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Ischia La Mortella – Il Giardino con vista di lady Walton

Quando si incontrano a Buenos Aires è da poco finita la seconda guerra mondiale. Lei, Susana Gil Passo, una bella ragazza argentina di buona famiglia, ha 22 anni ed è appassionata di musica. Lui, William Walton, di anni ne ha 46 anni ed è un affascinante compositore britannico, che gira per il mondo a tenere concerti e conferenze. Si piacciono, si innamorano e non passano due mesi che sono già sposati.

La coppia torna in Inghilterra, ma il compositore ama la luce del golfo di Napoli e sogna di trasferirsi in Italia. La sua compagna lo aiuterà a mettere in pratica il progetto.

Giardini La Mortella - Ischia © P.L. Paolini

1949. A Ischia chi ci pensava al turismo? Comunque era un bel posto per viverci e scrivere musica. I Walton passano i primi anni in affitto a Forio, poi Susana individua un terreno pietroso e scosceso ai piedi del Monte Zaro, sulla costa ovest dell’isola. La vista è splendida, davanti il mare e alle spalle i crinali dell’Epomeo. Lì sarà costruita la loro casa, ma prima ancora della casa, Susana ha già in mente il suo giardino. Viene chiamato l’architetto e grande paesaggista Russel Page che si occuperà di progettare il giardino; invece la realizzazione, inclusa la scelta delle piante, quella è tutta opera di Susana.

La Valle

L’esemplare più anziano di tutti è un maestoso Ginko biloba. Lady Walton nutriva una particolare predilezione per quest’albero dalla grande chioma, comparso sul pianeta prima dei dinosauri.“E’ giunto fino ai giorni nostri attraversando immutato diverse ere geologiche, toglietevi il cappello in segno di rispetto”. Era il suo vezzo, Susana lo ripeteva ogni volta che arrivava davanti al Ginko, accompagnando un gruppo in visita al giardino. Qualcuno restava interdetto, qualcun altro sembrava divertito, ma alla fine tutti acconsentivano a rendere omaggio al più vetusto degli alberi da seme.

Giardini La Mortella - Ischia © P.L. PaoliniLa Valle è la parte bassa dei giardini La Mortella. Il versante a nord è protetto da un’alta parete di roccia, ai piedi della quale cresce rigogliosa una perfetta miniatura di foresta tropicale. O almeno così sembra, se lo sguardo si ferma sulle grandi palme, le felci arboree e le piante ad alto fusto native delle aree calde, come l’albero dei tulipani, l’Erythrina caffa e persino la Choriza speciosa, con il suo largo tronco a imbuto irto di grosse spine. Le tante epifite in fiore e un ricco sottobosco di bromeliacee rendono ancora più spiccata la sensazione di trovarsi in un ambiente tropicale. Ma la vera natura della Mortella è sfuggevole: qui le grandi specie esotiche convivono in perfetta armonia con agrumi e piante squisitamente mediterranee, primo fra tutte il mirto, da cui non a caso deriva il nome dei giardini.

Giardini La Mortella - Ischia © P.L. PaoliniE’ solo una cava di roccia, non ne ricaverai niente da qui” aveva sentenziato Laurence Olivier, grande amico dei Walton. Ma Susana non si lascia scoraggiare; mentre il marito è in casa a comporre lei passa fuori l’intera giornata, la schiena curva a terra a piantare e smuovere pietre. A poco a poco il giardino cresce: si aprono nuovi spazi, si realizzano terrazzamenti e fontane e vengono creati angoli dedicati al riposo e alla meditazione.

Anni dopo da quell’arida pietraia era nato un giardino, incastonato tra i boschi e il blu del mare ischitano, che oggi può vantare un migliaio almeno di varietà di alberi e piante da fiore provenienti da ogni angolo del mondo. La sfida era vinta.

Dopo la morte del marito Susana Walton decide di aprire al pubblico i cancelli della Mortella. Gli amici cercano di dissuaderla: a chi verrebbe mai in mente di visitare il tuo giardino? Invece, ancora una volta la signora fa la scelta giusta: La Mortella richiama anno dopo anno un numero sempre crescente di visitatori, i giardini ischitani si fanno conoscere anche all’estero e vincono persino un premio prestigioso. Oggi questo luogo incantato è una tappa obbligata inserita in qualsiasi tour dell’isola, un must per chiunque venga a passare qualche giorno a Ischia.

La ninfea che viene dall’Amazzonia

Giardini La Mortella - Ischia © P.L. PaoliniDentro la serra della Victoria non è tanto il caldo quanto l’umidità che ti incolla addosso i vestiti. E’ il microclima che si addice alla regina delle ninfee tropicali: la Victoria amazonica. Anche chi ha potuto ammirarla in altre collezioni ortobotaniche, tra gli altri i famosi giardini di Pamplemousses a Mauritius, non può fare a meno di provare un’emozione davanti alla ninfea gigante. Le foglie con i bordi rialzati provvisti di spine– in natura possono raggiungere i tre metri di diametro – fluttuano placidamente nella vasca; il fiore, effimero ed ermafrodita, ha dimensioni altrettanto esagerate, fa la sua rara apparizione di notte, si trasforma nel sesso e nel colore e poi si chiude.

La Victoria House ospita anche una variopinta collezione di orchidee, di bromelie e di rampicanti dai fiori brillanti, compreso un magnifico esemplare di Strongylodon macrobotrys, arbusto originario delle Filippine, oggi purtroppo minacciato dalla perdita del proprio habitat.

Naturalmente la ninfea gigante non è la sola pianta palustre che cresce nei giardini dei Walton. Il loto e diverse altre specie di ninfee rustiche e tropicali compongono un suggestivo tappeto di foglie e fiori sui laghetti della Mortella e negli angoli delle fontane; a completare la magia, ci pensano papiri egiziani, calle e colocasie.

La Collina

All’ingresso della sala recite c’è una locandina del Riccardo III e nel piccolo museo le cose appartenute al Maestro. Qui si tengono regolarmente concerti e rassegne, ma oggi c’è un gruppetto di giovani musicisti che prova; sono i talenti in erba, quelli coltivati con cura in seno alla Fondazione William Walton. La Fondazione che Susana ha creato per mantenere vive le due anime della Mortella: la musica e il giardino.

Giardini La Mortella - Ischia © P.L. PaoliniDalla sala recite in poi, è tutta salita. La parte alta del giardino, che si sviluppa a terrazze sui fianchi della collina, perde forse di esuberanza tropicale ma guadagna respiro, luce, orizzonti. La vista abbraccia la baia di Forio, con il centro abitato, la Chiesa del Soccorso che spicca tutta bianca sul promontorio, e più dietro ancora Punta Imperatore. Alle spalle i boschi si arrampicano fino ai rilievi più alti dell’isola, l’Epomeo e Capo dell’Uomo, che insieme disegnano il profilo di Tifeo, il focoso gigante imprigionato da Giove sotto l’isola d’Ischia.

Il sentiero conduce ancora in alto, sfiora una superba collezione di aloe provenienti da Sudafrica, Kenya, Oman e Yemen, cui è stato dedicato un angolo soleggiato in mezzo alla macchia mediterranea, e porta alla roccia di William.

Giardini La Mortella - Ischia © P.L. PaoliniQuassù, in uno dei punti più panoramici dell’intera tenuta, una grande pietra vulcanica di forma piramidale custodisce solennemente le ceneri del compositore. E’ l’apoteosi?

Se La Mortella fosse solamente un monumento al genio di William Walton, la sua tomba sarebbe sul culmine della collina. Invece no, si sale ancora e si scoprono nuovi spazi, questa volta più ampi, che traboccano di fiori, di piante, di elementi simbolici.

E’ la parte più alta del giardino, quella che Susana realizza quando il marito è ormai scomparso. Ed è la prova tangibile che niente, nemmeno la morte di William, può spegnere l’entusiasmo di questa donna. Per Lady Walton comincia una seconda vita: pubblica un libro di memorie, tiene conferenze, sostiene la formazione professionale di giovani musicisti attraverso la Fondazione, viene insignita di onorificenze e intanto continua ad occuparsi in prima persona del suo giardino. Un giardino che continua a crescere tra i boschi di lecci del monte Zaro e al cui interno trova posto persino un grande teatro greco per i concerti nelle sere d’estate.

Rispetto alla Valle, questo è però un altro giardino. C‘è una regia diversa, c’è una mano che non si concede al rimpianto e che si lascia guidare solo dalla grande passione per le piante, per quest’isola e per la vita.

I Giardini La Mortella sono aperti al pubblico da marzo a novembre.

Guadalupa: il giardino di Coluche

Se un giorno capitate a Guadalupa, Antille francesi, segnate sul trip planner il giardino botanico di Deshaies.
La storia di questo luogo incantato è curiosa e merita di essere raccontata. La prima creazione del parco si deve a Blandin Guy, appassionato botanico che amava collezionare semi di piante esotiche durante i suoi viaggi intorno al mondo.
Nel 1979 la proprietà viene acquistata da Coluche, famoso comico francese di origine italiana, che qualche anno dopo dà al suo amico Micheal Gaillard, “paesaggista del territorio” l’incarico di occuparsi della collezione di piante e fiori tropicali.
Ma il destino si stava accanendo contro Coluche e il suo giardino: nel 1986, infatti, il comico muore in un incidente in moto e nel 1989 l’uragano Hugo distrugge la maggior parte delle piante.
Nonostante tutto Gaillard ha il coraggio di proseguire il suo lavoro. Riscattata la proprietà nel 1991, finalmente riesce, dieci anni dopo, ad inaugurare il nuovo Jardin Botanique de Deshaies. Il percorso di 1,5 km si snoda tra una grande varietà di fiori e piante tropicali, oltre 1.000 specie, tra cui bouganvillee, hibiscus, Baobab, Mapou, alberi del pane, palme e diverse varietà di piante native delle Antille o provenienti da ogni angolo del mondo.

Il parco si estende su 7 ettari e questi sono i suoi principali punti di interesse:
– Lily Pond, situato proprio all’ingresso del parco, è uno stagno artificiale lungo oltre 50 metri che ospita una magnifica collezione di ninfee, papiri ed altre piante acquatiche
– La voliera, con numerosi uccelli di forme e colori diversi
– Gli hibiscus e le bouganville, nelle loro numerose varietà raccolte insieme a formare un’esplosione di colori
– L’Arboretum, in cui sono stati collocati imponenti esemplari di palme reali, Bombax, Baobab, Jacaranda, albero del pane, Avocadi, Calliandra e Araucaria. Da questo punto si gode una magnifica vista sul Mar dei Caraibi
– Il Banyan Tree. uno dei luoghi preferiti da Coluche, che amava riposarsi all’ombra di questo massiccio Ficus dal tronco circondato da centinaia di radici aeree
– La cascata, alta 10 metri, con accanto un laghetto che ospita 15 fenicotteri di Cuba
-Il Bamboo, un boschetto di bambù che si alzano a diversi metri di altezza creando un paesaggio di grande effetto
– Le palme, un’area dedicata alla pianta simbolo dei tropici qui rappresentata in tutte le sue varietà possibili e immaginabili
– Il sentiero delle felci, lungo il quale si possono ammirare diverse specie di felci arboree, che crescono rigogliose grazie al microclima umido e fresco ricreato da un complicato sistema di nebulizzazione.

Infine, a disposizione degli ospiti ci sono un piccolo negozio per gli acquisti e un ristorante panoramico.
Il parco è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:30 e il biglietto costa 15,50€ per gli adulti e 10,50€ per i bambini.