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Dove vanno gli italiani in vacanza per i ponti di Aprile-Maggio?

Con lo Stopover Club Med, Stati Uniti e Caraibi si scoprono in una sola vacanza!

Analizzando i dati delle prenotazioni Club Med – brand leader nella vacanza Premium all inclusive, internazionale e multiculturale – emerge che gli italiani approfitteranno del periodo Pasquale e del ponte del 25 Aprile per concedersi un break in Resort da sogno. Le mete più gettonate sono, ancora una volta, le Maldive e i Caraibi, con rispettivamente il 20% e il 40% delle prenotazioni.

Le prossime vacanze saranno inoltre il momento ideale per approfittare della nuova offerta Stopover by Club Med e visitare alcune delle città più affascinanti al mondo, trasformando lo scalo in un’esperienza emozionante.

vacanze alle Maldive

I settanta Resort Club Med, presenti nelle più belle località del globo, consentono al viaggiatore di scegliere la propria meta con la garanzia di trovare in ogni location gli alti standard qualitativi proposti. Oggi, grazie alla partenership stretta con i migliori hotel di alcune tra le più suggestive città al mondo, è possibile dare ancora più valore al proprio viaggio.

Tra tutti gli italiani che hanno optato per la formula Stopover, circa il 40% sceglie di abbinare un rilassante soggiorno ai Caraibi alla visita di Miami o New York, il 30% di unire il mare cristallino dell’Oceano Indiano (Maldive o Mauritius) alle affascinanti città di Dubai o Abu Dhabi, oppure di combinare la visita di un’isola asiatica con la scoperta di città esotiche come Bangkok e Singapore (il restante 30%).

Con i pacchetti Stopover, quindi, cambia il concetto di scalo: non più momento noioso e stancante ma vacanza nella vacanza, dove il viaggiatore non dovrà preoccuparsi di nulla, se non di godersi alcune delle più belle città del mondo, guidato dall’esperienza dei tour privati Club Med.

Tutto è pensato per far vivere agli ospiti un’esperienza da sogno grazie alle tante mete e attività messe a disposizione. In dolce compagnia, con gli amici o con la famiglia, per gli amanti del lusso e del comfort ma anche per quelli dell’avventura o dell’arte, l’offerta Stopover by Club Med è la soluzione adatta per chi non si stanca mai di farsi stupire dalla bellezza del mondo!

Club Med

Club Med, Leader mondiale nelle vacanze all-inclusive, esclusive, multiculturali e conviviali, con oltre 70 Resortnei luoghi più belli del mondo, è sin dalla sua nascita, oltre 60 anni fa, il simbolo del sogno, della felicità e della convivialità per single, coppie e famiglie in tutto il mondo. Nel 1950 Gérard Blitz e Gilbert Trigano coniano il concept dell’alchimia della felicità, diventando così ideatori del concetto di vacanza all-inclusive. Nasce nello stesso anno il primo Villaggio Club Med, Alcudia nelle Baleari, e prende vita la professione di G.O® Gentils Organisateurs, Gentili Organizzatori, ambasciatori dei valori Club Med, e il concetto di G.M® Gentils Membres, i Clienti Club Med. Oggi il gruppo conta 13.000 G.O® di 100 nazionalità diverse. Dal 1978, la Fondazione Club Méditerranée si impegna a combinare turismo e solidarietà.

Comunicato stampa  Weber Shandwick – (Federica Mancini)

Vola Qatar e vinci la formula 1 in Malesia

Se hai sempre pensato di visitare la Malaysia e sei un appassionato di automobilismo non perdere questa offferta straordinaria.
Se voli con Qatar Airways con destinazione Kuala Lumpur nel periodo del Gran Premio di Formula 1 della Malesia, che si terrà a Sepang dal 22 al 24 marzo 2013, Qatar Airways in collaborazione con l’Ente del Turismo della Malesia ti offre il biglietto d’ingresso al circuito di Sepang!
Una volta acquistato il volo per ottenere l’ingresso al circuito di Formula 1 devi inviare la copia del biglietto, ricevuta via e-mail, all’Ente del Turismo della Malesia di Milano al seguente indirizzo, info@turismomalesia.it, e, per ogni biglietto Qatar Airways per Kuala Lumpur, riceverai un ingresso gratuito al circuito.
Le tariffe Qatar Airways per Kuala Lumpur sono estremamente vantaggiose e partono da 675€ in Economy e da 2429 in Business.
Kuala Lumpur, la capitale della Malaysia è una metropoli dalla vita vivace dove si può passare piacevolmente qualche giorno giorno di vacanza. Una città dove la modernità non ha soffocato il fascino degli edifici storici e dei luoghi di culto e dove le meravigliose architetture malesi, cinesi e indiane si fondono con i grattacieli e le vie dello shopping.
Sul portale PaesiTropicali.com trovate maggiori informazioni sulla Malaysia

Abu Dhabi o Dubai? Due è meglio di una

Abu Dhabi è stata sempre un po’ in ombra, surclassata nelle preferenze dei turisti dalla ben più famosa Dubai. Invece la capitale degli Emirati Arabi Uniti è una destinazione turistica di tutto rispetto. Ed è anche più vicina, da quando   la settimana scorsa ha inaugurato il nuovo volo diretto Roma Fiumicino – Abu Dhabi.
Con 6 ore di volo, poco più o poco meno, e un costo inferiore a 500 euro, è garantito un piacevole spaesamento tanto culturale quanto climatico. Infatti durante i mesi invernali nella moderna città che sorge tra le dune del deserto arabico di giorno siamo sui 26-27 °C , di sera le temperature scendono ma non troppo, basta una felpa.

Che c’è da vedere? Innanzi tutto la Grande Moschea dello sceicco Zayed, che è aperta ai visitatori tutti i giorni tranne il venerdì mattina, quando l’ingresso è riservato ai soli fedeli. E’ un’opera architettonica grandiosa e una delle prime attrazioni turistiche di Abu Dhabi, con le sue 80 cupole color crema, le grandi vasche, i lampadari placcati d’oro e un tappeto annodato a mano di dimensioni esagerate, il più grande al mondo.
Poi il lungomare, o per meglio dire la Corniche. Davanti il mare e una spiaggia di sabbia fina, lunga quasi otto chilometri, e alle spalle lo skyline di una città opulenta e modernissima, che però non dimentica mai le proprie tradizioni.

Quanto a sfarzi e lussi Abu Dhabi non deve prendere lezioni da nessuno, nemmeno da Dubai. E qui, al contrario del famosissimo Burj al-Arab (la Vela), una sbirciatina all‘Emirate Palace non è negata a nessuno. Un migliaio di lampadari in cristallo Swarowski, marmi pregiati, decorazioni in foglia d’oro, un bancomat che cambia i contanti in lingotti e altri eccessi in un palazzo che sembra quello dell’emiro ma che invece è solo un hotel. Da mille e una notte però, è proprio il caso di dirlo.

E ancora: le dune più alte del mondo, da scalare in jeep, i caffè con shisha, il Marina Mall, un mega centro commerciale sotto un tendone beduino, e Saadiyat Island, ovvero l’Isola della Felicità, realizzata a 500 metri dalla costa dagli archittetti più trendy del momento.

E Dubai? Non se ne sente la mancanza, ma se proprio vogliamo farci un salto Alitalia garantisce un
servizio navetta “luxury coach” offerto in collaborazione con Etihad e incluso nel prezzo del biglietto aereo. Sedili ergonomici, un eccellente sistema di climatizzazione, lettore DVD e monitor da 14 pollici, durata del viaggio 75 minuti. Comodo no?

Easyjet entra nel programma Skywards di Emirates

Non è usuale un accordo commerciale tra una grande compagnia di linea e un vettore low cost ma da ieri, 6 novembre, EasyJet è entrata nel programma di fidelizzazione Skywards di Emirates.
I membri di Skywards potranno utilizzare le proprie miglia anche per acquistare voli EasyJet.
Il numero di miglia dipenderà dalla lunghezza del volo e dall’anticipo con cui viene effettuata la prenotazione. Il minimo necessario è comunque 7.500 a tratta.
Come offerta lancio Emirates rimborserà le miglia, con il limite di 25.000, alle prime trenta prenotazioni effettuate su voli EasyJet.

Thierry Antinori, Emirates Executive Vice-President, Passenger Sales Worldwide, ricordando che circa il 31% dei passeggeri che volano Emirates risiede in Europa, ha dichiarato: “ la partnership con EasyJet è stata una scelta ovvia per Emirates” e, in effetti, il vettore low cost inglese, secondo in Europa per importanza, con le sue 600 rotte che collegano oltre 130 aeroporti di trenta paesi, offrirà un’ampia scelta di destinazioni ai clienti del vettore di Dubai.

Pechino, in tre giorni senza visto

Richiedere un visto per la Cina è una bella seccatura. Lo sanno bene quelli dell’Ufficio del Turismo cinese, che perciò hanno deciso di spalancare ai visitatori stranieri le porte di Pechino. La capitale della Repubblica Popolare Cinese sarà presto una città aperta al mondo. Almeno per 72 ore.
Le autorità hanno infatti previsto una deroga di tre giorni al visto turistico per tutti i viaggiatori provenienti da 32 paesi del mondo, Italia compresa. I dettagli saranno resi noti nelle prossime settimane.

A stimolare la decisione pare siano stati i dati favorevoli di Shanghai, che già da diverso tempo offre ai turisti un soggiorno di 48 ore in città senza visto. Da quando è stata adottata la politica del visa waiver il numero di viaggiatori che si fermano a Shanghai è aumentato considerevolmente.
Ora che anche Pechino diventa più accessibile chi ha un volo a lungo raggio verso oriente potrebbe prendere in seria considerazione l’ipotesi di spezzare il viaggio in due e farsi un giro in una delle più antiche e illustri città cinesi.

In fin dei conti due o tre giorni a Pechino sono pochi per capire l’anima della città ma più che sufficienti per averne un assaggio: la Città Proibita, l’Antico Palazzo d’Estate (che si raggiunge comodamente in metropolitana), la Grande Muraglia, i lussuosi centri commerciali, ma anche le bancarelle con i granchi vivi, gli anziani che giocano a dama e, perchè no, una cena tipica con l’anatra laccata.
Diverse compagnie aeree offrono stopover a Pechino. Se dovete andare magari in Australia o in sudest asiatico potreste farci un pensierino.

Guangzhou 5

Massaggio da record a Bangkok

Che si fa per guadagnarsi un posto nel libro del Guiness dei Primati. Oggi a Bangkok 641 terapisti, vestiti in abiti tradizionali, hanno massaggiato 641 persone, in contemporanea e per 12 minuti.

Il massaggio di gruppo thailandese ha strappato il record all’Australia: nella terra dei canguri erano riusciti ad organizzare un massaggio collettivo con “appena” 263 persone della durata di cinque minuti.
L’evento ha avuto luogo in occasione del Thailand Medical Hub Expo ed è stato presieduto dal Premier e dal Ministro della salute thailandese. Lo scopo infatti era attirare l’attenzione dei media e promuovere il massaggio orientale e, più in generale, tutti i trattamenti termali che hanno reso la nazione del sudest asiatico famosa in tutto il mondo.

Il massaggio tradizionale thailandese dura circa due ore e Bangkok è piena di urban spa. Nei Beauty Center di Khao San Road un massaggio rilassante alle erbe costa 250 bath (circa 6 euro) ma nei centri termali di alta categoria si arriva a pagare venti volte tanto.

Il Taj Mahal più vicino con la nuova superstrada da Delhi

Anni fa arrivare al Taj Mahal era quasi un’avventura. Ora non più: la tomba mausoleo, uno dei simboli dell’India, si raggiunge agevolmente in aereo o in treno ma anche in auto.
Da oggi con l’inaugurazione di una nuova strada a scorrimento veloce che collega Delhi ad Agra, andare a visitare il Taj Mahal è diventato ancora più semplice.
La superstrada è lunga 165 km e si percorre comodamente in due ore e mezzo; prima invece ci volevano quasi cinque ore per andare dalla capitale ad Agra, la città dell’Uttar Pradesh dove si trova il Taj Mahal.

Questo famoso monumento, che l’Unesco ha dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità, fu costruito nel 1631 dall’imperatore Mogul Shah Jahan, a testimonianza del suo amore eterno per la moglie Mumtaz Mahal, che morì dando alla luce il suo quattordicesimo figlio. La storia romantica e crudele che aleggia tra i marmi bianchi della moschea, il lungo viale d’accesso e i bei giardini, accresce il fascino e la suggestione di questo posto unico, considerato a buon ragione una delle sette meraviglie del mondo moderno.

L’estate non è il periodo più adatto per visitare il Taj Mahal. Le temperature nella città di Agra e in gran parte dello stato dell’Uttar Pradesh sono proibitive, con la colonnina di mercurio che può superare i 40°C. Il caldo torrido è difficile da sopportare ma in compenso le piogge monsoniche, che durante i mesi estivi si abbattono su buona parte dell’India, sono occasionali in questa regione. In ogni caso qualche goccia di pioggia rende il mausoleo ancora più suggestivo.

L’inverno è fresco, con temperature minime che di notte scendono anche sotto zero ma con giornate miti e soleggiate. E’ un buon momento quindi per visitare il Taj Mahal e conoscere la città di Agra e i suoi monumenti. Chi vuole godersi le serate estive senza boccheggiare per colpa dell’afa di giorno dovrebbe scegliere le stagioni intermedie: settembre, ottobre e marzo sono i mesi migliori in assoluto. Ideali anche per vedere il Taj Mahal accarezzato dai bagliori d’argento nelle notti di luna piena.

South Asia 5

Da Lisbona a Saigon. 24.000 km tutti in treno

In treno da Lisbona a Saigon, o viceversa, se preferite. E’ aperta a tutti la nuova sfida lanciata da Michael Hodson, travel blogger appassionato del viaggio su rotaia.
L’idea di Ultimate Train Challenge è nata l’anno scorso. Dopo aver scoperto che la tratta ferroviaria Lisbona-Saigon era, a detta sua, la più lunga esistente al mondo, Michael ha convinto un paio di suoi amici blogger a percorrere insieme a lui l’intero percorso.
Pare che abbia trovato la cosa molto divertente, tanto da riproporla quest’anno sotto forma di gara benefica. Infatti, sia partecipanti che sponsor sono invitati a versare un contributo a Blue Dragon Children’s Foundation  un’organizzazione not for profit che cerca di dare una vita migliore ai ragazzi di strada vittime di sporchi traffici.

Le regole per partecipare alla sfida sono poche e semplici: ognuno sceglie l’itinerario che preferisce ma ogni chilometro deve essere percorso in treno. Da Lisbona a Saigon o da Saigon a Lisbona, 15 mila miglia in trenta giorni nel mese di novembre.
Per i vincitori ci sono due viaggi organizzati della durata di 15 giorni messi in palio dagli sponsor e alcuni altri premi minori.

L’aspetto forse più interessante non è tanto la sfida in sé stessa, quanto il concetto che c’è dietro: è il viaggio che conta, non la destinazione.

Wakatobi immersioni da sogno

Jacques Cousteau lo definì un nirvana, un puro godimento sottomarino. Ora il parco di Wakatobi al largo di Sulawesi è stato dichiarato riserva mondiale della biosfera dall’Unesco.
Siamo in Indonesia, nel cuore del Coral Triangle a cavallo tra Asia e Pacifico: 1, 4 milioni di ettari di superficie marina comprese le quattro isole maggiori dell’arcipelago, Wangi-Wangi (Wa), Kaledupa (Ka), Tomia (To) e Binongko (Bi), da cui l’acronimo Wa-ka-to-bi.
900 specie di pesce di barriera e 750 specie diverse di coralli abitano queste acque cristalline e incontaminate; per fare un confronto il Mar Rosso, che è considerato uno dei mari più colorati al mondo, di coralli ne conta meno della metà. Tanti quindi i siti di immersione, ma anche molte splendide spiagge.
L’isola turisticamente più sviluppata è Wangi-Wangi, che dispone anche di un piccolo aeroporto che riceve voli provenienti da Jakarta e da Makassar (Sulawesi). Per chi cerca una sistemazione di buon livello c’è il Wakatobi Dive Resort, un complesso di villette e bungalow sparse in un bel giardino affacciato sulla spiaggia. I gestori organizzano anche voli charter da Bali per Tomia, da dove si prosegue in barca per Wangi-Wangi. Costa un po’ meno ed è grazioso il Patuni Resort Wakatobi. In alternativa, nel capoluogo Wanci ci sono diverse soluzioni di alloggio molto più spartano.
Il periodo più consigliato per le immersioni va da marzo a dicembre.

Malaysia Airlines: bambini in aree separate sui voli a lungo raggio

Bimbi in volo: a volte va tutto liscio, a volte invece schiamazzi, urla e pianti che durano ore. Non sai mai se i bambini riusciranno a sopportare l’ambiente piccolo e chiuso di un aereo. Sai però che per gli altri passeggeri trovarsi in cabina con un paio di marmocchi urlanti non è proprio una bella esperienza. Che può snervare chiunque se capita di notte, quando a fatica si tenta di chiudere gli occhi.

Le maggiori lamentele vengono però da chi viaggia per lavoro; in questo caso la soglia di tolleranza nei confronti dei bambini irrequieti precipita pericolosamente.

Le compagnie aeree stanno cercando da tempo soluzioni adatte a gestire il problema. Intanto Malaysia Airlines ha già preso provvedimenti, annunciando che dal 1° luglio i minori di 12 anni non potranno viaggiare sul ponte superiore del super jumbo A380, usato per i collegamenti Londra a Kuala Lumpur.
A beneficiare della nuova disposizione saranno soprattutto funzionari e dirigenti di grandi aziende abituati a viaggiare in business class, ma non solo, visto che sugli aerei di Malaysia Airlines la configurazione di bordo dell’upper deck prevede 66 posti di business e 70 in economy.

Inoltre,  la compagnia malese conferma  quanto stabilito quasi un anno fa: la prima classe rimane rigorosamente child free. Chi paga ha diritto ad un viaggio sereno, potrebbe essere lo slogan, se non fosse così politically incorrect.

Ai bambini sono riservati i posti in economy nella parte posteriore del ponte inferiore. Quest’area, definita Family, avrà un ingresso separato e ben otto bagni. Ma non tutti hanno preso bene la notizia, qualcuno parla di discriminazione.

Sembra che anche British Airways, Emirates ed altre compagnie aeree stiano adottando misure No Kids. Chissà se in futuro si potranno mettere in aree separate anche tutti quei passeggeri molesti e maleducati che, nemmeno a farlo apposta, incontri sempre a 10.000 metri di altezza.