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Come sopravvivere ad un incidente aereo

Gli incidenti aerei, per fortuna, non sono molto frequenti e la probabilità di finire la nostra vita tra le lamiere di un jet sono meno di 1 su 11 milioni. Quando l’incidente grave capita, però, quasi sempre il numero di superstiti, quando ci sono, è limitato. Possiamo fare qualcosa per cercare di sopravvivere in questi casi?

Dipende. Chiaramente se l’aereo esplode in aria oppure precipita da grandi altezze, non c’è molto da fare ma negli incidenti che non portano alla totale distruzione del velivolo, per esempio: decolli o atterraggi mancati, atterraggi d’emergenza per guasti o incendio o incidenti a terra, qualche attenzione e precauzione in più da parte del passeggero potrebbe fare la differenza.

Vediamo qualche suggerimento utile.

Un occhio alla sicurezza comincia prima ancora di salire a bordo. Statisticamente è stato notato che i passeggeri che si trovano nella parte anteriore del velivolo hanno il 40% di possibilità di salvarsi, quelli seduti nel centro il 50% e quelli con il posto in coda il 60%. Di conseguenza è preferibile scegliere un posto in coda, possibilmente entro 5 file dall’uscita più vicina e sul lato corridoio per avere meno intralci nell’evacuazione dell’aereo. Sempre prima di salire a bordo, pensate che anche l’abbigliamento potrebbe essere importante; più è comodo e coprente, maggiore sarà la capacita di movimento e di protezione da tagli e contusioni. Evitare di indossare anche spille od oggetti taglienti. Assolutamente no alle scarpe con tacchi alti, ve le dovrete levare per scendere dallo scivolo e rimarrete a piedi nudi tra terreno e rottami.

Il secondo consiglio è seguire con attenzione la spiegazione delle procedure di sicurezza che il personale di cabina effettua prima di ogni volo. Rimandate di qualche minuto la lettura del giornale o del libro ed ascoltatele attentamente. In particolare osservate dove sono le uscite più vicine e gli eventuali ostacoli per raggiungerle e se vi trovate nei posti sulle ali accanto alle uscite d’emergenza, Card norme di sicurezza - incidenti aereiosservate il pannello e cercate di individuare la maniglia di apertura. Leggete, per capire meglio, anche il cartoncino con le norme di sicurezza che troverete nella tasca portariviste del vostro posto.

Durante il decollo e l’atterraggio vi verrà chiesto di allacciare le cinture di sicurezza. Allacciatele bene e tenetele allacciate anche durante il volo, eviterete che grosse turbolenze, i cosiddetti vuoti d’aria, possano sballottarvi in cabina o addirittura farvi sbattere sulle cappelliere sopra di voi.

Sempre in decollo e atterraggio, le due fasi critiche del volo, vi verrà chiestocintura di sicurezza incidenti aerei di chiudere il tavolino, di lasciare aperto lo scuro del finestrino e di spegnere il cellulare: il tavolino abbassato potrebbe arrecarvi gravi lesioni, il finestrino aperto serve a voi per rendervi conto di cosa succede e ai soccorritori per poter vedere all’interno, il cellulare acceso potrebbe interferire con gli strumenti elettronici di bordo e quindi mostrare dati sbagliati ai piloti.

In caso di una emergenza a bordo non lasciatevi prendere dal panico. La gran parte delle emergenze si concludono senza alcun danno ai passeggeri, perciò state calmi, rimanete seduti, non urlate e seguite le istruzioni del personale di cabina. Tutto il personale a bordo è addestrato alle emergenze e sa sicuramente meglio di voi cosa fare.

US Airways Flight 1549 -Greg L - cropped from File:Plane crash into Hudson River.jpg (originally posted to Flickr as Plane crash into Hudson River)

Tenete presente che un aereo può benissimo continuare a volare anche con la metà dei motori non funzionanti, che alcuni grossi jet hanno volato senza propulsione per chilometri comportandosi come alianti e sono atterrati senza grossi danni, che ci sono stati atterraggi su prati, argini e fiumi perfettamente riusciti.

Se durante l’atterraggio, siete arrivati quasi sulla pista e sentite i motori che si alzano di giri e l’aereo puntare verso l’alto, non preoccupatevi, è solo una riattaccata (Go-Around), cioè i piloti, su ordine della torre di controllo o per propria decisione, hanno deciso che non c’erano le condizioni per atterrare e quindi riprendono quota per effettuare un nuovo avvicinamento ed un nuovo atterraggio (eventualmente in altro aeroporto). riattaccata go around incidenti aereiAnche in caso di nebbia o scarsa visibilità non c’è da preoccuparsi esistono degli strumenti a disposizione del pilota (ILS instrument landing system) che gli indicano il giusto sentiero di discesa per arrivare sulla soglia della pista.

L’aereo per poter permettere ai passeggeri e all’equipaggio di respirare liberamente è pressurizzato. All’interno vi è una situazione simile a quella maschera ossigeno . incidenti aereiche si potrebbe trovare in montagna a circa 2000/2500 m di altezza. Se ci sono problemi alla pressurizzazione, diventa difficile respirare e automaticamente scenderanno le maschere per l’ossigeno. Afferrate la maschera più vicina ed indossatela. Se dovete badare a persone anziane o bambini, indossate sempre prima la vostra e poi aiutate gli altri altrimenti potreste svenire e non poter essere più utile a nessuno. Sentirete anche che l’aereo avrà iniziato una rapida discesa; non state precipitando ma i piloti stanno cercando di raggiungere il più presto possibile una quota più bassa (sotto i 3000 m) dove sia possibile respirare senza le maschere.

Ma se l’incidente è ormai prossimo ed inevitabile cosa fare? Per prima cosa assicurarsi che la cintura di sicurezza sia ben allacciata poi togliersi gli occhiali, se li indossate, e assumere la posizione appropriata: piegati in avanti con le mani sulla testa o appoggiate sullo schienale di fronte (probabilmente sentirete la parola: “brace, brace, brace” che vuol dire proprio di assumere la posizione suddetta) tentando di mantenerla finoscivolo di emergenza - RIA Novosti archive, image #344644 / Anton Denisov / CC-BY-SA 3.0 all’arresto del velivolo, quindi, cercando di mantenere la calma, dovrete dirigervi verso l’uscita più vicina, lasciando a bordo tutti i bagagli. Se c’è del fumo cercare di camminare più bassi possibile, e se l’uscita è ancora chiusa, prima di aprirla controllare se non c’è del fuoco all’esterno. Gli scivoli per l’evacuazione si gonfiano in modo automatico aprendo il portello, per cui non rimane altro che saltare sullo scivolo e allontanarsi dall’aereo, aiutando quando possibile feriti, bambini e persone anziane, ma senza abbandonare la zona per poter essere raggiunto facilmente dal personale di soccorso.

Se state per partire, comunque, vi ricordiamo che secondo il NTSB (National Transportation Safety Board) soltanto ad un volo ogni 1,2 milioni capita un incidente quindi è probabilmente più facile morire in auto andando in aeroporto che per un incidente durante il volo.

Quindi, non abbiate paura di volare e buon viaggio!

L’Africa più vicina con TAP Air Portugal

Continua l’espansione delle rotte TAP verso il continente africano. Dal prossimo 3 luglio il vettore portoghese collegherà Lisbona con la capitale della Guinea, Conakry.

L’offerta è di 3 voli a settimana con partenza da Lisbona il mercoledì, venerdì e domenica alle ore 19:25, con arrivo a Conakry alle 23:10 mentre, nella direzione opposta, ogni lunedì, giovedì e domenica alle 00:05, con arrivo nella capitale portoghese alle 05.30. Con questo volo salgono a 17 i collegamenti dal Portogallo con l’Africa. TAP Air Portugal infatti opera voli verso Luanda (Angola), Maputo (Mozambico), São Tomé (São Tomé e Principe), Bissau (Guinea-Bissau), Praia, Sal, São Vicente e Boa Vista (Capo Verde), Marrakech, Casablanca, Tangeri e Fez (Marocco), Dakar (Senegal), Abidjan (Costa d’Avorio) Accra (Ghana) e Lomé (Togo) per un totale di 11 nazioni collegate.

La scelta di TAP di operare tutti questi voli per l’Africa si rivelata vincente. Infatti nel 2018 si è avuto un incremento di passeggeri su queste rotte del 11,2% raggiungendo la cifra totale di di circa 1,1 milioni di passeggeri.

La TAP, che quest’anno festeggia il suo 74 anniversario, è il leader europeo per i voli tra Europa e Brasile e, con una media di circa 2500 voli settimanali, copre 83 destinazioni in 35 paesi del mondo.

Frequenti e numerosi anche i collegamenti con l’Italia. Nella prossima stagione estiva sono previsti ben 115 frequenze settimanali con voli da Roma, Milano, Bologna, Venezia, Firenze e Bologna

A Udine la figlia del Che: incontro con Aleida Guevara

Lunedi 18 marzo 2019 alle ore 20:30 presso la sala Petris del Centro Balducci di Zugliano, Pozzuolo del Friuli (UD) si terra un incontro con la figlia maggiore di Ernesto Che Guevara: Aleida Guevara March.Aleida Guevara - Ospedale Che Guevara - Argentina
Aleida Guevara, 58 anni, figlia primogenita del Che e della seconda moglie, anche lei membro dell’esercito rivoluzionario, Aleide March, attualmente lavora come medico pediatra al William Soler Children Hospital dell’Havana (Cuba) ma ha prestato la sua opera anche in ospedali in Angola, Ecuador e Nicaragua.
Da sempre attivista per i diritti umani si batte da anni per la cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo e coopera dinamicamente nella cosiddetta “Operación Milagro”, un progetto umanitario che ebbe inizio nel luglio 2004 , sotto l’impulso dei governi di Cuba e Venezuela , con lo scopo di aiutare tutte le persone con scarse risorse economiche, affette da problemi oftalmologici.operation milagro -ospdelare Che Guevara - Argentina

Attualmente il programma si sviluppa in oltre 30 paesi situati in America Latina, Caraibi, Asia e Africa e sono state create, soprattutto con l’aiuto di personale medico cubano, cliniche specializzate e gratuite in Bolivia e Argentina. Si stima in oltre 2.000.000 le persone che, grazie a questo esempio di solidarietà internazionale, hanno potuto curarsi gli occhi o recuperare la vista.
Nell’ ambito di questa operazione è stato fondato nel 2015 il Centro Oftalmologico “Che Guevara nella città di Cordoba in Argentina e la serie di conferenze che Aleida Guevara sta effettuando in Italia sono anche per raccogliere fondi per l’ospedale che, ricordiamo, cura ed opera tutti gratuitamente.
Per chi volesse contribuire alla missione dell’ospedale Oftalmologico “Che Guevara è possibile inviare fondi tramite bonifico bancario oppure, più semplicemente, on line attraverso la modalità sicura di PayPal collegandosi a questa pagina: Operación Milagro

Operacion Milagro - ospedale Che Guevara - Argentina

Le spiagge naturiste dell’Isola di Rab

L’isola di Rab si trova in Croazia e precisamente nella regione del Quarnaro, a circa 180 km dal confine italiano e a sud della penisola Istriana. Si raggiunge con un traghetto che parte da Stinica e arriva, dopo una quindicina di minuti, nel porticciolo di Misniak. In alternativa si può prendere il ponte che collega la terraferma con l’isola di KRK arrivare a Valbiska e prendere da lì il traghetto per Lopar.
Rab ha una superficie di poco meno di 100 km quadrati e non ci vuole molto tempo per attraversarla tutta in auto. Sbarcati dal traghetto a Misniak, si attraversa per qualche chilometro una zona di rocce spoglie, coperte qua e là da macchie di elicriso, una erba selvatica profumata. Proseguendo sulla strada asfaltata e oltrepassati un paio di centri abitati, si arriva dopo una quindicina di chilometri alla cittadina di Rab, il centro dell’isola. Da qui, passando attraverso la pianura interna di Mundanje si giunge a Supetarka Draga, una bella baia dove è presente un attrezzato marina. Ancora pochi chilometri e si arriva all’altra estremità dell’isola, il porto di Lopar e la zona di San Marino che è in assoluto l’area a maggior concentrazione turistica. A San Marino c’è una lunga e ampia spiaggia di sabbia fine, molto rara in Croazia.

La vocazione turistica di Rab è antica. Già nel 1889 era stata proclamata stazione balneare e di cura ma l’isola è famosa per essere stata una delle prime località al mondo ad ufficializzare la pratica del naturismo. Tradizionalmente la nascita del naturismo a Rab viene fatta coincidere con l’agosto del 1936, quando le autorità del paese autorizzarono il Re inglese Eduardo VIII e la sua consorte a praticare il naturismo nella baia di Kandarola. Tuttavia numerose fonti fanno risalire le prime spiagge naturiste all’inizio del 900.
Oggi sull’isola ci sono almeno quattro spiagge dichiarate ufficialmente naturiste e segnalate con la sigla FKK (dal tedesco Frei Körper Kultur, cultura del corpo libero). Tre si trovano nella penisola di Lopar (Ciganga, Sahara e Stolac), la quarta, Kandarola, è invece nell’area di Suha Punta.
Il naturismo è comunque praticato in molte altre spiagge e calette di Rab, soprattutto a Pudarica.

Ciganka
E’ una spiaggia a cui si accede facilmente anche in auto, percorrendo una stradina asfaltata che si prende nei pressi del ristorante Madonna, vicino al porto di Lopar.

Spiaggia FKK Ciganka - Isola di Rab

Dopo circa un chilometro si trovano i cartelli che indicano le diverse spiagge dell’area: dovete girare a sinistra, prendere una strada bianca e proseguire fino a trovare un cartello con l’indicazione Ciganka FKK allowed. Qui si lascia l’auto e si prende uno dei numerosi sentieri, che in pochi minuti portano alla spiaggia. Oltre alla parte centrale, ampia e sabbiosa, ci si può sistemare in diverse altre piccole insenature e calette facilmente accessibili. La spiaggia di Ciganka è dichiarata FKK ma è frequentata anche da molti bagnanti tessili.

Sahara
Per arrivare alla spiaggia Sahara si parte dalla stessa stradina che porta a Ciganga, proseguendo però sulla strada asfaltata fino ad arrivare in cima alla collina nei pressi di un gruppo di case.

Spaiggia  FKK Sahara -Isola di Rab

Qui si parcheggia e si prosegue a piedi per circa venti minuti lungo un sentiero ombreggiato, che negli ultimi 500 metri diventa abbastanza scosceso. La spiaggia è sabbiosa e molto ampia, a forma semicircolare e con un fondale che digrada lentamente. La spiaggia è molto conosciuta tra i naturisti ma come Ciganka è frequentata anche da bagnanti tessili, soprattutto tra luglio e agosto.

Stolac
Si raggiunge facilmente in auto con una strada che parte dalla zona degli alberghi di San Marino; terminata la strada, si prosegue a piedi percorrendo un facile sentiero che porta alla spiaggia in pochi minuti.
In alternativa ci si può arrivare con un taxi boat, partendo da San Marino.

Spiaggia  FKK Stolac - Isola di Rab

A Stolac ci sono due baie principali ed alcune calette nascoste tra gli scogli; di fronte c’è un isolotto raggiungibile anche camminando nell’acqua, bassa e trasparente. La presenza di bagnanti tessili è piuttosto limitata anche nell’alta stagione. Per trovare posto nella baia più grande bisogna essere mattinieri perché spesso una parte della spiaggia è occupata da gazebi e tende dei frequentatori abituali che li lasciano montati per tutto il periodo delle loro vacanze.

Kandarola
Prendete la strada che porta agli alberghi di Suha Punta. All’incrocio con la strada che attraversa la penisola di Kalifront, potete lasciare l’auto nel parcheggio e proseguire a piedi su una stradina bianca, tutta in pianura, lunga circa 1,4 km oppure, se siete più pigri, proseguire in auto fino al parcheggio nei pressi dell’ingresso della spiaggia.

Spiaggia di FKK Kandarola - Isola di Rab

Kandarola è l’unica spiaggia FKK attrezzata di Rab, dotata di lettini e docce, perciò è necessario pagare l’ingresso: circa 20 kune a persona. La costa è tutta rocciosa; ci si può sistemare sugli scogli o sulle spianate sotto gli alberi che arrivano fino al mare. Solo nella baia principale, molto bella, c’è una spiaggia di ciottoli. La presenza di bagnati tessili è praticamente nulla. Buono il ristorante. E’ possibile raggiungere la spiaggia anche con i taxi-boat che partono dal porto di Rab.

Pudarica
Pur non essendo una spiaggia FKK ufficiale è molto frequentata dai naturisti. Si trova tra il porticciolo di Pudarica e l’abitato di Barbat ed è formata da piccole insenature sabbiose.

Spiaggia FKK Pudarica - isola di Rab

Per raggiungerla si parcheggia sulla strada principale e si prosegue a piedi prendendo uno dei sentieri che in pochi minuti portano al mare.

Per altre informazioni ed offerte di viaggio: Isola di Rab

BREXIT: che fare?

Come è noto dal 30 marzo 2019 il Regno Unito lascerà l’Unione Europea e diverrà un paese terzo. Negli ultimi mesi è stato negoziato un accordo per permettere una uscita soft dell’UK dall’UE che prevedeva un periodo transitorio, fino alla fine del 2020, durante il quale, per i normali cittadini, quasi nulla sarebbe cambiato rispetto alla situazione attuale. Questo accordo, però, non è stato, ad oggi, ancora ratificato dal Parlamento Britannico.

Ci stiamo avviando, quindi, verso lo scenario peggiore definito normalmente Hard Brexit o “no deal” che provocherebbe una immediata e netta rottura dei rapporti tra i paesi dell’Unione Europea ed il Regno Unito.

Cosa potrebbe comportare per la nostra vita di tutti i giorni questa situazione?

BREXIT

Gli scenari che si prospettano potrebbero portare molti problemi non solo per le società e le imprese ma anche per noi cittadini.

Iniziamo a vedere cosa comporterà per gli scambi commerciali.

Tutte le merci provenienti dal Regno Unito non saranno più considerate scambi intracomunitari, ma saranno soggette alle norme, più restrittive, sulle importazioni e, pertanto, dovranno essere sottoposte in ingresso nei confini comunitari alle norme sui controlli doganali, sanitari e fitosanitari. Ciò provocherà grossi ritardi e rallentamenti sulla movimentazione delle merci, in particolare nei mesi iniziali, ed anche probabili difficolta di approvvigionamento dei prodotti provenienti dall’UK. Inoltre le nuove norme e le pratiche per l’importazione porteranno, quasi sicuramente, ad un rialzo dei costi di trasporto e, come conseguenza, anche del prezzo finale delle merci al consumatore.

Se avevate intenzione di acquistare dei prodotti britannici vi consigliamo di farlo entro la fine del mese e se tali prodotti sono essenziali per la vostra attività, vi conviene pensare a crearvi una piccola scorta.

Cosa succederà agli Italiani residenti in UK e ai Britannici residenti in Italia in caso di no deal brexit?

Fortunatamente sono già stati raggiunti degli accordi anche in caso di hard brexit. In linea di massima i cittadini italiani o comunitari che siano già residenti in uk avranno il diritto di continuare a beneficiare dei diritti e delle prestazioni attuali, mentre quelli che arriveranno dopo il 29 marzo 2019 saranno sottoposti alle leggi britanniche sulla immigrazione tenendo presente il principio di reciprocità applicato ai cittadini britannici residenti nei Paesi di origine delle persone interessate.

In particolare:

  • Per periodi di soggiorno inferiori a 3 mesi non saranno richieste formalità particolari ad eccezione del possesso di un valido passaporto o di una carta d’identità (preferibilmente elettronica) e delle eventuali verifiche di sicurezza.
  • Per periodi superiori a 3 mesi è richiesta, oltre ai requisiti sovra elencati, la presentazione della domanda di Temporary Leave to Remain che. Se accolta, permetterà di soggiornare per studio / lavoro per un periodo massimo di 36 mesi.

Maggiori informazioni presso il sito del Governo Britannico (in inglese)

I cittadini Britannici già residenti in Italia potranno richiedere lo status di residente di lungo periodo come previsto dalla direttiva 2003/109/CE e continuare a godere dei diritti attuali. Coloro che non siano già iscritti all’anagrafe del comune di residenza è essenziale che lo facciano prima della Brexit.

 

Maggiori informazioni presso il sito del Governo Britannico (in inglese)

 

Per chi vorrà trasferirsi dopo il 29 marzo in UK ricordiamo che ci potrebbero essere ulteriori problemi, per esempio: c

Vogliamo sottolineare, infine, che fino al 31 dicembre 2020 per entrare nel Regno Unito sarà sufficiente il passaporto italiano o la carta d’identità (meglio se elettronica) senza alcuna necessità di visto ma successivamente le norme potrebbero cambiare.

Per altre informazioni per i cittadini italiani Ambasciata italiana a Londra 

Inaugurato il nuovo aeroporto di Trieste

Dopo 13 mesi di lavoro ed una spesa di oltre 17 milioni di euro, il polo intermodale dell’aeroporto di Trieste è oggi una realtà.

Oltre agli importanti interventi di ammodernamento che hanno riguardato tutte le areee della vecchia aerostazione, dai gate d’imbarco ai posti di ristorazione, l’opera certamente più importante è la nuova stazione ferroviaria denomitata Trieste Airport collegata direttamente all’aeroporto da una passerella sopraelevata di 425 metri  con ascensori, scale e tappeti mobili. Inoltre è stata realizzata una nuova autostazione con 16 stalli per bus e con una sala d’aspetto climatizzata, un parcheggio multipiano coperto da 500 posti ed uno a raso di altri 1000 posti. Sono stati, inoltre, migliorati e potenziati i sistemi informativi non solo sui voli in partenza ed arrivo ma anche sul traffico ferroviario e stradale.

 Alitalia plane at Ronchi-Trieste airport. - Petar Milošević

Trieste Airport

Sono previsti circa 60 treni al giorno che fermeranno nella nuova stazione. Da Udine e da Trieste i tempi di percorrenza saranno di  mezz’ora ad un costo di circa 4 € a tratta. Mentre i collegamenti con Lubiana e Rieka saranno effettuati  con numerose  corse di autobus (tempi di percorrenza tra 1:45 e 2 ore)

Quella che ora diventerà la sfida decisiva sarà di cercare di sfruttare al meglio tutto ciò per aumentare il bacino d’utenza dell’aeroporto di Ronchi scommettendo sia sulle destinazioni turistiche sia su quelle più chiaramente legate al business per creare un network di voli capaci di attirare sempre più passeggeri e, possibilmente, anche merci verso il rinnovato scalo friulano.

Attualmente su Trieste Airport volano:

  • Alitalia (Roma Fiumicino e Milano Linate)
  • Lufthansa (Monaco di Baviera)
  • Primera air (Reykjavik solo periodo estivo)
  • Ryanair ( Londra Stansted, Trapani, Bari, Valencia Catania, Roma Ciampino)
  • Volotea (Napoli)

Tu che destinazione vorresti aggiungere tra quelle di Trieste Airport?

Un fiume di musica: Negro Festival 2017

Da giovedì 25 agosto nell’incantevole scenario delle Grotte di Pertosa (SA), ai piedi del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, prendera il via la 22 edizione di Negro FestivalNegro come l’omonimo fiume che scorre nelle viscere delle grotte e che offre il titolo a questo festival che ormai da molti anni è un importante momento di festa e di scambio multirazziale.negro festival

Ideato nel 1996, con la direzione artistica di Enzo Piccolo, accoglie ogni anno diverse migliaia di persone che si immergono nell’incontaminata natura delle grotte . Il festival non offre solo concerti non-stop, ma anche  laboratori, escursioni speleo-trekking e climbing, mostre d’arte contemporanea, artigianato, ristorazione con le degustazioni di specialità locali,  e molto altro. Dice il sindaco di Pertosa, Michele Caggiano, “anche quest’anno, nonostante mille difficoltà, siamo riusciti a mettere in piedi Negro, che non è solo un eccellente contenitore culturale, ma prima di tutto un veicolo di promozione dei nostri tesori ambientali, le Grotte, e del nostro territorio”.

 

La manifestazione si concluderà il 27 agosto e per chi vorrà partecipare per tutte le giornate sono disponibili anche aree attrezzate free camping. Il biglietto d’ingresso è veramente economico: si paga 5 euro per ogni serata. La programmazione dei concerti si terrà all’interno delle grotte: nell’Antro Extra e nel Palco Principale. Il programma dell’edizione 2017 è stato dedicato al tema “Anime“, per offrire, ha spiegato il direttore artistico della rassegna Dario Zigiotto, “visioni e universi di diverse sensibilità stilistiche: da quello rock indipendente, a quello rock-folk contaminato, di ricerca e di tradizione; da quello musicale classico europeo a quello africano, nello stesso organico, per passare a innovative ricerche di modo sudamericane e poi riscoprire la profondità spirituale delle poesie popolari“.

Si comincia venerdì 25 agosto alle 21:30 con Cafe Loti  nell’Antro Extra e sul Palco Principale, alle 22:30, Caracas  a seguire il concerto di Levante.
Sabato 26 troveremo nell’Antro Extra Alfio Antico con Amedeo Ronga al contrabbasso e sul Palco Principale Enzo Avitabile & I Bottari di Portico e la Classicca Orchestra Afrobeat.
Domenica 27 agosto nell’Antro Extra si esibiranno I Pupi di Surfari mentre sul Palco Principale troveremo  il Banco del Mutuo SoccorsoLucilla Galeazzi e Osanna

 

COME ARRIVARE:

le Grotte di Pertosa si raggiungono da:
Autostrada A/3 SA-RC uscita Petina (da nord)oppure Polla (da sud) e seguire l’apposita segnaletica “Grotte di Pertosa/Grotte dell’Angelo”;
Basentana uscita Buccino, direzione Pertosa e seguire l’apposita segnaletica “Grotte di Pertosa/Grotte dell’Angelo”;
S.S. delle Calabrie, direzione Auletta/Pertosa.

Per avere maggiori informazioni sul Negro Festival, date, programmi, dove alloggiare potete contattare direttamente il comune di Pertosa al numero 0975-397028 dalle 10:30 alle 13:00

Trump e le vacanze americane

Da pochi giorni, dopo il via libera della Corte Suprema è in vigore il Travel Ban voluto da Donald Trump.

I cittadini di alcuni paesi avranno difficoltà ad entrare negli Stati Uniti e non saranno molto contenti di ciò ma, secondo una indagine del Monitor Allianz Global Assistance e dell’istituto di ricerca Nextplora, anche per molti cittadini italiani, oltre il 70%, l’elezione di Trump ha avuto un impatto negativo sull’immagine degli USA.

Il “sogno americano” sembra vacillare. Il 45% dei giovani tra i 25 e i 34 anni non considera più gli Stati Uniti come una meta ambita per lo studio per il lavoro e per una vita futura.

Ma anche il turismo pare uscire piuttosto malconcio dai primi mesi di presidenza Trump: il 29% degli italiani dichiara che preferisce evitare di recarsi negli USA, almeno per il momento.

I risultati dell’indagine sono confermati anche dal famoso portale di prenotazione turistica Expedia che ha osservato un calo delle prenotazione verso gli States nei primi tre mesi dell’anno ed dal World Travel and Tourism Council prevede per il 2017 un calo dello 0,5% nel settore turistico americano.

Oltre Trump il minore interesse verso i viaggi in USA è influenzato dal meno favorevole cambio euro/dollaro e dalla preoccupazione per i costi della sanità americana. Infatti oltre l’80% degli intervistati ritiene opportuno stipulare una polizza assicurativa prima di partire.

I nuovi voli per il Togo di TAP Portugal

TAP Portugal si avvia, anche quest’anno, ad essere insignita del premio come Compagnia Aerea Leader Europea per l’Africa.

Infatti oltre ai già annunciati voli per la capitale economica della Costa d’Avorio, Abidjan, dal prossimo 17 luglio l’offerta TAP per l’Africa si amplia con 4 voli settimanali per Lomè, in Togo.
I voli saranno effettuati il lunedì’, mercoledì, venerdì e domenica con partenza da Lisbona nel pomeriggio e ritorno da Lomè nella tarda serata e saranno operati con un Airbus A320 da 165 passeggeri

TAP Portugal voli per Togo

L’aggiunta di Lomé rafforza la posizione strategica di TAP in Africa. Con l’operativo estivo 2017 la capacità di trasporto passeggeri di TAP verso il continente aumenterà di circa il 20%, mentre il numero di voli del 22%, rispetto allo stesso periodo del 2016”, ha dichiarato Araci Coimbra, Global Leisure Manager e Area Manager South and West Europe, nonché General Manager TAP Portugal in Italia e Grecia.

E’ già possibile prenotare i voli con tariffe promozionali anche con partenze da Roma, Milano Bologna e Venezia città che la TAP collega con Lisbona più volte a settimana.

La TAP Portugal è una storica compagnia aerea europea, fondata nel 1945, leader in particolare per i collegameni dall’Europa con l’Africa e il Sud America. Ha una flotta di 77 aereomobili con la quale collega 88 destinazioni in 38 Nazioni. Recentemente i lettori della prestigiosa rivista di viaggi americana Global Traveller hanno assegnato alla TAP portugal il titolo di “Best Airline in Europe”.

Alitalia in crisi? Colpa dei salatini.

Come ormai si ripete da molti anni la nostra ex compagnia di bandiera è in crisi. I soldi, salvo nuovi finanziamenti dell’ultima ora, bastano solo per andare avanti fino alla metà di aprile. E poi?

E poi, come al solito, con qualche lampo di finanza (più o meno) creativa si supererà l’emergenza e tra un anno staremo di nuovo a parlare  di crisi.

A sentire radio e giornali nessuno ha la soluzione definitiva per i problemi della compagnia anche se tutti sono pronti ad indicare le cause: il mancato accordo con Air France dei tempi di Berlusconi, il successo delle compagnie low cost, le occasioni mancate con Ethiad e cosi via.

By Alessandro Ambrosetti [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

Ma diamo una occhiata più da vicino ad Alitalia e alla più famosa low cost: Ryanair.

Abbiamo simulato  due viaggi: un volo sulla tratta Roma-Triestre ed uno su quella Roma Palermo per confrontare il prezzo dei biglietti:

Roma Trieste
volo del 19 aprile 2017
Roma Trieste
volo del 19 aprile 2017
Roma Palermo
volo del 22 aprile 2017
Roma Palermo
volo del 22 aprile 2017
tariffa più bassa del giorno ( solo bagaglio di cabina, senza scelta posto)
Tariffa più bassa del giorno con bagaglio in stiva, posto e (solo Ryanair)  imbarco prioritario
tariffa più bassa del giorno ( solo bagaglio di cabina, senza scelta posto)
Tariffa più bassa del giorno con bagaglio in stiva, posto e (solo Ryanair)  imbarco prioritario
Ryanair 24,57 € 54,89 € 43,50 € 69,98 €
Alitalia 114,91 € 132,91 € 130,91 € 148,91 €
Differenza -90,34 € -78,02 € -87,41 € -78,93 €
Tariffe  ricavate dei siti delle compagnie il giorno 28/3/2017 alle ore 12

 

Nei nostri esempi un biglietto Ryanair costa in media il 36,5% del pari biglietto Alitalia cioè, sempre in media, circa 80€ in meno

Perchè questa notevole differenza? Vediamo:

  • Usano aerei dai costi e dalle prestazioni comparabili (Boeing 737-800 da 189 posti per RyanAir e Airbus 319/320/321 da 138 a 200 posti per Alitalia);
  • piloti e personale di cabina in pari numero;
  • entrambe sono compagnie affidabili per la sicurezza e la manutenzione degli aerei;
  • sistemi di prenotazione e check in on line simili ed entrambi efficienti
  • biglietti elettronici e quindi nessun spreco di carta per tutte e due
  • personale di terra preparato sia in una che nell’altra compagnia

 

Ma allora come si spiegano questi 80€ in più?

Si spiegano nell’unica differenza che troverete nel viaggiare con le due compagnie: Alitalia offre ai suoi passeggeri (anche se ora li chiama ospiti) una bevanda ed un minuscolo pacchetto di salatini (a volte in alternativa ad un altrettanto minuscolo pacchetto di biscotti).

Ecco risolto il problema dell’Alitalia: la bibita e i salatini che la costringono a tenere alti i prezzi dei biglietti.

D’altra parte si sa che nei bar degli aeroporti i prezzi delle bevande e dei panini, è il caso di dirlo, volano in alto e a 10.000 metri di quota non è, quindi, impossibile  che qualche patatina fritta e un po’ di cola raggiungano anche gli 80€.

Lo so che ora state pensando che con 80€ nella vita reale riuscireste quasi a pranzare in un ristorante stellato ma volare è sempre stato il sogno degli uomini….. e i sogni si pagano!

P.S. Se proprio non volete privarvi degli anacardi salati in volo, potete sempre rinunciare, a favore di Alitalia, al Bonus Renzi per i lavoratori dipendenti…. sempre 80€ sono!

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