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In Carinzia per il motoraduno dell’anno

Tutto è pronto per il motoraduno più importante d’Europa organizzato dalla Harley-Davidson. Settantamila e forse più motociclette si danno appuntamento a Villach, capoluogo della magica regione austriaca della Carinzia, dal 4 al 9 settembre 2012.

L’European Bike Week è un evento da non perdere per gli appassionati delle due ruote, ma di fatto è uno spettacolo per chiunque. Basti pensare alla parata degli harleysti di sabato 8 settembre: un serpentone di motociclette dalle cromature scintillanti che si snoda su un suggestivo percorso ad anello sulle le sponde dei laghi carinziani: dal Faaker See a Finkenstein poi Villach e l’Ossiacher See e ritorno al punto di partenza. L’anno scorso erano 25.000 motociclisti a partecipare a questa pacifica invasione. E quest’anno contano di batter il record del 2011!

Come ogni anno nella settimana dei centauri sono previsti demo rides e tour guidati lungo itinerari di diversa lunghezza e durata che vi porteranno sulle strade più belle e meno conosciute della zona: “Sella Nevea” (210Km), “i laghi” (255Km), “River & Rock” (205Km) e “Nudl” (220Km).

I fan della mitica casa di Milwaukee potranno visitare gli stand dei concessionari Harley Davidson ma ce ne sarà per tutti: accessori e ricambi per ogni modello di moto, tute, caschi e molto altro ancora.
A fare da contorno alla manifestazione spettacoli musicali con band dal vivo e dj set. E infine un servizio di bus navetta perché non si sa mai. Magari dopo aver scolato qualche birra di troppo è meglio scendere dalla moto.

Attrazioni d’Austria: la strada alpina del Glockner

Spicca tra le vette austriache con i suoi 3.798 e la cima coperta di nevi perenni ma lo si riconosce da lontano anche per quella sua forma peculiare: è il Grossglockner, il Gran Campanaro.
Ai piedi di questa maestosa vetta si estende il ghiacciaio Pasterze, che scorre lentamente dal monte Johannis verso valle e regala ancora oggi uno scenario grandioso.

Ghiacciaio Pasterze - © Waypoint

Non occorre essere alpinisti o buoni camminatori per ammirare questa meraviglia della natura, i panorami degli Alti Tauri sono alla portata di chiunque decida di percorrere la Grossglockner Alpenstrasse, la seconda attrazione dell’Austria dopo il castello di Schӧnbrunn a Vienna.
Una cinquantina di chilometri, 36 tornanti e un dislivello di 2.500 metri: questi i numeri della strada più famosa delle Alpi orientali, che da sud a nord conduce da Heiligenblut a Fush attraverso tutti i tipi di vegetazione alpina, dai campi di grano ai pascoli in quota fino alle nevi perenni.

Il momento più bello per godersi il paesaggio è al mattino presto, quando sulla strada c’è ancora poco traffico. Il percorso è disseminato di terrazze panoramiche, nei pressi delle quali si trovano piccoli musei, punti di ristoro e di osservazione privilegiata e pannelli didattici che indicano tutto ciò che merita attenzione.

Grossglockner Alpenstrasse - © Waypoint

Dopo i primi quattro tornanti all’altezza della valle Guttal s’incontra il bivio della strada del ghiacciaio. Procedendo si arriva al centro visitatori: qui si può lasciare l’auto e concedersi una breve passeggiata lungo il sentiero che sale al Sasso dell’Imperatore (Franz Joseph Hohe), dove una targa ricorda la quota raggiunta da Francesco Giuseppe, all’epoca ventiseienne, partito a piedi da Heiligenblut. Era il 1856, la strada alpina non esisteva ancora e il ghiacciaio arrivava fin là. Da allora il Pasterze ha perso più della metà del suo volume e se l’occhio fatica a rendersi conto del fenomeno, ci sono le immagini d’epoca a testimoniare inequivocabilmente la lenta morte del ghiacciaio.
Dal parcheggio si può scendere alla morena e chi è dotato di scarponi supera facilmente il tratto di sassi e ghiaia e arriva sul ghiacciaio; crepacci e spaccature, all’interno delle quali scorre l’acqua di fusione, creano uno stupefacente gioco di riflessi e di colori.
Il punto più elevato della strada alpina del Glossglockner è cima Edelweiss. Siamo a 2.571 metri e la vista spazia a 360 gradi su un paesaggio di roccia e neve, di vette alpine grandiose e verdi vallate.

La strada alpina del Glockner ha appena compiuto 76 anni, ma non li dimostra e tiene fede al compito statutario del parco degli Alti Tauri, offrendo al più gran numero di persone “la possibilità di contemplare lo spettacolo della Natura”.
La costruzione di questa grande opera venne avviata nel 1930 e ultimata, come da programma, cinque anni dopo. In piena crisi economica, in un paese ridotto ad un settimo della sua antica potenza dopo la sconfitta della prima guerra mondiale, l’Alpenstrasse garantì uno stipendio sicuro a più di tremila lavoratori.
Il visionario progetto di “una strada di montagna paesaggisticamente rilevante, tecnicamente al di sopra di tutte quelle esistenti”, seppure visto con preoccupazione dagli ambientalisti dell’epoca, fu realizzato con criterio e buon senso. La strada del Glockner, così ben integrata nelle spaccature del territorio, suscita ammirazione ancora oggi ma la montagna resta  l’indiscussa protagonista del paesaggio.

Se volete alloggiare proprio sulla Großglocknerstraße vi consigliamo Chalet Charlotte un hotel 3 stelle che si trova a Fusch, 13 km a sud di Zell am See. Questo piccolo albergo dispone di 5 stanze doppie con bagno, balcone , TV e radio. A disposizione degli ospiti una sauna e, l’estate, anche una piscina.

Altri alberghi nell’area degli Alti Tauri sono disponibili su Hotel.info

Sulle strade della Carinzia

I boschi di cembro sono ormai una rarità; ma non sui monti della Carinzia. Siamo nel parco nazionale del Nockberge, un’area protetta di 184 km quadrati, poco lontano dalla famosa stazione termale e sciistica di Bad Kleinkircheim.
Uno dei modi per vivere la natura del parco, la sua flora e i suoi paesaggi, è percorrere i 35 km di strada alpina (Nockalmstrasse) dai cui bordi si diramano innumerevoli sentieri ben segnalati, che attraversano il più grande bosco di abeti, larici e pini cembri delle Alpi orientali.Sentieri sulla Nockalmstrasse | © Waypoint
I cembri sono alberi possenti, che possono raggiungere la veneranda età di 1.000 anni, ma che devono affrontare una dura battaglia per la sopravvivenza a causa del progressivo restringimento degli habitat di montagna. Tra i rami del pino cembro si diffondono le melodie di una corte di uccelli: l’organetto, appartenente alla stessa famiglia del fringuello, la nocciolaia, stretto alleato del cembro che ne diffonde i semi, il merlo dal collare, ghiotto di mirtilli.

Pino mugo sulla Nockalmstrasse | © WaypointRisalendo la valle lungo i tornanti della Nockalmstrasse, si lasciano alle spalle i boschi più fitti per entrare in un paesaggio dominato dalle lande erbose e dai cespugli di pino mugo, caprifoglio e ginepro. In uno dei tanti punti di sosta, a 1950 metri, un sentiero circolare conduce attorno al lago alpino di Windeben.

Durante la stagione della fioritura, quando gli alpeggi si colorano dei fiori di genziana e del dente di leone, sulle Lago Windeben sulla Nockalmstrasse | © Waypointrive del lago si possono ammirare vere e proprie rarità, come la coclearia alpina, la primula villosa e la sassifraga cigliata. Si tratta di piante uniche nel loro genere, che hanno ricolonizzato quest’ambiente dopo l’ultima era glaciale e che, a causa dell’isolamento dagli altri membri della stessa specie, hanno sviluppato forme endemiche presenti solo in questa regione.

Lungo la strada alpina del Nockalm sono state create diverse strutture didattiche e ricreative, aree picnic e molti spazi dedicati ai bambini, con giochi e parchi a tema. Per chiunque sia appassionato di natura e di vita all’aria aperta questa zona offre un’ampia scelta di sentieri per passeggiate, trekking e nordic walking.

I rifugi dislocati lungo i sentieri oppure direttamente sul bordo della strada, offrono le specialità culinarieMalga sulla Nockalmstrasse | © Waypoint della regione: zuppe calde, pane nero e speck, nonché i classici e golosi frankfurter wurstel e bratwurstel con senape, patate e crauti.

La strada si snoda ad un’altezza media di 1.700 metri, da Ebene Reichenau a Innerkreus, superando nel suo punto più elevato, quota 2000; al punto di sosta Eisentalhohe si trova una terrazza panoramica con una bella vista sulle montagne e le vallate circostanti.
La Nockalmstrasse è aperta da inizio maggio a fine ottobre; si paga un pedaggio che dà libero accesso a tutte le mostre e le strutture didattiche situate nei punti di sosta.

Vacanze benessere in Carinzia

Sano movimento in montagna e piacevole relax a valle sono le parole d’ordine di una vacanza tra le vette dei monti Nockberge, in Carinzia.
D’estate il Parco Nazionale Nockberge, con i suoi 1.000 km di sentieri segnalati, offre l’opportunità di fare meravigliose escursioni in un ambiente alpino che presenta tutte le tipologie di paesaggio: boschi, alpeggi, prati e zone rocciose. Tante le proposte anche per i bambini: sentieri didattici, piccoli zoo per vedere da vicino gli animali e persino un pascolo alpino con le figure di Heidi.

Ma il fiore all’occhiello di questa regione sono le sue terme, alimentate da numerose sorgenti alpine che sgorgano ad una temperatura di 36°. Le acque termali ricche di radon sono un toccasana per la salute e un’esperienza di benessere psicofisico da non perdere.
Nel paese di Bad Kleinkirchheim, che si trova ad un’altitudine di poco più di 1.000 metri, ci sono i centri termali pubblici di St. Kathrein e Römerbad. Le due strutture, a pochi passi l’una dall’altra, sono concepite in modo diverso ma in entrambe troverete vasche termali e whirpool all’esterno e all’interno, con temperature che variano da 18° a 34°, saune di vario tipo, spazi dedicati al relax e prati dove prendere il sole.
Le terme Romerbad, che si trovano proprio sotto le piste da sci, sono state ristrutturate da poco: nei 12.000 metri quadrati, disposti su tre livelli, si va dalle vasche esterne dedicate al relax, panoramiche e con lettini sommersi, alle aree di divertimento per grandi e bambini, con scivoli e giochi d’acqua. L’oasi saunistica ospita un totale di 13 saune di varie tipologie, sia interne che esterne, tutte da provare: sauna finlandese, bagno romano, saune aromatiche e via dicendo.

La parola magica per ogni frequentatore di sauna è aufguss (gettata di vapore), un rituale coinvolgente che si pratica quasi ovunque nelle saune austriache.
Ad intervalli regolari, l’aufugussmeister (il maestro di sauna) entra nella sauna con un secchiello di legno, pieno d’acqua aromatizzata con oli essenziali, e un asciugamano in spalla. Nel frattempo, gli ospiti, avvisati dal suono di una campanella prendono posto, mentre la sauna viene lasciata arieggiare per qualche minuto. Una volta chiusa la porta, l’aufguss ha inizio e nessuno dovrebbe entrare o uscire dalla sauna. Il maestro comincia a versare acqua, a volte ghiaccio, sulle pietre roventi della stufa, che immediatamente vaporizza diffondendo il suo aroma nell’aria; poi, con mosse sapienti, dirige il vapore caldo sul pubblico, cominciando a far roteare l’asciugamano arrotolato sopra la stufa e dando via via sventolate laterali o colpi secchi dal basso verso l’alto; i movimenti sono piuttosto codificati ma ogni maestro ci mette del suo.
La gettata di vapore produce una sensazione di forte calore, che completa ed esalta l’effetto della sauna; l’aufguss classico prevede tre cicli, l’ultimo dei quali è di solito il più intenso.
All’uscita, si raffredda il corpo con una doccia o con un bagno in acqua fredda: il rilassamento totale è garantito.

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