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BREXIT: che fare?

Come è noto dal 30 marzo 2019 il Regno Unito lascerà l’Unione Europea e diverrà un paese terzo. Negli ultimi mesi è stato negoziato un accordo per permettere una uscita soft dell’UK dall’UE che prevedeva un periodo transitorio, fino alla fine del 2020, durante il quale, per i normali cittadini, quasi nulla sarebbe cambiato rispetto alla situazione attuale. Questo accordo, però, non è stato, ad oggi, ancora ratificato dal Parlamento Britannico.

Ci stiamo avviando, quindi, verso lo scenario peggiore definito normalmente Hard Brexit o “no deal” che provocherebbe una immediata e netta rottura dei rapporti tra i paesi dell’Unione Europea ed il Regno Unito.

Cosa potrebbe comportare per la nostra vita di tutti i giorni questa situazione?

BREXIT

Gli scenari che si prospettano potrebbero portare molti problemi non solo per le società e le imprese ma anche per noi cittadini.

Iniziamo a vedere cosa comporterà per gli scambi commerciali.

Tutte le merci provenienti dal Regno Unito non saranno più considerate scambi intracomunitari, ma saranno soggette alle norme, più restrittive, sulle importazioni e, pertanto, dovranno essere sottoposte in ingresso nei confini comunitari alle norme sui controlli doganali, sanitari e fitosanitari. Ciò provocherà grossi ritardi e rallentamenti sulla movimentazione delle merci, in particolare nei mesi iniziali, ed anche probabili difficolta di approvvigionamento dei prodotti provenienti dall’UK. Inoltre le nuove norme e le pratiche per l’importazione porteranno, quasi sicuramente, ad un rialzo dei costi di trasporto e, come conseguenza, anche del prezzo finale delle merci al consumatore.

Se avevate intenzione di acquistare dei prodotti britannici vi consigliamo di farlo entro la fine del mese e se tali prodotti sono essenziali per la vostra attività, vi conviene pensare a crearvi una piccola scorta.

Cosa succederà agli Italiani residenti in UK e ai Britannici residenti in Italia in caso di no deal brexit?

Fortunatamente sono già stati raggiunti degli accordi anche in caso di hard brexit. In linea di massima i cittadini italiani o comunitari che siano già residenti in uk avranno il diritto di continuare a beneficiare dei diritti e delle prestazioni attuali, mentre quelli che arriveranno dopo il 29 marzo 2019 saranno sottoposti alle leggi britanniche sulla immigrazione tenendo presente il principio di reciprocità applicato ai cittadini britannici residenti nei Paesi di origine delle persone interessate.

In particolare:

  • Per periodi di soggiorno inferiori a 3 mesi non saranno richieste formalità particolari ad eccezione del possesso di un valido passaporto o di una carta d’identità (preferibilmente elettronica) e delle eventuali verifiche di sicurezza.
  • Per periodi superiori a 3 mesi è richiesta, oltre ai requisiti sovra elencati, la presentazione della domanda di Temporary Leave to Remain che. Se accolta, permetterà di soggiornare per studio / lavoro per un periodo massimo di 36 mesi.

Maggiori informazioni presso il sito del Governo Britannico (in inglese)

I cittadini Britannici già residenti in Italia potranno richiedere lo status di residente di lungo periodo come previsto dalla direttiva 2003/109/CE e continuare a godere dei diritti attuali. Coloro che non siano già iscritti all’anagrafe del comune di residenza è essenziale che lo facciano prima della Brexit.

 

Maggiori informazioni presso il sito del Governo Britannico (in inglese)

 

Per chi vorrà trasferirsi dopo il 29 marzo in UK ricordiamo che ci potrebbero essere ulteriori problemi, per esempio: c

Vogliamo sottolineare, infine, che fino al 31 dicembre 2020 per entrare nel Regno Unito sarà sufficiente il passaporto italiano o la carta d’identità (meglio se elettronica) senza alcuna necessità di visto ma successivamente le norme potrebbero cambiare.

Per altre informazioni per i cittadini italiani Ambasciata italiana a Londra 

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