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Vacanza in montagna: bici o wellness?

In tempo di giro d’Italia sono molti i tifosi delle due ruote che seguono con attenzione le tappe. Se sei un appassionato di ciclismo perché non approfittare dell’estate per ripercorrere le salite più famose del Giro come Stelvio, Gavia e Mortirolo?
L’Alpen Hotel di Bormio ha preparato un pacchetto dedicato proprio a voi.
Il pacchetto denominato “Estate in bici sulle vette alpine” è attivo dal 1 giugno al 30 settembre e comprende 4 pernottamenti in mezza pensione (con ricca colazione a buffet e cena a la carte), il libero accesso all’area benessere (sauna, bagno turco, idromassaggio, cascata di ghiaccio, doccia emozionale ed area relax) e tante altre piccole attenzioni per rendere il soggiorno il più piacevole possibile.
I percorsi in bici saranno effettuati con una guida in bicicletta e con un servizio “ammiraglia” (trasporto zaino, attrezzi e ricambi, rifornimento lungo la salita, recupero, assistenza). I prezzi partono da 275,00 € a persona.
E se i vostri accompagnatori non amano la bicicletta, potranno, comunque, divertirsi effettuando piacevoli e tranquille passeggiate oppure più impegnative escursioni nei dintorni dell’albergo, alla scoperta della Valtellina.

Se invece siete patiti del Wellness, il Natur Idyll Hochgall nella Valle Aurina (Alto Adige) vi propone 4 notti in ¾ pensione (prima colazione a buffet, spuntini pomeridiani inclusi le bibite del buffet, cena con menu a cinque portate con buffet d’insalata ed antipasti) con libero accesso in una attrezzata area wellness di ben 1300m2 con saune, bagni turchi, piscine interne/esterne, aree relax, prato e terrazza per prendere il sole. Naturalmente si può anche partecipare ad attività sportive e ad escursioni guidate. Prezzi a partire da 308€ a persona. L’offerta è valida da domenica a giovedi e dal 30 giugno al 18 luglio.

In bici a spasso per il Friuli Venezia Giulia

Più che un mezzo per viaggiare le due ruote sono uno stile di vita. Pedalando, da soli o in compagnia, vedi il mondo da un’altra prospettiva. E poi la bicicletta, citando Rumiz, è come il cane quando lo si porta a passeggio: serve ad incontrare gente affine, quelli che non si rassegnano ai trip organizzati.

Agli appassionati della bici il Friuli Venezia Giulia offre decine di percorsi adatti a tutti, sia al ciclomane abituale sia al cicloturista meno allenato. E lungo gli itinerari di questa regione, che vanno dalle Alpi al mare, è possibile trovare tutta l’ospitalità dei Bici Hotel, strutture pensate per accogliere i bikers, da usare come punto di partenza o solo di passaggio per una meritata sosta dopo tanto pedalare.
Il personale sa dare consigli sugli itinerari più adatti alle singole esigenze e fornisce mappe e materiale informativo: indicazioni tecniche sui percorsi, le cose da vedere e buoni indirizzi per fermarsi a mangiare. Le strutture dispongono di garage o di un locale chiuso a chiave dove lasciare in sicurezza la propria bici e di un banco di lavoro, fornito di attrezzi, per la manutenzione ordinaria o per le piccole riparazioni. Offrono inoltre un servizio lavanderia e sono pronti a preparare sacchetti con il pranzo da portarsi in bici. Quanto alla colazione, ricca e abbondante, viene servita anche alle prime ore dell’alba.
Solo per citare qualche itinerario, uno abbastanza facile ma suggestivo è l’Alpe Adria: 175 chilometri da nord a sud tra Coccau, al confine italo-austriaco, e Grado, una delle più note località di mare della regione. E’ invece di media difficoltà, non tanto per la lunghezza quanto per la pendenza, l’itinerario carnico, da Venzone a Paluzza, che permette al cicloturista di visitare le verdi valli della Carnia. Se vi piace pedalare in pianura scegliete l’itinerario del mare Adriatico, da Trieste a Lignano; i 172 chilometri di questo percorso fanno parte dell’itinerario europeo “Eurovelo” numero 8 (da Cadice ad Atene). In alcuni punti si può caricare la bici sulle motobarche e spostarsi così attraverso la laguna per godere di scorci alternativi.

E nel portapacchi non dimenticate di mettere una buona lettura: Tre uomini in bicicletta, duemila chilometri da Trieste a Istanbul, raccontati dalle parole di Paolo Rumiz, triestino doc ma anche ciclista e viaggiatore e dalle gustose vignette di Altan.