le visite: questa è la conclusione a cui sono giunti gli esperti, dopo aver rilevato un progressivo stato di deterioramento dei reperti.

Rientra nel progetto di chiusura la tomba di Tutankhamon (1361-1352 aC), scoperta praticamente intatta nel 1922 e tra tutte quella meglio conservata; sono invece giù chiuse ai turisti le tombe di Seti I, padre di Ramses II (1314 e 1304 aC), e quella della regina Nefertari, moglie di Ramses II, che si trova poco più a sud, nella Valle delle Regine.

Un gruppo di esperti intanto è al lavoro per realizzare al più presto le “copie”: utilizzano raggi laser e tutte le tecnologie più moderne per catturare le decorazioni e i dipinti che adornano le pareti delle tre tombe, per poterle poi ripetere fedelmente.

A lavori terminati, le riproduzioni saranno collocate nello stesso sito degli originali, sulla riva occidentale del Nilo.
E questo è solo l’inizio, perché il progetto prevede la chiusura e la riproduzione fedele di molti altri preziosi reperti archeologici.
La Valle dei Re rischia di diventare la Valle delle Riproduzioni? Gli scettici l’hanno già battezzata così. Ma come ha detto qualcun altro, proteggere il patrimonio storico è più importante del turismo.

Partire con i saldi del dopo-feste: al caldo spendendo meno

Le vacanze sono finite, è ora di partire. Già, perché chi può permettersi di prendere ferie fuori dai periodi canonici, prenota e parte quando gli aeroporti non sono congestionati, le strutture turistiche meno affollate e tutti gli operatori si contendono i turisti a suon di sconti e offerte vantaggiose.

Dopo un Natale passato a casa, complice quest’anno un calendario poco favorevole a ponti e lunghi periodi di vacanza, in molti sognano le mete esotiche: quelle destinazioni inavvicinabili nel periodo festivo perché troppo care, diventano abbordabili tra gennaio e febbraio. Finalmente ci si può concedere lunghi bagni nelle calde acque tropicali e, perché no, anche qualche lusso in più.

Kenya il periodo giusto per trovare sole e tempo bello va da gennaio e marzo; poi comincerà la stagione delle lunghe piogge, che lascia spazio ad un altro periodo favorevole tra luglio e ottobre. I mesi di gennaio e febbraio sono i più asciutti e quindi ideali per una vacanza balneare sulle bianche spiagge del Kenya, che offrono acque calde protette dalla barriera corallina.

SheShe Baharini Beach Hotel è un resort 3 stelle superior, con camere ben arredate che affacciano direttamente sulla bellissima spiaggia di Tiwi, sulla costa meridionale del Kenya, ad un´ora e mezzo dall’aeroporto internazionale di Mombasa. E’ la scelta giusta per chi cerca pace, relax e una natura prorompente; la vita animata di Diani beach, con i suoi bar, ristoranti, casinò e campi da golf è a soli 20 muniti di navetta.

Per le partenze in gennaio (da Roma, Milano Bologna e Verona), il volo e un soggiorno 7 notti con pensione completa e bevande ai pasti, costa meno di 1.000 euro a persona.

A nord di Mombasa, una ventina di chilometri prima di Malindi, cittadina diventata meno attraente negli ultimi anni, c’è Watamu, una località turisticamente sviluppata, che vanta una spiaggia classificata tra le dieci più belle al mondo, le cui acque sono protette dal Watamu National Marine Park.

Partendo a cavallo tra gennaio e febbraio (da Milano e Roma), per il volo e un soggiorno di 7 notti all inclusive all’Aquarius Beach Resort, un 4 stelle a gestione italiana, si trovano tariffe a partire da 1.104€ a persona. La struttura su trova ad un paio d’ore dall’aeroporto internazionale di Mombasa e a mezzora d’auto da Malindi. Il volo dall’Italia è senza scalo e il viaggio dura circa 8 ore.

Sia da Diani che da Watamu non è difficile organizzare un safari di qualche giorno in uno dei tanti meravigliosi parchi del Kenya.

La Thailandia si è lasciata alle spalle le manifestazioni e gli scontri di piazza ed è tornata ad essere una destinazione sicura. Qui la stagione più piacevole va da dicembre a marzo, quando il monsone di nordest rinfresca l’aria e il cielo è di solito azzurro.

Bangkok con i suoi mille templi dorati è una città forse un po’ caotica ma ricca di fascino e luoghi d’interesse turistico. Dopo un paio di giorni in città, è meglio però scappare al mare e andare a rilassarsi sulle spiagge ombreggiate dalle palme da cocco. Un pacchetto che prevede 2 notti a Bangkok e 7 notti nell’isola di Koh Samui, un vero paradiso tropicale, costa intorno ai 1.500€ a persona, in hotel 4 stelle, inclusa la prima colazione. Offerta valida per le partenze di gennaio e febbraio da Roma e Milano.

Kenya o Thailandia sono troppo lontane? Scegliete allora le isole di Capo Verde, una meta che profuma di tropici ma dista poco più di 5 ore di volo dall’Italia

I paesaggi di Boavista sono spettacolari: circondata dalle acque blu dell’Atlantico, l’isola ha grandi dune di sabbia trasportata dalle coste africane e spiagge immense, dove vanno a nidificare le tartarughe caretta-caretta. La giornata si passa al mare, praticando tutti gli sport acquatici, in particolare windsurf, kitesurf e funboard; di sera la vita è molto animata nei localini di Sal Rei, il piccolo capoluogo dell’isola, dove si va a bere un cocktail ascoltando musica dal vivo. Che tempo fa a Capo Verde? Niente paura, nelle isole dell’eterna primavera il clima è piacevole e temperato dagli alisei tutto l’anno: 25° la temperatura media, sole garantito, piogge rarissime. Certo le acque dell’Atlantico non hanno temperature veramente tropicali, ma mica si può avere tutto.

In gennaio per il volo (da Milano e Verona) e un soggiorno di 7 notti al Marine Club Beach Resort, struttura 4 stelle in pietra affacciata sull’incantevole baia di Praia da Cruz, si trovano tariffe a partire da 873€ a persona, con trattamento all inclusive.

I prezzi indicati sopra si riferiscono alle offerte pubblicate da Expedia, uno dei leader mondiali del turismo on line, che da quest’anno ha adottato una politica dei prezzi più trasparente. Finalmente troviamo pubblicate sul sito di Expedia tariffe comprensive di tasse, iscrizioni ed eventuali spese accessorie . Finalmente possiamo confrontare i prezzi e le offerte dei vari operatori senza dover arrivare in fondo e scoprire, con disappunto, che il pacchetto proposto costava, tra un balzello e l’altro, diverse centinaia di euro in più di quello che pensavamo.

Se state pensando di andare ai Tropici nei prossimi mesi, cercate qualche spunto o un’idea di viaggio anche su “questo mese vado a…” la rubrica di  PaesiTropicali.com che propone per ogni periodo dell’anno le mete migliori dal punto di vista climatico.

Nuovi voli diretti per il Kenya

Mal d’Africa? L’unica cura, si sa, è tornarci. Da oggi è più facile, grazie alla partnership tra Alitalia e Kenya Airways, uno dei principali vettori africani.
Dal 16 dicembre 2010, Roma Fiumicino è collegata a Nairobi da tre voli diretti settimanali, operati da Kenya Airways ma in code-sharing con la nostra compagnia di bandiera.
Si volerà il lunedi, giovedi e sabato, con comode partenze dall’Italia alle ore 10.25 e arrivo in Kenya alle 19.05; il volo di ritorno lascia Nairobi alle 00.55 e atterra a Fiumicino alle 6.30.
Gli orari dei voli internazionali sono stati programmati per consentire agevoli coincidenze con i collegamenti interni, in particolare quelli da Nairobi per Mombasa e da Roma per Milano Malpensa.
Le due compagnie hanno confermato il reciproco accesso ai relativi programmi “frequent flyer”,  quindi i possessori della Carta Mille Miglia Alitalia potranno spendere o accumulare miglia anche su questi voli.

Il Kenya è un paese straordinario, la quintessenza dell’Africa, ed è una delle destinazioni preferite dagli italiani, che la scelgono sia il safari sia per una vacanza di mare sulle lunghe spiagge bianche dell’oceano Indiano.
I voli diretti dall’Italia per Nairobi permettono di raggiungere più agevolmente i parchi e le riserve del Kenya centrale, gli altipiani e gli splendidi paesaggi della Rift Valley.
Il lago Naivasha, ad esempio, che si raggiunge in poco più di un’ora di macchina da Nairobi, tramite una comoda strada asfaltata; oppure il parco del lago Nakuru, che offre lo spettacolo dei fenicotteri rosa e una ricca fauna selvatica, rappresentata da rinoceronti, struzzi, gazzelle, babbuini, leoni e leopardi.
Un safari in entrambi questi parchi non presenta difficoltà, grazie alla rete di strade sterrate ma agevoli, ed è quindi adatto a tutti, anche alle famiglie con bambini.

Snorkeling sicuro a Sharm

Le autorità egiziane hanno annunciato la riapertura delle spiagge di Sharm.
Dopo una serie di attacchi di squali, che hanno causato la morte di una turista tedesca e il ferimento di altri quattro bagnanti, sono state messe in atto misure per garantire la sicurezza in mare.

La situazione sul Mar Rosso torna dunque alla normalità? Pare proprio di sì.
Gli hotel hanno aderito ad un vasta operazione di controllo della costa che consente ai turisti immersioni, snorkeling e nuoto al sicuro dagli squali; sono state istituite stazioni di osservazione presidiate da subacquei, mentre in superficie un drappello di barche veloci pattuglierà in continuo le acque.
I bagnanti dovranno però rimanere all’interno di aree designate, ha dichiarato alla stampa il governatore del South Sinai alla stampa, ricordando che vige il divieto assoluto di dare cibo agli squali.

Intanto un gruppo di esperti internazionali, arrivato nei giorni scorsi in Egitto, è all’opera per capire cosa abbia indotto questo inusuale e anomalo comportamento da parte degli squali.

Squalo uccide turista a Sharm: divieto di balneazione fino a nuovo ordine

La saga dello squalo nel paradiso delle vacanze sta ormai assumendo toni che ricordano i film di Spielberg. Ieri una turista tedesca è stata uccisa da uno squalo mentre nuotava davanti al suo hotel; è l’ultimo drammatico incidente di una serie di aggressioni che ha visto coinvolti nell’ultima settimana altri quattro bagnanti.

L’ente ufficiale egiziano che regola le immersioni e gli sport acquatici (CDWS) ha immediatamente ordinato il divieto di balneazione e la sospensione di qualsiasi attività in mare. Un divieto che era stato già imposto nei giorni scorsi; poi nella serata di giovedì scorso, dopo la cattura di due squali ritenuti responsabili degli attacchi, le autorità avevano dato nuovamente il via libera.

Sabato un gruppo di turisti era precipitosamente fuggito dall’acqua dopo aver visto avvicinarsi un grosso squalo, lungo tre metri, che nuotava in cerchio attorno agli snorkeler con fare aggressivo. Nonostante la barca d’appoggio fosse dall’altro lato del reef, il gruppo era riuscito miracolosamente a mettersi in salvo.

Ieri invece non è andata altrettanto bene ad una settantenne ospite del Hyatt Regency hotel. L’attacco è stato improvviso, non c’è stato il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo a pochi metri dalla riva: quando i bagnini sono arrivati a prestare soccorso, la turista era già gravemente ferita, lo squalo le aveva troncato di netto un braccio. La donna è morta pochi minuti dopo.

Cosa ha innescato questa inusuale ondata di attacchi? Secondo gli esperti l’intensa attività di pesca, legale e illegale, ha impoverito l’ambiente e rende questi predatori più aggressivi, spingendoli nelle zone dove è facile l’incontro con l’uomo. Sotto accusa anche la pratica di dare cibo ai pesci per attirarli e poi scattare fotografie; il fish feeding scatena una frenesia alimentare che potrebbe invogliare anche grossi predatori. E’ una pratica ufficialmente vietata nelle acque del Mar Rosso, ma poco rispettata da molti turisti e operatori del settore.

Gli squali catturati giovedì sono stati sezionati per esaminare il contenuto dello stomaco, ma i funzionari del Parco Nazionale del Sinai meridionale non hanno ancora comunicato i risultati dell’autopsia.

Un turista moscovita, che era stato testimone agli attacchi della settimana scorsa a Tiran, ha dichiarato sconsolato che passerà il resto della sua vacanza in spiaggia. Il mar Rosso, uno straordinario acquario di pesci esotici e coralli, perde così gran parte della sua attrattiva, proprio all’inizio del picco turistico invernale. Il panico ormai si è diffuso.

Per saperne di più sugli attacchi di squalo nel mondo leggi: Chi ha paura dello squalo?

Alla ricerca dei gorilla di montagna nel Virunga National Park

Dal massiccio del Rwenzori, attraverso le pianure di Rwindi e più a sud verso Nyiragongo, i rangers del parco dei Virunga sono lì ogni giorno, di pattuglia. Dopo i lunghi anni di una guerra che ha insanguinato la Repubblica Democratica del Congo, i problemi non sono tutti alle spalle ma questi uomini stanno riprendendo il controllo di molti tratti del Virunga National Park, persi durante l’occupazione militare. Il loro compito è, tra gli altri, proteggere i gorilla di montagna e il loro habitat.

Il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) è il più grande primate vivente, un gigante da 1,8 metri d’altezza e 270 kg di peso. Tra tutti i gorilla è la specie più a rischio: nel mondo ne rimangono appena 720 individui, la metà dei quali vive in una piccola area geografica, al confine tra Repubblica Democratica del Congo, Rwanda e Uganda. Qui, nelle foreste dei monti Virunga, queste creature straordinarie, che condividono il 97% del nostro DNA, combattono ogni giorno una quotidiana lotta per la sopravvivenza.

Una delle minacce è il bracconaggio e il mercato nero: per ogni cucciolo catturato, un’intera famiglia di gorilla muore nel tentativo di proteggere il piccolo dai trafficanti d’animali. E’ la sola manifestazione di aggressività che si osserva in questa specie dall’indole tranquilla e pacifica, a dispetto delle tante leggende sulla sua ferocia.

Il commercio illegale degli animali mette a serio rischio la sopravvivenza dei gorilla, ma la specie è compromessa soprattutto dalla perdita dell’habitat. Il parco dei Virunga è una zona protetta dall’Unesco, ma la guerra che infuria dal 1994 nel Congo orientale ha vanificato ogni sforzo: centinaia di migliaia di profughi fuggiti dagli eccidi hanno trovato rifugio lungo i confini meridionali del parco e ora non hanno altra scelta che occupare l’habitat dei gorilla. La vicinanza alla specie umana aumenta il rischio di trasmissione di malattie, poiché i gorilla di montagna sono estremamente vulnerabili alle patologie che colpiscono l’uomo; con la differenza che la stessa malattia nell’uomo si cura, nel gorilla è fatale.

Il turismo è senz’altro uno dei pochi mezzi rimasti per proteggere questa specie; a patto naturalmente che sia un turismo responsabile e attento, consapevole della natura e della delicata biologia di questi animali, perché anche i turisti sono potenziali portatori di malattie. Ed è per questo che chi va ad osservare i gorilla nel loro ambiente naturale deve essere in buone condizioni di salute e tenersi ad una distanza minima di 7 metri dall’animale.

Proteggere e conservare il Virunga National Park è un’operazione difficile ma non impossibile, assicurano i rangers e i membri dello staff del Parco. Nonostante la povertà e il flagello della guerra quella gente è ancora lì e continua a fare il proprio lavoro con quel poco che ha.

Negli anni scorsi il Virunga aveva perso più della metà dei suoi grandi mammiferi, nonché vaste aree di foresta, in breve stava scomparendo insieme ai gorilla. Ora la sensazione, fanno sapere dal parco, è che il peggio sia passato e la prospettiva di un recupero diventa sempre più realistica. Questo grazie al costante sostegno da parte della gente comune che, attraverso le donazioni da tutto il mondo, contribuisce al duro lavoro del team del parco Virunga e al ripristino di un ambiente che possa garantire la sopravvivenza dei gorilla di montagna.

Come sostenere le attività del parco Virunga e aiutare i gorilla:
dai il tuo contributo;
acquista una maglietta o un gadget nel negozio on line del parco;
usa il tuo sito o Facebook per coinvolgere i tuoi amici.

Come visitare il Virunga National Park
L’ingresso al parco è consentito a non più di trenta turisti al giorno, divisi in gruppi composti al massimo da sei persone, accompagnate da una guida del parco.

L’escursione in foresta sulle tracce dei gorilla dura una giornata e una volta avvistata una famiglia si trascorre un’ora nell’osservazione degli animali, seguendo scrupolosamente le istruzioni della guida.

La visita costa 400$ e si prenota a Goma, presso l’ufficio dell’Institut Congolais pour la Conservation de la Nature (ICCN), oppure via e-mail . Il 30% del costo va alle comunità che vivono attorno al Virunga, il 20% è devoluto al parco per le operazioni di mantenimento e il restante 50% viene distribuito agli altri parchi e riserve naturali della Repubblica Democratica del Congo.

Notizia tratta da PaesiTropicali.com

Squali a Sharm: fermati i soliti sospetti

Il Ministro dell’Ambiente egiziano ha annunciato la cattura di due squali, sospettati di aver aggredito i bagnanti a Sharm. Dopo aver pattugliato a lungo le acque intorno ai luoghi dove si erano verificati gli attacchi, la task force inviata a soccorso dei turisti ha lanciato pezzi di fegato in mare e voilà, ha catturato trionfante due squali.
Si tratta degli autori delle aggressioni? Vedremo, gli squali sono stati portati al Ras Mohammed Conservation Center per essere dissezionati. Se dall’esame dovessero risultare resti umani, vorrà dire che i colpevoli sono stati assicurati alla giustizia.

Nel Mar Rosso vivono numerose specie di squali, ma gli attacchi agli esseri umani sono uno o due l’anno. I turisti che si concedono ogni anno una vacanza nei beach resort della costa egiziana sono invece tre milioni.
Più che una sfrenata caccia allo squalo, suggeriscono i diver egiziani, sarebbe opportuno, tanto per turisti quanto per gli squali, indagare sui possibili motivi che avrebbero spinto questi predatori del mare ad attaccare i bagnanti.
Tra le tante tesi c’è quella di una nave da trasporto che avrebbe gettato una pecora morta in mare. Secondo gli esperti ambientali, invece, i pescecani si sono diretti a riva spinti dalla pesca eccessiva o disorientati dal rumore delle barche. Ma gli attacchi all’uomo sono talmente rari che stabilirne con certezza i motivi è praticamente impossibile.

Gli squali che da giorni terrorizzano i turisti sarebbero stati indentificati da alcuni testimoni: uno di essi è il whitetip shark, ovvero lo squalo longimano, conosciuto anche come pinna bianco oceanico. E’ una specie pelagica, aggressiva ma lenta, che normalmente non attacca subacquei, surfer o bagnanti; è invece ritenuto uno dei maggiori responsabili degli attacchi in pieno oceano ai sopravvissuti a disastri aerei o navali. Sottoposto a caccia intensiva a causa delle sue pinne, tanto ricercate nella cucina asiatica, lo squalo longimano è stato inserito nelle lista delle specie a rischio di estinzione.

Dopo essere stati sezionati, gli squali catturati saranno esposti nel centro visitatori della Ras Mohamed Natural Reserve, a futura memoria. Quanto al divieto di balneazione, ieri era ancora chiuso un ampio tratto della costa di Sharm, ma dopo la cattura del secondo squalo è probabile che si possa tornare a fare il bagno già nelle prossime ore.

Per saperne di più sugli attacchi di squalo nel mondo leggi: Chi ha paura dello squalo?

Squalo attacca a Sharm: temporaneamente vietata la balneazione

Sulle spiagge di Sharm un avviso del genere non si era mai visto: temporaneamente vietata la balneazione, causa squalo.
Le autorità egiziane sono impegnate nella ricerca dell’esemplare, probabilmente uno squalo longimano, che ha attaccato e gravemente mutilato tre turisti russi.
Il primo attacco, che ha visto coinvolti una coppia di bagnanti si è verificato martedì, nella zona del parco marino di Ras Nasrani; ieri mattina la seconda aggressione, forse da parte dello stesso squalo, avventatosi contro una donna che faceva snorkeling di fronte alla spiaggia del Domina Coral Bay di Sharm el Sheik. La donna è stata ricoverata in un ospedale del Cairo con entrambe le braccia lacerate.

Dopo questo ulteriore incidente le autorità hanno imposto il divieto di balneazione e sospeso la maggior parte delle attività subacquee. Una squadra del South Sinai National Park sta battendo le acque costiere a caccia dello squalo che, se verrà catturato, sarà rilasciato nel golfo di Suez, lontano dai bagnanti, assicura la guardia costiera.

Lo squalo longimano (o squalo oceanico pinna bianca) è considerata una specie pericolosa, ma è raro che si avvicini alla costa o al reef. Secondo gli esperti di Shark Trust questi attacchi sono inspiegabili: qualcosa deve averlo attirato, forse l’attività di alcuni pescatori che si trovavano in zona.

Per saperne di più sugli attacchi di squalo nel mondo leggi: Chi ha paura dello squalo

Appuntamento in dicembre con il Sofitel So Mauritius

A Bel Ombre, sulla costa sud di Mauritius, in una ex-piantagione di canna da zucchero affacciata sul mare, siamo agli ultimi ritocchi: il Sofitel So Mauritius, un eco-chic resort a cinque stelle del gruppo Accor, aprirà le porte ai suoi primi clienti il 15 dicembre.

Il complesso, costato 50 milioni di euro, dispone di 92 suite, ognuna delle quali dotata di piscina e giardino privato, di fronte a una bella spiaggia di sabbia bianca.

L”atmosfera che si respira è rilassante, elegante, sofisticata. Si è fatto volutamente a meno della reception: all’arrivo si viene accompagnati direttamente nelle stanze in piccole vetture con autista. Ogni alloggio, immerso in un ambiente idilliaco tra gli alberi di takamaka e casuarine, è progettato come un pied à terre, proprio per garantire agli ospiti la massima intimità.

Banditi gli sport nautici a motore, per non disturbare le ore di relax e salvaguardare la vita sottomarina dal degrado.

Il Sofitel So Mauritius vanta un centro termale di primissimo livello, con prodotti bio per la cura del corpo, un centro fitness e due ristoranti. Quello principale è protetto da un tetto di paglia di 17 metri di altezza, il più grande mai costruito a Mauritius. Il secondo ristorante, quello à la carte, è situato direttamente sulla spiaggia e propone le creazioni gastronomiche del gran chef Frédéric Anton, incoronato dalle tre stelle Michelin.

Con l’architettura firmata Lek Bunnag e la direzione artistica affidata al celebre stilista franco-giapponese Kenzo Takada, che ha disegnato persino le uniformi del personale, nessun dettaglio è stato lasciato al caso. Un resort di lusso, il Sofitel So Mauritius, il secondo della catena Accor che si aggiunge all’Imperial Sofitel a Flic en Flac, posizionandosi tra i più raffinati ed esclusivi hotel dell’isola di Mauritius.

Sultani per una notte a Marrakech

E’ una delle ultime tendenze: visitare Marrakech e dormire nei riad, i fiabeschi palazzi storici della Medina trasformati in hotel di charme.

Tra le mura fortificate della Città Rossa, nei vicoli dove un decennio fa c’era il fango e oggi c’è il pavé, i ricchi portoni di legno d’ebano nascondono dimore da califfo, sviluppate intorno a giardini lussureggianti. Nelle suite dei riad, quasi mai più di una decina, lo charme marocchino degli arredi antichi si fonde con elementi di design moderno e di gusto contemporaneo. La colazione si fa in terrazza, con la vista sulle montagne dell’Atlante, per un tuffo c’è un’invitante piscina circondata dalle colonne del patio, mentre l’hammam  privato regala impagabili momenti di relax.

Marrakech è una delle quattro città imperiali del Marocco ed è anche la più turistica. Gli stranieri, soprattutto francesi, l’hanno eletta a residenza, qualcuno ci si trasferisce in pensione, ma la maggior parte ha comprato terreni e palazzi a prezzi competitivi, avviando business di successo. Così, in barba alla crisi economica globale, Marrakech sta diventando una nuova Saint-Tropez e  incanta il mondo.

L’attuale sovrano, il re Mohammed VI, salito al trono a 35 anni, è un uomo moderno e aperto, che ha traghettato il paese verso una cultura e un futuro cosmopolita: negli ultimi anni sono nati un nuovo aeroporto, una stazione lucida e scintillante, un’autostrada che porta fino a Casablanca e i cinque stelle si moltiplicano.
Scordatevi i grandi affari; i negozietti tradizionali affiancano veri e propri atélier, dove piatti, specchi, tappeti, abiti di seta e pashmine si pagano a prezzi da boutique milanese.

Marrakech è diventata un crocevia internazionale,  senza tuttavia perdere la sua anima tradizionale. Nelle vie del suk gli artigiani cuciono caftani, battono il ferro, conciano le pelli e tingono le matasse di lana. L’odore delle spezie penetra le narici,  insieme all’aroma degli oli essenziali di rosa e gelsomino, mentre la voce del muezzin, che si leva dall’alto della moschea Kutubiya, invita i fedeli alla preghiera quotidiana.

La piazza del mercato della Medina, la mitica Jemaa el-Fna è sempre quel calderone umano che affascina i turisti: di giorno è occupata da decine di banchi che vendono di tutto, dalle spremute d’arancia fresca, ai datteri, erbe fresche e spezie, vestiti, denti usati e tante cianfrusaglie. 
Come nella famosa scena de “L’uomo che sapeva troppo” di Hitchcock,  ci sono gli incantatori di serpenti, i danzatori, i giocolieri, gli addestratori d’animali, le disegnatrici di tatuaggi, i venditori d’acqua in costume berbero, con le tradizionali tazze d’ottone che pescano nelle borse di cuoio portate in spalla.

Troppo turistica e affollata? Forse, ma è un pur sempre un palcoscenico di vita quotidiana, che esprime il meglio del proprio fascino al tramonto, quando la luce colora di rosso ocra le mura della città e i turisti si godono lo spettacolo dall’alto, sorseggiando un tè alla menta sulla terrazza del Café Glacier.
Intanto la piazza si trasforma per la notte, la musica comincia a diffondersi, insieme all’odore del cibo cucinato sulle griglie degli ambulanti: spiedini di carne trita (kefta), pesce verdure fritte,  teste e interiora d’agnello alla brace, lumache al vapore, zuppe, tutto venduto per pochi dirham.

Per i palati più raffinati e per chi diffida delle ghiottonerie locali, è l’ora di recarsi in uno dei templi dell’arte culinaria franco marocchina: cous cous e tajine rivisitati, ma anche cucina fusion di altissimo livello, accompagnata da musica dal vivo in location mozzafiato.
Al Dar Rhizlane si cena in un giardino profumato di rose e di lavanda, con vista sull’Atlante: nel menù, carré d’agnello con pere caramellate e carote alla vaniglia (prezzo medio 50€). Scegliendo Al Fassia, sempre di livello ma più tradizionale e perciò frequentato anche dai locali, le specialità proposte sono tajina alla berbera e spalla d’agnello alle mandorle (prezzo medio 30€).
La notte si anima nei Club con le ballerine del ventre oppure nei locali più moderni: simbolo della nuova vita notturna di Marrakech è il Pacha, la più grande discoteca dell’Africa, gemella del famoso locale di Ibiza.

Per dormire in città si può scegliere un albergo elegante oppure un riad di charme. Il Dar Darma, vicino al Museo di Marrakech e alla scuola coranica di Ben Youssef,  è forse uno dei più sontuosi (prezzi a partire da 200€ a notte). Al top del lusso rimane incontrastato La Mamounia,  riaperto dopo tre anni di restauri che hanno riportato i salotti anni Venti della favolosa ’oasi nel deserto’ allo splendore che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Ma non mancano resort per famiglie e le proposte più economiche.

Marrakesh è a sole tre ore di volo dall’Italia e le compagnie low cost, EasyJet da Milano e Ryanair da Milano e Pisa (e da novembre anche da Roma Ciampino), operano voli diretti a prezzi molto vantaggiosi  (a partire da 19,99€ a tratta). La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali.

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