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Vacanze da film con Hotels.com

Gli appassionati di cinema, che si tratti di amanti delle commedie alla Sex & the City, di film d’azione e di spionaggio come Casino Royale o The Bourne Identity o di classici del thriller come Shining, non dovrebbero perdersi un soggiorno negli hotel che hanno fatto da set ai loro film preferiti! Hotels.com, leader nella prenotazione di hotel online, ha selezionato in tutto il mondo alcuni tra gli hotel più adatti per i veri cinefili, per una vacanza…all’ultimo ciak.

 Per una vacanza da 007:  Venezia, Hotel Cipriani – Casino Royale

 casino_royaleMancano soltanto pochi mesi all’uscita nei cinema dell’ultimo film di James Bond; perché non rivivere proprio in questa occasione le magiche atmosfere di uno dei classici della saga, Casino Royale? Le scene finali del film sono state infatti girate tra le calli di Venezia; l’Hotel Cipriani – 5 stelle, uno dei più famosi della città, ha fatto da sfondo ad alcune di esse, ed è il luogo ideale per sentirsi un vero 007 per una notte.

Per i più impavidi:  Government Camp, Timberline Lodge – Shining

 shiningGli amanti del brivido non possono perdersi la possibilità di vedere da vicino l’hotel che ha fatto da sfondo ad uno dei thriller più famosi di tutti i tempi, Shining. Il Timberline Lodge – 3 stelle, in Oregon, appare infatti nel film di Kubrick, sebbene la pellicola non sia stata girata al suo interno. Meta dei cinefili di tutto il mondo, l’hotel è così orgoglioso di questo legame con il mondo del cinema, da aver disposto addirittura un canale televisivo che manda in onda ininterrottamente il film.

Per sentirsi le regine di New York:  New York, Hotel Giraffe – Sex & the City

sex_cityLe appassionate delle avventure di Carrie Bradshow dovranno aspettare ancora poco prima di poter vedere la propria eroina tornare in tv in The Carrie Diaries, prequel della famosissima serie tv Sex & the City. Nell’attesa di questa grande novità, Hotels.com consiglia di visitare l’Hotel Giraffe – 4 stelle, che nel film del 2008 è stato la location dell’appartamento di Mr. Big. Per le amanti dello shopping a prezzi convenienti, a pochi passi dall’hotel i grandi magazzini Macy’s e Bloomingdale’s sono una tappa da non perdere!

Per una vacanza che lascia con il fiato sospeso:  Parigi, Hotel Regina – The Bourne Identity

bourne_identity Per un soggiorno emozionante come un film d’azione, perché non fare una vacanza dove si sono svolte alcune scene del famosissimo The Bourne Identity? L’Hotel Regina – 4 stelle di Parigi svolge infatti un ruolo fondamentale nel film e, con i suoi arredi preziosi ed eleganti, è l’ideale per una vacanza di lusso nel cuore della capitale francese.

Comunicato stampa – Noesis Comunicazione

Uragano Irene, aeroporti USA nel caos

Lo scenario apocalittico dipinto dalle stazioni meteo, che lanciano l’allarme per l’arrivo dell’uragano Irene, renderà difficilissimo se non impossibile volare sui cieli della East Coast durante questo weekend.

Nel periodo che va da giugno a novembre si formano, in media, una decina di tempeste tropicali sull’Atlantico, alcune si trasformano in violenti uragani ma si abbattono con ferocia soprattutto nella regione caraibica e sul centramerica,  interessando a volte anche la Florida e gli stati americani del Golfo del Messico. E’ raro, tuttavia, che uragani della portata di Irene colpiscano la costa orientale degli Stati Uniti.  Gli americani devono prepararsi ad una tempesta senza precedenti e non sono abituati a farlo.

Negli aeroporti regna il caos, i centralini sono intasati, si susseguono le cancellazioni dei voli e i passeggeri sono terribilmente confusi: la situazione è ulteriormente aggravata dalle ripetute cancellazioni dei giorni scorsi, che hanno interessato molti voli diretti ai Caraibi.

Sabato l’uragano colpirà le coste del North Carolina e si muoverà a nord, toccando gran parte della costa orientale degli USA. A Norkfolk è stato dichiarato lo stato di emergenza e ordinata l’evacuazione della popolazione dalle zone costiere a rischio inondazione; le autorità aeroportuali hanno fatto sapere che per l’operativo voli si attendono le decisioni delle compagnie aeree, ma una chiusura dell’aeroporto appare più probabile di ora in ora.

Stesso scenario al Baltimore-Washington International Airport che raccomanda ai viaggiatori di non recarsi in aeroporto se prima non si è verificato lo stato del volo.

Domenica Irene transiterà sul Delaware e poi colpirà il New Jersey; nel primo pomeriggio arriverà su New York City. Nella Grande Mela la preoccupazione è alle stelle; sono attese imponenti inondazioni costiere e allagamenti ovunque, anche nella metropolitana. Fermi da sabato alcune linee dei bus Greyhound e dei treni Amtrak.
Il JFK e gli altri quattro aereoporti di New York chiuderanno dalle 18:00 di sabato. In tutta la East Coast saranno oltre 6.000 i voli cancellati.  

Alitalia ha comunicato che non saranno operativi i voli per New York e Boston. Anche  Air France-KLM ha cancellato i voli del 27 e 28 agosto. Non resta che seguire con attenzione gli aggiornamenti pubblicati sui siti web degli aeroporti e delle compagnie aeree.

Ultimi aggiornamenti sul passaggio dell’uragano Irene sui Caraibi: Tropici in diretta
Leggi anche: A caccia di uragani

Orsi, istruzioni per l’uso

Gli Stati Uniti sono tra le mete a lungo raggio preferite dagli italiani: piacciono New York innanzi tutto, ma anche la Florida, la California e i parchi nazionali: scenari naturali grandiosi, popolati da una ricca fauna selvatica. Orsi, ad esempio.
Grizzly- Parco di Yellowstone | U.S. Fish and Wildlife Service - Public Domain
Giorni fa si è fatto un gran parlare dell’incidente occorso ad una coppia di turisti a Yellowstone: una femmina di grizzly ha sbranato un uomo e ferito la sua compagna lungo i sentieri del parco nazionale più famoso d’America, istituito fin dal 1872 tra le Montagne Rocciose del Wyoming, al confine con Montana e Idaho. Verosimilmente la femmina di orso, che accompagnava i suoi cuccioli, si è sentita minacciata e ha attaccato i turisti spinta da un istinto di difesa: i ranger del parco hanno deciso di non abbatterla, soluzione questa a cui si ricorre solo quando un orso mostra segni di aggressività tale da mettere a rischio la sicurezza dei visitatori.
Ma in generale, come ha raccontato alla stampa il ranger Kerry Gunther, che studia gli orsi di Yellowstone da una trentina d’anni, si tratta di animali piuttosto tolleranti nei confronti dell’essere umano. Secondo l’esperto, la gente non dovrebbe aver paura degli orsi, ma avere più rispetto.

Poiché gli orsi bruni e i grizzly sono diffusi anche in altri parchi degli Stati Uniti settentrionali e del Canada e rappresentano un’attrazione per molti turisti, è bene tenere a mente quelle poche semplici regole di comportamento da osservare quando ci si trova nel territorio di questi grandi mammiferi.
In primo luogo informatevi sulle specie di orso presenti nella zona; essere in grado di identificare se si tratta di un grizzly o di un orso bruno può fare la differenza, visto che le due specie hanno un carattere decisamente diverso. Il grizzly è un animale possente e più aggressivo; nello sfortunato caso di un incontro ravvicinato, gli esperti consigliano di stendersi a terra, proteggersi collo e viso con le braccia e fingersi morti. La tattica può in alcuni casi scoraggiare l’orso, che forse rinuncerà all’attacco tornando da dove è venuto. Sconsigliata invece la reazione più spontanea, quella di darsi alla fuga; un tale comportamento stimola la risposta predatoria dell’orso, che corre molto più velocemente dell’uomo e si arrampica sugli alberi meglio di noi.

Con l’orso bruno, meno aggressivo del grizzly, si può invece indietreggiare lentamente, senza mai fissare l’animale negli occhi, caso mai fermandovi se l’orso vi osserva. La regola generale è, come si diceva all’inizio, il rispetto del suo territorio, quindi mantenete le distanze di sicurezza e non frapponetevi tra l’orso e la sua possibile via di fuga.
Il più delle volte è l’orso a temere l’uomo ed è per questo che se vi sale il dubbio che qualche orso si aggiri nelle vicinanze è meglio fare rumore, parlare ad alta voce e rendere nota la vostra presenza.
Altre regole fondamentali: mai avventurarsi da soli, più il gruppo è numeroso minore è il rischio di essere aggrediti; avere a portata di mano uno spray al peperoncino; fare attenzione a riporre il cibo in un luogo protetto, il più lontano possibile dalla tenda e cercare di tenere tutto pulito in modo da non stuzzicare il proverbiale appetito degli orsi; anche in macchina tenersi a distanza con i finestrini ben chiusi.

Essere attaccati e sbranati da un orso è un’eventualità molto rara; nel parco nazionale di Yellowstone sono stati segnalati appena 6 attacchi fatali in 140 anni. Tuttavia, se gli orsi sono per voi un incubo, rinunciate all’Alaska dove ancora vive industurbata la quasi totalità della popolazione di orsi bruni degli Stati Uniti.

Ingresso negli Stati Uniti: ESTA a pagamento da settembre

Gli Stati Uniti hanno deciso che dall’8 settembre chiunque entrerà nel paese con il “programma senza visto” dovrà pagare una tassa di 14 dollari. La nuova disposizione riguarda i cittadini di 36 paesi, la maggior parte dei quali appartenenti alla UE, Italia compresa.
La somma, che al cambio attuale corrisponde a circa 10 euro, dovrà essere pagata con carta di credito al momento di compilare l’Electronic System for Travel Authorisation (ESTA), il sistema entrato in vigore nel gennaio 2009, che consente l’ingresso negli USA senza visto.

L’autorizzazione al viaggio tramiteESTA, che fino all’8 settembre è ancora gratuita, dura due anni ed è valida per un numero illimitato di visite; qualcuno già consiglia, a coloro che sanno di doversi recarsi negli Stati Uniti nei prossimi 24 mesi, di effettuare la registrazione prima dell’8 settembre, evitando così di pagare il balzello.

Le autorità statunitensi hanno fatto sapere che i fondi raccolti con questa tassa serviranno a promuovere il turismo; una manovra aspramente criticata da tutti i paesi dell’Unione Europea, che hanno espresso il loro disappunto. Introdurre un onere aggiuntivo per tutti i viaggiatori è “incoerente con gli impegni presi dagli Stati Uniti per facilitare la mobilità tra le due sponde dell’Atlantico” è stato il commento di Cecilia Malmstroem, commissario Ue per gli affari Interni.

Quando all’inizio di quest’anno si era prospettata l’ipotesi di una tassa sull’ESTA, il quotidiano britannico Telegraph aveva condotto un sondaggio on line: il 44 per cento degli intervistati ha risposto che una nuova imposta li avrebbe scoraggiati dal visitare gli USA.
E’ vero, si tratta di una somma minima, ma è pur sempre una tassa odiosa.

Estate negli USA? Non dimenticate l’ESTA

Dal gennaio dello scorso anno per recarsi negli USA, anche solo in transito, è obbligatorio, nell’ambito del programma “Viaggio senza visto”, ottenere un’autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Un viaggiatore privo di autorizzazione ESTA (o di visto) non può nemmeno salire a bordo di un mezzo di trasporto diretto negli USA.

Per ottenerla è necessario accedere al sito Web di ESTA e compilare la domanda online. Una volta inviato il questionario, si riceverà la risposta entro pochi secondi. Tre le alternative possibili:

1. Autorizzazione approvata: il viaggio è autorizzato.

2. Viaggio non autorizzato: è necessario chiedere un visto per non immigranti presso l’Ambasciata o il Consolato degli Stati Uniti.

3. Autorizzazione in corso di concessione: per ricevere la risposta finale sarà necessario ricollegarsi al sito ESTA. Il tempo massimo di attesa è di  72 ore.

Una volta concessa, l’autorizzazione è valida 2 anni o fino alla scadenza del passaporto.

Due ultime cose importanti da sapere:

Un viaggiatore in possesso dell’ESTA potrebbe essere respinto alla frontiera americana; questo perché l’ESTA non garantisce l’ingresso del viaggiatore negli USA, lo autorizza solo a partire verso gli Stati Uniti. I casi del genere sono comunque abbastanza rari.

Ci sono numerosi siti internet che offrono informazioni e si propongono, a pagamento, come intermediari per la presentazione del documento. Collegandosi, invece, al sito ESTA del governo americano la richiesta dell’autorizzazione è completamente gratuita ed è possibile compilare il questionario anche in italiano. Utilizzare  i siti a pagamento, quindi, non facilita né accelera il rilascio dell’autorizzazione.

Da pochi giorni il Departement of Immigration ha deciso l’abolizione del vecchio modulo verde i94w che deve essere compilato, insieme al modulo per la Custum Declaration, all’arrivo negli USA. L’entrata in vigore di questo provvedimento è prevista per la fine dell’estate.

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