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Alto Adige e Friuli: in giro tra i Mercatini di Natale

Ci siamo quasi: tra qualche giorno comincia il periodo dell’Avvento e fioccano le manifestazioni e i riti, molti dei quali pagani, legati alla preparazione al Natale. E si avvicina la data d’apertura di centinaia di mercatini natalizi, che ogni anno richiamano un gran numero di visitatori.

I mercatini di Natale di tradizione alpina restano intramontabili, per quanto negli ultimi anni abbiano perso un po’ del loro smalto e di autenticità. Tra i prodotti esposti sugli stand si trova ancora qualche bella occasione per fare un regalo o per portarsi a casa decorazioni uniche ed originali, ma c’è anche tanta paccottiglia spacciata per artigianato locale, che il più delle volte non vale l’acquisto.
La magia e l’atmosfera, le luci e i profumi, l’aria di festa e i cori, quelle restano immutate. E quindi un giro nei seppur affollatissimi mercatini natalizi è sempre una buona scusa per concedersi un weekend speciale, in attesa del prossimo periodo natalizio.
Mercatini di Natale | © Waypoint

In Alto Adige se ne possono visitare parecchi in pochi giorni. Il giro canonico comincia dal mercatino di Bolzano, uno dei più noti: il cuore è nel salotto della città, la bella piazza Walther, dove dal 26 novembre vengono allestiti gli stand che espongono oggetti natalizi di ogni tipo, oltre a tanti prodotti della gastronomia alpina.
Si prosegue poi con Bressanone, che dista da Bolzano appena una quarantina di chilometri. Qui le bancarelle si concentrano a piazza Duomo, dominata dalla splendida cattedrale barocca, che merita una visita anche per assistere ai tanti concerti di musica sacra organizzati per l’Avvento.
Tanto vale fare un salto anche poco più a nord e immergersi nel trionfo di luci e addobbi tra gli edifici in stile liberty lungo il Passirio di Merano o tra le viuzze medievali di Vipiteno, la cittadina più vicina alla frontiera austriaca.
Da qui gli irriducibili possono spingersi oltre confine e andare a visitare Innsbruck, dove di mercatini ne vengono organizzati addirittura cinque. Quello più animato, il Christkindlmarkt Altstadt Innsbruck si svolge nel centro storico, ma c’è anche il Panorama Christkindlmarkt Hungerburg che, come dice il nome, si trova sulle pendici del monte Hungerburg, in un punto molto panoramico che si raggiunge solo in funicolare.
Mercatini di Natale | © Waypoint

Merita una visita e un viaggio a parte il mercatino di Sauris, in Carnia. Chi cerca file interminabili di bancarelle resterà deluso. La Carnia, come tutto l’alto Friuli, è una regione turisticamente poco sfruttata, fortemente legata a genuine tradizioni montanare e ai mestieri d’alta valle. Uno spirito che si riflette nel piccolo ma incantevole mercatino di Sauris.
Tutto è raccolto tra le case di legno con i tetti a scandole e i balconi di legno intarsiato: gli stand non sono molti ma ognuno è una delizia per gli occhi e per il palato. In un angolo troviamo due signore di mezza età che vendono pantofole di lana cotta, ricamate a mano, in un altro scopriamo preziosi oggetti in legno intarsiato o ancora splendide creazioni patchwork e ricami tradizionali.
Un’idea regalo particolare? Qui si può ancora trovare, come ad esempio i cuscinetti riempiti con noccioli di ciliegio, che si riscaldano in microonde, nel forno o sulla stufa e trasmettono poi un piacevole calore utile come scaldamani ma anche per lenire le tensioni della zona cervicale.
Nel minuscolo ufficio del turismo troverete un paio di ragazze sorridenti che fanno i pacchetti regalo e impreziosiscono con raffinate decorazioni gli acquisti fatti.
Non mancano gli stand gastronomici: formaggi di malga che conservano il profumo delle erbe di montagna, squisiti salumi affumicati, di cui Sauris va fiera in tutta la regione, miele, prodotti dolciari, sciroppi, conserve e grappe.
Tappa finale sotto il grande tendone riscaldato da stufe a fungo: dai pentoloni bollenti escono i profumi del muset con crauti, del gulash e degli stufati serviti con polenta. Piatti golosi e sapori di un tempo, da gustare tutti insieme seduti alle lunghe tavolate, per scaldarsi il cuore e deliziare il palato. Ma attenzione: se per gli altri mercatini c’è tempo dal 26 novembre fino a feste inoltrate, l’appuntamento a Sauris è da prendere al volo: 4, 5 e 8 dicembre.

In Carnia, ospiti di un borgo unico

Da queste parti si parla un dialetto di lontane origini germaniche: i primi abitanti del comune di  Sauris pare giungessero infatti dalla Carinzia e dal Tirolo. In questo spettacolare ambiente di monti e vallate, dove nella bella stagione i prati e i boschi sono di un verde intenso e pieno, è nato uno dei primi alberghi diffusi d’Italia.

L’idea dell’albergo diffuso, semplice ma geniale,  è stata ripresa negli anni da molti borghi italiani: creare strutture ricettive diverse, come stanze, appartamenti o piccoli alberghi, purché dislocate nei nuclei storici di antichi borghi o insediamenti rurali, e tutte facenti capo ad una sede centrale. Durante la sua permanenza il turista è meno turista e più “abitante”; entra in un universo impreziosito da tradizioni e storie locali, vive l’ambiente in tutte le sue sfumature, impara ad apprezzare ritmi di vita altrove ormai persi.

A Sauris il soggiorno è offerto in splendide case di legno e pietra ricavate negli stol restaurati, con i caratteristici tetti ricoperti da scandole e i balconi dalle balaustre intarsiate.

L’albergo diffuso Borgo San Lorenzo, a Sauris di Sopra (1.400 m), offre 11 appartamenti di varie metrature, su uno o due livelli, con pavimenti e soffitti in legno, caminetto e cucina. Tutti gli alloggi sono dotati di ogni confort, come ad esempio forno, lavastoviglie, TV e DVD.

Prezzi per persona a notte (min 30 €- max 50 €).

Tra le delizie della gastronomia, diversi salumi tra i quali spicca l’ottimo prosciutto di Sauris, leggermente affumicato con legni di faggio locali.

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