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Le grotte di Postumia

In Slovenia, a poca distanza dal confine italiano, c’è un mondo sconosciuto che vi aspetta: le Grotte di Postumia. A partire dalla loro scoperta, nel 1818, queste misteriose grotte, create dall’instancabile lavorio delle acque che percolano tra le fessure delle rocce carsiche, hanno attirato sempre più visitatori. Ad oggi, infatti, sono quasi 34 milioni le persone che hanno potuto ammirare questa meraviglia della natura formata da passaggi, caverne e sale ornate da grandiose stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane e dai colori luminescenti. Alcune sale sono gigantesche, come quella dei concerti, che può contenere alcune migliaia di persone ed ha una acustica perfetta, altre più piccole ma sempre affascinanti. Nei 21 km di grotte sotterranee finora esplorati vive anche un piccolo anfibio, mai trovato in altre parte del mondo: il Proteus anguinus che è possibile ammirare nel Passaggio detto ‘delle nuove firme’. La visita di questo complesso carsico, la più grande grotta turisticamente attrezzata del mondo, è accessibile a tutti e si effettua comodamente grazie ad un trenino elettrico che, con percorso della durata di circa un’ora, porta il visitatore a scoprire tutte le zone più belle e interessanti di questo mondo sotterraneo. Le visite, possibili in tutte le condizioni meteo, sono sempre guidate e, naturalmente, anche in lingua italiana. Fate attenzione alla temperature all’interno delle grotte, che si mantiene sempre tra gli 8° e i 10° C; l’umidità è molto elevata ed è necessario utilizzare quindi un abbigliamento adatto. Cerca il tuo hotel a Postumia

Trieste mon amour

Che lo guardi dai muretti del Molo Audace o dall’alto della strada napoleonica di Opicina, il golfo di Trieste lo puoi quasi abbracciare tutto, da Muggia fino a Duino. E se passeggi sulle Rive, in un giorno in cui la bora scende giù dal Carso a rotta di collo e s’insinua bizzosa in tutti gli anfratti, ne puoi anche sentire la voce, la musica: perché è quel mare, increspato di riccioli bianchi, che fa cantare le sartie delle barche.
Trieste - Piazza Unità d'Italia | © Waypoint
Trieste è legata al mare almeno quanto lo è alla montagna: è l’unico posto d’Italia dove puoi vedere le Alpi oltremare, dove mare e montagne si toccano come le quinte di un teatro, diceva Paolo Rumiz, scrittore, giornalista e triestino doc.

Senza il mare Trieste non potrebbe vivere: anche in inverno, quando il cielo è di un azzurro smagliante, quasi fosse lucidato dal vento, vedi gente sulle Rive con la sciarpa fino agli occhi. D’estate poi non ne parliamo, tutti in costume a godersi il sole e il mare sui marciapiedi di Barcola; solo una fila di oleandri, e nemmeno troppo fitti, protegge i corpi stesi al sole sul pavé dalle auto che corrono sulla strada costiera.

Qui le barche a vela sono il doppio di quelle a motore, ci sono 14 società veliche e un triestino su quattro sa andare in barca. Ed è qui che ogni anno si tiene la regata internazionale aperta a tutte le categorie di barche a vela: sono più di 2.000 le imbarcazioni che partecipano alla Barcolana, quelle grandi a fianco delle piccole, le une capitanate da esperti velisti, le altre da semplici appassionati, chiunque può gareggiare nella kermesse del mare più spettacolare e scenografica che si conosca.

A due passi dal centro di Trieste ci sono i sentieri che portano al Carso e alle falesie della Val Rosandra. E c’è addirittura un rifugio del CAI, il più basso delle Alpi e forse del mondo, con la sua locanda sempre affollata: perché la gente se c’è vento va in barca, se c’è bonaccia mette le pedule e va in montagna.

Se invece rimani in città vai a farti un giro, che immancabilmente finisce in un buffet, con le caldaie sempre fumanti di profumati bolliti, oppure in un caffè: i triestini bevono 10 kg di caffè all’anno, che rispetto alla media italiana di cinque chili è decisamente una bella quantità.
Forse perché il caffè che si serve a Trieste è uno dei migliori al mondo? Meglio non mettetersi a discutere della qualità del caffè con un triestino, è una battaglia persa in partenza: più del 30% del caffè importato in Italia sbarca nel porto di Trieste e il profumo che proviene dalle torrefazioni e dai sacchi movimentati sul molo s’insinua tra i palazzi e diventa un tutt’uno con la città. Ci sono giorni che nemmeno la puzza dello smog riesce a coprirlo.

E poi ci sono i caffè storici, quelli dove ti siedi e ci passi due ore senza che te ne accorgi: davanti a una tazzina di caffè e a una fetta di strudel, sfogli un giornale tenuto insieme da una stecca di legno, come ancora si fa al Caffè San Marco, il più asburgico della città, e ogni tanto tendi l’orecchio a quel dialetto stretto, che ai poco esperti ricorda la cadenza veneta, ma di certo veneto non è e non è nemmeno friulano. Tra giuliani e friulani non sempre corre buon sangue.

Trieste dall’anima asburgica, Trieste frontiera tra la Mitteleuropa e il Mediterraneo, Trieste scontrosa, nostalgica. Trieste salotto dell’Adriatico, Trieste con la più grande piazza d’Europa affacciata sul mare. Tanto bella, eppure così ignorata dai turisti.

La guida della città:  Trieste –  Geo Mondadori,  giugno 2010, 13€

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