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Alto Adige: estate in maso

Avete mai pensato ad una bella vacanza in un maso dell’Alto Adige? L’estate è la stagione migliore per provare. Ci sono centinaia di sentieri che vi aspettano per favolose camminate nella natura, oppure potrebbe essere il momento buono per iniziare ad andare a cavallo o per scalare montagne pedalando sulla vostra mountain bike. Per i più pigri non mancano alberi sotto i quali leggere un buon libro, oppure antiche locande dove passare il tempo seguendo un corso di cucina contadina.
Per i più piccoli, poi, la festa è continua giocando con tutti gli animali, grandi e piccoli, della fattoria.
E se non potete proprio fare a meno di una vacanza balneare, i masi attrezzati con piscina naturale fanno al caso vostro, senza contare, naturalmente, che avete a disposizione numerosi laghetti di montagna e fiumi. Insomma una vacanza per tutti a prezzi contenuti. Se siete incuriositi da questa proposta in questo sito avete ben 1600 masi tra cui scegliere il vostro.

Islanda, viaggio dentro il vulcano

Avete mai pensato di esplorare il cuore di un vulcano? Il Thrihnukagigur dorme e non mostra segni di attività; l’ultima eruzione risale a 4.000 anni fa. Quindi pericoli non ce sono. Ma l’emozione è forte. Perché in questo vulcano islandese, caso unico al mondo, si può scendere giù fino alla camera magmatica. Insomma un vero e proprio viaggio al centro della terra, nella migliore tradizione dei racconti di Jules Verne.

La camera magmatica è la parte interna di un vulcano, il suo serbatoio, la zona in cui il magma ribolle in attesa di trovare una via per uscire in superficie. Lo spettacolo che attende i visitatori è straordinario: le diverse colorazioni delle pareti ma soprattutto le dimensioni di questa “stanza”, grande come tre campi da basket.

Il vulcano Thrihnukagigur, un nome che solo i locali riescono a pronunciare, si trova a 30 minuti d’auto da Reykjavik, cui bisogna però aggiungere un’altra buona mezzora di camminata per raggiungere il cratere. Da qui si scende all’interno ma non servono tecniche di climbing e nemmeno attrezzature particolari, bastano un paio di buone scarpe perché il sistema per scendere e salire è lo stesso utilizzato dai lavavetri dei grattacieli.

Elmetto e imbracatura vengono forniti dalle guide presenti sul posto, che oltre a spiegare questa meraviglia delle natura, prestano un’attenzione quasi maniacale alla sicurezza dei partecipanti al tour.

Ovviamente si tratta di un’esperienza possibile solo col tempo buono. All’inizio era previsto solo  mesi di giugno e luglio ma, vista l’eccezionale domanda, è stato esteso fino al 20 agosto. Nemmeno gli organizzatori si aspettavano un tale successo, che invece testimonia l’interesse di tanta gente per le bellezze naturali del nostro pianeta.

L‘Islanda è una delle regioni vulcaniche più attive al mondo e offre una straordinaria varietà di paesaggi: ghiacciai  imponenti, infiniti campi coperti di muschio, torrenti e cascate, geyser e piscine termali naturali per rilassare corpo e anima. I prezzi: in bassa stagione una settimana self drive (auto a noleggio e sette notti in hotel) costa a partire da 600 euro circa con Iceland Tours

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La strada per Sauris

Non ci arrivi per caso a Sauris e nemmeno ci passi davanti, se proprio non vuoi. E’ la strada, una ventina di chilometri di curve, tornanti e gallerie in pavé, che seleziona il turista: qui ci viene chi ama la montagna vera, quella dalla bellezza un po’ aspra, qui ci viene chi apprezza quel carattere ostinato di gente che non vuole appaltare la propria terra al turismo mordi e fuggi.
Non è una località montana di gran moda Sauris: non ci sono tralicci giganti e seggiovie che solcano i pendii e nemmeno grandi alberghi. Ma c’è una quiete antica.

A Sauris, il comune più alto del Friuli Venezia Giulia, sono in quattrocento anime, divise tra Sauris di Sopra, Sauris di Sotto e Lateis, frazione affacciata su un bel lago che riflette il profilo delle montagne. Quando ogni posto letto è occupato, e accade solo in altissima stagione, si arriva al massimo a 800 abitanti, tra turisti e residenti.

La valle è magica. Circondata da malghe e dalle cime delle Prealpi Carniche, in estate è invasa dal sole e profuma di fieno; d’inverno, l’aria limpida e pungente fa esplodere il contrasto tra il verde pieno dei boschi e l’azzurro del cielo. Non puoi goderti simili paesaggi con una gita frettolosa.
Sauris di sopra - Carnia - Friuli Venezia Giulia © Waypoint

Luca, saurano doc, il suo garni se lo è tirato su da solo, insieme al padre che ha una piccola impresa edile: ha acquistato un fienile, vecchio centocinquant’anni e forse più, e lo ha rimesso a nuovo trasformandolo in una casa calda e accogliente: appena una decina di camere, la tana ideale di chi cerca un rifugio a Sauris di Sotto.

Di magnifici edifici rustici in legno e pietra, con i tetti coperti da scandole e le stanghe di legno che corrono lungo i balconi, ce ne sono tanti a Sauris. Ma ciò che rende speciale questo garni non è tanto l’aspetto estetico esteriore, che pure è molto gradevole: il fatto è che non sembra un albergo, piuttosto ha tutte le caratteristiche e l’aspetto di una casa. Te ne accorgi dagli arredi e dai legni curati, come si addice a gente di montagna, dalla biancheria che profuma d’aria aperta, dai tessuti e suppellettili scelti con gusto. Nulla è lasciato al caso, o peggio alla banalità.

Garni Plueme - Sauris di sotto - Carnia © WaypointDietro a tutto questo c’è la passione di Luca ma anche la mano di Raffaella, che pur impegnata a crescere due vivaci bimbetti, si vede che ce la mette tutta. Pugliese di nascita e toscana di adozione, Raffaella si è trasferita a Sauris da poco, per stare con Luca.
E non ha avuto difficoltà ad integrarsi in questa ristretta comunità montana. Ho più amici ora di quando vivevo a Firenze, ti racconta con semplicità quando scendi a colazione. Sul buffet, brioche calde, pane fresco, torte fatte in casa e mille altre delizie, da gustare nel caldo abbraccio della stufa in maiolica che troneggia sul pavimento in pietra.

Ospitalità è una parola che conserva intatto il suo significato tanto nelle mura del garni gestito da questa giovane coppia quanto nella valle di Sauris.

Sauris di sopra - Carnia - Friuli Venezia Giulia © WaypointSalendo e scendendo a piedi lungo le stradine del paese, resti piacevolmente sorpreso dalla gente che ti saluta; si fa così da queste parti, anche con chi non è del luogo.
Il giornalaio ha una cassetta senza lucchetti davanti al negozio; prendi il tuo giornale e lasci i soldi in un bussolotto. Se non hai monete in tasca passi il giorno dopo a saldare e i conti alla fine tornano sempre. Una dimensione profondamente diversa da quella a cui siamo tutti abituati.

La strada che separa Sauris da Ampezzo non è lunga e nemmeno si può dire in cattive condizioni, ma è stretta e d’inverno è spesso ghiacciata. Una bella seccatura per i saurani che, per lavoro o per andare a scuola, fanno tutti i giorni su e giù. Ma la gente di Sauris vuole che rimanga così.
Al progetto proposto da qualcuno, di scavare un tunnel e collegare la valle alla strada provinciale della Carnia, si sono opposti praticamente tutti, anche l’unica piccola grande industria del comune, il prosciuttificio Wolf, che produce i famosi salumi affumicati. A dimostrazione che questo paese vuole continuare a vivere a misura d’uomo e, aggiungiamo noi, a misura di turista.

A proposito, se volete andare a trovare Luca e Raffaella, chiedete del Garni Plueme, che significa “fiore” nell’antico dialetto germanico locale. Davvero un bel nome, meritato in pieno.

Alcuni libri che potrebbero interessarti:
Appunti su Sauris di  Roberto Venturini, 2006
Con Sauris c’è più gusto. Il prosciutto e i grandi salumi Wolf nelle ricette degli chef di Bepi Pucciarelli, 2009
Guida turistica alla Carnia. Con ricette, flora e fauna di Carlo Lorenzini, 2009

Magiche tradizioni dell’Avvento in Friuli Venezia Giulia

La neve tarda ad arrivare ma c’è aria di Natale su tutto l’arco alpino, dove già si va per mercatini; una tradizione nata in Germania e in Austria, che si è diffusa dappertutto ma che è particolarmente viva, in ragione della vicinanza geografica e culturale, in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Se Trento, Bolzano, Bressanone e Vipiteno la fanno da padrone, nelle piazze del Friuli si va ben oltre i soliti noti. Ecco allora un calendario delle manifestazioni più genuine, dalla Carnia a Trieste.

2-13 dicembre 2011 – Festa di Santa Lucia a Gemona del Friuli
Una festa antica, amata da tutti i bimbi, riproposta all’insegna della tradizione: l’appuntamento è presso il centro di Borc di Plovie in località Piovega. La mattina dell’8 dicembre apertura delle bancarelle e della fiera mercato, cui seguirà un incontro con l’Associazione Tartufai del FVG e la degustazione di tartufo nero friulano (su prenotazione, fino ad esaurimento posti). Domenica 11 dicembre la marcia non competitiva (cjaminade di S. Lussie) a Gemona e dintorni; lunedì, invece, degustazione dei tradizionali “Vuès dal purcit”. Musica, spettacoli teatrali, animazioni per bambini allieteranno i giorni di festa e, per chi è intellettualmente curioso, serate di cinema in friulano. Cerca un hotel a Gemona.

11 dicembre 2011 – Sapori di Carnia a Raveo
Un mercatino dei prodotti agroalimentari per dedicare una domenica alle prelibatezze del territorio carnico. Nel piccolo comune di Raveo, una di quelle comunità che per aver saputo conservare e raccontare le proprie tradizioni fa parte dei Borghi Autentici d’Italia, la festa si fa con cose semplici: addobbi e decorazioni di pino, bacche e pannocchie e piatti che parlano di una civiltà contadina, povera ma orgogliosa dei propri valori. Si comincia con i sapori dimenticati della “colazione della nonna”, ovvero polente e brume e “crostes di polente tal lat” per continuare con crostini di pane con marmellata di olivello spinoso e mele. Per i palati forti è l’occasione di assaggiare il “formadi frant”, un prodotto artigianale di recupero, presidio slow food. Non mancano i piatti simbolo della Carnia, in primis i cjarsons alle erbe, frico, salumi affumicati e formaggi di alpeggio a diverse maturazioni. Cerca un hotel a Raveo.

19 dicembre – 6 gennaio – Borghi e presepi a Sutrio
Gaudenzio Straulino, detto Teno, maestro artigiano di Sutrio, ci ha lavorato pazientemente per trentanni ma è riuscito a realizzare un’opera unica e monumentale: il presepe di Teno lascia incantati per la ricchezza dei dettagli e la precisione dei mille ingranaggi che fanno rivivere le scene di vita quotidiana di un borgo carnico: la tessitura, la fienagione, il lavoro al mulino e in segheria, tutto perfettamente miniaturizzato, tutto rigorosamente in legno. L’inaugurazione della manifestazione Borghi e Presepi è domenica 19 dicembre alle 16:00, di fianco al municipio di Sutrio: ci sarà una rassegna di presepi artigianali, allestiti nei cortili, nelle cantine e per le vie del paese, realizzati dagli artigiani del legno di Sutrio e degli altri paesi della Carnia, nonché di Austria e Slovenia. Tra le varie iniziative anche il concorso “Straulino Gaudenzio – Teno”  intitolato al maestro artigiano venuto a mancare nel 1988. Cerca un hotel a Sutrio.

2-8 dicembre 2011 – Fiera di San Nicolò a Trieste
Il Babbo Natale triestino si chiama San Nicolò, ha una lunga barba bianca e il 6 dicembre porta doni e dolci a tutti i bambini buoni. Puntuale come sempre, anche il 6 dicembre di quest’anno San Nicolò (al secolo Fausto Settimi, produttore di miele che da cinque anni si presta al gioco) farà il suo ingresso a Largo Bonifacio, all’inizio di viale XX settembre, accompagnato dalle dame e dai cavalieri della “Venerabile Confraternita e Scuola di San Nicolò”. I bambini lo aspettano con un calzino che il buon santo riempirà di dolciumi mentre giocolieri e mangiafuoco si esibiscono per la gioia di grandi e piccini. Questo l’evento clou, ma la tradizionale fiera di San Nicolò è già aperta al pubblico dalle 8 del mattino fino alle 23: quest’anno si contano ben 108 espositori, che occupano festosamente viale XX settembre con i loro stand di oggettistica, hobbistica e prodotti alimentari. Cerca un hotel a Trieste.

8- 24 dicembre 2011 – Mercatino di Natale a Udine
Sempre caldo e accogliente, anche se il tempo è brutto, il mercatino di piazza Duomo a Udine, che apre al pubblico il giorno dell’Immacolata. Fino alla vigilia le casette rosse illuminate a festa ospiteranno creazioni artigianali, specialità gastronomiche e tante idee regalo. Vale la pena segnalare che l’8 dicembre sono aperti al pubblico tutti i musei cittadini e le mostre. Un motivo in più per andare. Cerca un hotel a Udine

Attrazioni d’Austria: la strada alpina del Glockner

Spicca tra le vette austriache con i suoi 3.798 e la cima coperta di nevi perenni ma lo si riconosce da lontano anche per quella sua forma peculiare: è il Grossglockner, il Gran Campanaro.
Ai piedi di questa maestosa vetta si estende il ghiacciaio Pasterze, che scorre lentamente dal monte Johannis verso valle e regala ancora oggi uno scenario grandioso.

Ghiacciaio Pasterze - © Waypoint

Non occorre essere alpinisti o buoni camminatori per ammirare questa meraviglia della natura, i panorami degli Alti Tauri sono alla portata di chiunque decida di percorrere la Grossglockner Alpenstrasse, la seconda attrazione dell’Austria dopo il castello di Schӧnbrunn a Vienna.
Una cinquantina di chilometri, 36 tornanti e un dislivello di 2.500 metri: questi i numeri della strada più famosa delle Alpi orientali, che da sud a nord conduce da Heiligenblut a Fush attraverso tutti i tipi di vegetazione alpina, dai campi di grano ai pascoli in quota fino alle nevi perenni.

Il momento più bello per godersi il paesaggio è al mattino presto, quando sulla strada c’è ancora poco traffico. Il percorso è disseminato di terrazze panoramiche, nei pressi delle quali si trovano piccoli musei, punti di ristoro e di osservazione privilegiata e pannelli didattici che indicano tutto ciò che merita attenzione.

Grossglockner Alpenstrasse - © Waypoint

Dopo i primi quattro tornanti all’altezza della valle Guttal s’incontra il bivio della strada del ghiacciaio. Procedendo si arriva al centro visitatori: qui si può lasciare l’auto e concedersi una breve passeggiata lungo il sentiero che sale al Sasso dell’Imperatore (Franz Joseph Hohe), dove una targa ricorda la quota raggiunta da Francesco Giuseppe, all’epoca ventiseienne, partito a piedi da Heiligenblut. Era il 1856, la strada alpina non esisteva ancora e il ghiacciaio arrivava fin là. Da allora il Pasterze ha perso più della metà del suo volume e se l’occhio fatica a rendersi conto del fenomeno, ci sono le immagini d’epoca a testimoniare inequivocabilmente la lenta morte del ghiacciaio.
Dal parcheggio si può scendere alla morena e chi è dotato di scarponi supera facilmente il tratto di sassi e ghiaia e arriva sul ghiacciaio; crepacci e spaccature, all’interno delle quali scorre l’acqua di fusione, creano uno stupefacente gioco di riflessi e di colori.
Il punto più elevato della strada alpina del Glossglockner è cima Edelweiss. Siamo a 2.571 metri e la vista spazia a 360 gradi su un paesaggio di roccia e neve, di vette alpine grandiose e verdi vallate.

La strada alpina del Glockner ha appena compiuto 76 anni, ma non li dimostra e tiene fede al compito statutario del parco degli Alti Tauri, offrendo al più gran numero di persone “la possibilità di contemplare lo spettacolo della Natura”.
La costruzione di questa grande opera venne avviata nel 1930 e ultimata, come da programma, cinque anni dopo. In piena crisi economica, in un paese ridotto ad un settimo della sua antica potenza dopo la sconfitta della prima guerra mondiale, l’Alpenstrasse garantì uno stipendio sicuro a più di tremila lavoratori.
Il visionario progetto di “una strada di montagna paesaggisticamente rilevante, tecnicamente al di sopra di tutte quelle esistenti”, seppure visto con preoccupazione dagli ambientalisti dell’epoca, fu realizzato con criterio e buon senso. La strada del Glockner, così ben integrata nelle spaccature del territorio, suscita ammirazione ancora oggi ma la montagna resta  l’indiscussa protagonista del paesaggio.

Se volete alloggiare proprio sulla Großglocknerstraße vi consigliamo Chalet Charlotte un hotel 3 stelle che si trova a Fusch, 13 km a sud di Zell am See. Questo piccolo albergo dispone di 5 stanze doppie con bagno, balcone , TV e radio. A disposizione degli ospiti una sauna e, l’estate, anche una piscina.

Altri alberghi nell’area degli Alti Tauri sono disponibili su Hotel.info

Giù a folle velocità, a bordo di un bob

In cerca di brivido e di emozioni forti? Mai provato il bob? A La Plagne, nella bella regione francese del Rodano-Alpi, c’è una delle piste olimpioniche più veloci al mondo: su questo tracciato, 1.500 metri di ghiaccio liscio come il vetro segnato da 19 curve mozzafiato, ci si allenano i grandi campioni. Bruno Mingeon ci viaggiava a 139 chilometri orari.

Ma a fine giornata, dopo gli allenamenti, la pista viene aperta anche anche al pubblico.

E qui chi vuole divertirsi trova pane per i suoi denti: indossi un casco, tiri un gran respiro e salti a bordo di quel sottile guscio sui pattini. Per la verità il tutto non dura più di un minuto; all’inizio la velocità è intorno ai 40 km/h ma si passa presto a sfiorare i cento orari. Inutile il tentativo di assecondare le curve, impossibile muovere la testa o il collo: in curva il corpo è sottoposto a una forza pari a cinque volte l’accelerazione di gravità e solo un atleta professionista sa come imporre una traiettoria a quel missile. Poi la pendenza diminuisce e lo stridore dei freni segnala che quell’interminabile minuto è finito, ma l’esperienza quella no, è indimenticabile.

La pista di La Plagne si trova nella frazione di La Roche ed è stata costruita in occasione dei Giochi Olimpici del 1992; è aperta al pubblico da dicembre a marzo.

Si può scegliere tra tre diverse opzioni. Alla prima esperienza di solito si prova il bob-raft, un bob per quattro persone, auto-guidato e auto-frenante, che raggiunge la velocità massima di 80Km/h ed è adatto a chiunque. Chi ha nervi saldi può provare il taxi-bob, un bolide a 4 da competizione, guidato da un pilota professionista, che sfreccia a oltre 100 km/h. Infine, per chi sente di poter affrontare il canalone ghiacciato da solo c’è il mono-bob, che arriva ad una velocità di 90km orari. Prezzi tra 40 e 110 euro a persona.

La stazione di La Plagne sorge a quasi 2.000 metri di altitudine nella parte più meridionale del comprensorio Paradiski, un carosello sciistico tra i più attrezzati d’Europa: oltre 420 km di piste adatte a tipo di sciatore, dai più esperti a quelli alle prime armi. Le stazioni della Savoia e dell’Alta Savoia con il marchio “Famille Plus” propongono anche diverse piste per bambini.

Come arrivare: dalla Valle d’Aosta attraverso il traforo del Monte Bianco, proseguendo per Albertville e poi prendendo la N90 fino a Aime, da dove si sale a La Plagne. Oppure, attraverso il tunnel del Frejus, proseguendo sulla A43 direzione Albertville.

L’aeroporto di Grenoble è a circa un’ora di auto.

Dove andare per San Valentino

Mancano due settimane a San Valentino, che quest’anno cade di lunedì. Prendendo un giorno di ferie ci si può concedere un lungo weekend di relax e tenerezza, per passare al meglio la festa degli innamorati. Ma per chi desidera regalare alla propria metà una fuga romantica, bastano anche un giorno o due soltanto; se non avete ancora deciso cosa fare e dove andare, ecco qualche spunto.

Cultura e gastronomia: Montalcino (Siena)
Una boccata d’aria pura e tutta la pace della campagna toscana: Montalcino, patria del Brunello, unisce alle delizie del buon cibo e del buon bere il fascino di un antico borgo medievale, con il suo dedalo di vicoli, le botteghe artigiane, gli storici caffè fiaschetteria e un’imponente fortezza trecentesca.
Offerta per San Valentino: soggiorno di 2 giorni/1 notte in camera matrimoniale, una cena di San Valentino a lume di candela, degustazione di tre vini nell’enoteca centrale e ticket d’ingresso alla Fortezza di Montalcino. Prezzi a partire da 139€ a persona.

Un caldo rifugio in montagna: La Thuile (Aosta)
Luogo ideale per dedicarsi a se stessi: immerso nella splendida cornice delle montagne più alte d’Europa, La Thuile è un centro turistico di prim’ordine, che offre l’occasione di fare sport, sci innanzitutto, ma anche romantiche passeggiate tra i pini sempreverdi e bellissime escursioni in un paesaggio dominato dall’imponente mole del ghiacciaio del Ruitor e dello Chaz Dura. All’Hotel Soggiorno Firenze l’atmosfera è calda e familiare; le camere, 20 in tutto, sono arredate in tipico stile valdostano, il panorama è mozzafiato e la cucina è semplice e gustosa, a base di polenta, fonduta, funghi e torte fatte in casa.
Offerta per San Valentino: 3 notti in camera doppia con trattamento di mezza pensione, una cena romantica, un drink di benvenuto e un omaggio dell’hotel alla partenza. Prezzi a partire da 150€ a persona.

Dolomiti e benessere: Bedollo-Brusago (Trento)
Nel contesto paesaggistico e naturale delle Dolomiti trentine, un eco-hotel che sposa la filosofia del rispetto ambientale con il lusso e l’eleganza di una struttura a 4 stelle. Il BioHotel Brusago è situato tra i laghetti e gli splendidi boschi dell’Altopiano di Pinè, nel comune di Bedollo-Brusago. A disposizione degli ospiti un nuovissimo centro benessere, con
piscina coperta, idromassaggio, bagno turco, sauna, biosauna e percorso kneipp.
Offerta per San Valentino: pacchetto di 3 notti in mezza pensione, che include l’ingresso alla SPA e un massaggio rilassante. Prezzi a partire da 164€ a persona (in camera doppia) e 178€ a persona (in junior suite).

Dimore esclusive e SPA: San Crispino (Assisi)
Una fuga romantica nel cuore verde dell’Umbria tra città d’arte e borghi medievali ricchi di storia, da abbinare ad un soggiorno benessere per rigenerare corpo e mente. Il Resort & SPA San Crispino, situato appena fuori dal centro di Assisi, offre l’occasione di festeggiare San Valentino in un contesto elegante e raffinato. Al suo interno trovate un’esclusiva Natural SPA che propone un coinvolgente percorso “cinque sensi” con sauna, idromassaggio in jacuzzi riscaldata, bagno turco aromaterapico, idropercorso rigenerante e cromoterapia.
Offerta per San Valentino: 2 giorni/1 notte in camera deluxe con ricca colazione di prodotti tipici, bottiglia di spumante in camera all’arrivo, una cena a lume di candela davanti al camino, accesso alla SPA e al percorso cinque sensi e un trattamento benessere Lui&Lei. Prezzi da 250 € a persona.

Per divertirsi e stupire: lago Trasimeno (Perugia)
Rimaniamo in Umbria per una proposta davvero originale, un’idea regalo per stupire l’amata o l’amato. Si arriva nel pomeriggio al residence sul lago Trasimeno, incastonato tra le dolci colline umbre, dove si è accolti da un drink di benvenuto. Alle 19:00 si entra nel centro benessere e ci si immerge in piscina per un bel bagno caldo e rilassante. Verso le 19:30 si va a cena, ma senza uscire dall’acqua perché i piatti sono serviti su vassoi galleggianti. Il relax del dopo cena è accompagnato da dolci brani musicali diffusi sott’acqua, per chiudere in bellezza un’esperienza unica e divertente che colpisce i sensi ma soprattutto il cuore.
Il pacchetto comprende, oltre la cena degustazione in acqua, il pernottamento in residence con prima colazione. Prezzi a partire da 145€ a persona.

Sulla neve in Val Gardena

Il bollettino neve della Val Gardena lo conferma: Natale e Santo Stefano saranno giornate perfette per sciare. Con le montagne più belle d’Europa, panorami mozzafiato e una coltre bianca e compatta Ortisei, Santa Cristina, Selva sono il paradiso degli sciatori.

In Val Gardena lo sci è qualcosa di più di un’attività turistica: è qui che fu fondato il primo skiclub, è qui che venne disputata la prima gara di discesa, ed è da qui che questo sport si è diffuso ad altre regioni.

I gardenesi vantano 175 chilometri di piste, quelle da record per campioni e quelle facili per principianti, oltre a quasi 100 km dedicati al fondo. Tutte in perfette condizioni. Gli impianti fanno parte del Dolomiti-Superski, il più grande comprensorio sciistico delle Alpi.

I pinnacoli del Sassolungo e i bastioni del gruppo Sella, che circondano la valle, regalano a chi passa qualche giorno in Val Gardena colori, riflessi e sfumature diverse in ogni momento della giornata. Ma anche chi non è patito di sport troverà in questo angolo d’Alto Adige un’offerta di servizi di alta qualità, antiche tradizioni alpine e una gastronomia di tutto rispetto.

Tra le specialità locali spiccano le jufe, cioè le zuppe, proposte calde e fumanti in moltissime versioni; e poi speck e formaggi d’alpeggio, ragù di selvaggina, gnocchi tirolesi, costine di agnello, maiale affumicato e vari dolci caserecci.

Per non parlare del pane, arricchito con abbinamenti di farine e semi profumati, una vera delizia per gli occhi e il palato.
L’offerta alberghiera in Val Gardena, come nel resto dell’Alto Adige, si distingue per l’ottimo rapporto qualità prezzo.

Gli hotel ma anche le pensioni e i garnì sono accoglienti e curati, quasi sempre dispongono di un centro benessere e in questo periodo sono addobbati a festa. Per un caldo e bianco Natale.

Alla ricerca dei gorilla di montagna nel Virunga National Park

Dal massiccio del Rwenzori, attraverso le pianure di Rwindi e più a sud verso Nyiragongo, i rangers del parco dei Virunga sono lì ogni giorno, di pattuglia. Dopo i lunghi anni di una guerra che ha insanguinato la Repubblica Democratica del Congo, i problemi non sono tutti alle spalle ma questi uomini stanno riprendendo il controllo di molti tratti del Virunga National Park, persi durante l’occupazione militare. Il loro compito è, tra gli altri, proteggere i gorilla di montagna e il loro habitat.

Il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) è il più grande primate vivente, un gigante da 1,8 metri d’altezza e 270 kg di peso. Tra tutti i gorilla è la specie più a rischio: nel mondo ne rimangono appena 720 individui, la metà dei quali vive in una piccola area geografica, al confine tra Repubblica Democratica del Congo, Rwanda e Uganda. Qui, nelle foreste dei monti Virunga, queste creature straordinarie, che condividono il 97% del nostro DNA, combattono ogni giorno una quotidiana lotta per la sopravvivenza.

Una delle minacce è il bracconaggio e il mercato nero: per ogni cucciolo catturato, un’intera famiglia di gorilla muore nel tentativo di proteggere il piccolo dai trafficanti d’animali. E’ la sola manifestazione di aggressività che si osserva in questa specie dall’indole tranquilla e pacifica, a dispetto delle tante leggende sulla sua ferocia.

Il commercio illegale degli animali mette a serio rischio la sopravvivenza dei gorilla, ma la specie è compromessa soprattutto dalla perdita dell’habitat. Il parco dei Virunga è una zona protetta dall’Unesco, ma la guerra che infuria dal 1994 nel Congo orientale ha vanificato ogni sforzo: centinaia di migliaia di profughi fuggiti dagli eccidi hanno trovato rifugio lungo i confini meridionali del parco e ora non hanno altra scelta che occupare l’habitat dei gorilla. La vicinanza alla specie umana aumenta il rischio di trasmissione di malattie, poiché i gorilla di montagna sono estremamente vulnerabili alle patologie che colpiscono l’uomo; con la differenza che la stessa malattia nell’uomo si cura, nel gorilla è fatale.

Il turismo è senz’altro uno dei pochi mezzi rimasti per proteggere questa specie; a patto naturalmente che sia un turismo responsabile e attento, consapevole della natura e della delicata biologia di questi animali, perché anche i turisti sono potenziali portatori di malattie. Ed è per questo che chi va ad osservare i gorilla nel loro ambiente naturale deve essere in buone condizioni di salute e tenersi ad una distanza minima di 7 metri dall’animale.

Proteggere e conservare il Virunga National Park è un’operazione difficile ma non impossibile, assicurano i rangers e i membri dello staff del Parco. Nonostante la povertà e il flagello della guerra quella gente è ancora lì e continua a fare il proprio lavoro con quel poco che ha.

Negli anni scorsi il Virunga aveva perso più della metà dei suoi grandi mammiferi, nonché vaste aree di foresta, in breve stava scomparendo insieme ai gorilla. Ora la sensazione, fanno sapere dal parco, è che il peggio sia passato e la prospettiva di un recupero diventa sempre più realistica. Questo grazie al costante sostegno da parte della gente comune che, attraverso le donazioni da tutto il mondo, contribuisce al duro lavoro del team del parco Virunga e al ripristino di un ambiente che possa garantire la sopravvivenza dei gorilla di montagna.

Come sostenere le attività del parco Virunga e aiutare i gorilla:
dai il tuo contributo;
acquista una maglietta o un gadget nel negozio on line del parco;
usa il tuo sito o Facebook per coinvolgere i tuoi amici.

Come visitare il Virunga National Park
L’ingresso al parco è consentito a non più di trenta turisti al giorno, divisi in gruppi composti al massimo da sei persone, accompagnate da una guida del parco.

L’escursione in foresta sulle tracce dei gorilla dura una giornata e una volta avvistata una famiglia si trascorre un’ora nell’osservazione degli animali, seguendo scrupolosamente le istruzioni della guida.

La visita costa 400$ e si prenota a Goma, presso l’ufficio dell’Institut Congolais pour la Conservation de la Nature (ICCN), oppure via e-mail . Il 30% del costo va alle comunità che vivono attorno al Virunga, il 20% è devoluto al parco per le operazioni di mantenimento e il restante 50% viene distribuito agli altri parchi e riserve naturali della Repubblica Democratica del Congo.

Notizia tratta da PaesiTropicali.com

Vacanze brevi: una gita al lago di Bled

Vi affascinano i colori delle foglie in autunno? Nel Vermont, famoso per lo straordinario spettacolo offerto dalla natura a cavallo tra ottobre e novembre, il servizio forestale ha istituito un servizio apposito, il Fall Color Hotline, che aggiorna i turisti in tempo reale sui luoghi dove si può ammirare la caduta del fogliame e l’evoluzione del colore degli alberi, che sfumano dal giallo, all’arancio al rosso fuoco.
Non sarà proprio la stessa cosa, ma invece di volare negli States, si può vivere un’esperienza da Indian Summer anche vicino casa nostra, più precisamente in Slovenia, una nazione piccola quanto la Toscana e in buona parte ricoperta di foreste.

Provate a passare un weekend d’autunno al lago di Bled; è uno specchio d’acqua di origine glaciale, incastonato tra le Alpi Giulie e le Karavanke, nella zona del Tarvisiano, cosiddetta dei Tre Confini.
Il lago, il paese e tutta la regione sono una località idilliaca. Potete affittare una barca a remi o a motore elettrico e raggiungere l’isoletta al centro del lago, dove c’è la bellissima chiesa dell’Assunzione della Vergine; nel santuario troverete appesa la “campana dei desideri”, il cui fascino è legato ad una romantica e antica leggenda.
Vale di sicuro una visita anche il castello di Bled, un’imponente fortificazione medievale, con torri, mura di cinta e ponte levatoio, in cima a uno strapiombo che domina il lago. In un’ala del castello, adibita a museo, sono esposti pezzi che ripercorrono lo sviluppo storico di Bled.
Favolosa la passeggiata intorno al lago, a piedi o in bicicletta; la vista spazia dalle acque verde smeraldo alle colline tappezzate di alberi dalle foglie cangianti. Sullo sfondo spunta la vetta rocciosa del Triglav, uno spettacolo unico in autunno, quando le foglie cadono e i prati sono ancora verdi, ma molto affascinante anche d’inverno.

Le attrazioni turistiche nelle vicinanze sono molte: le cascate di Vingtar, il lago Bohini e  il Parco Nazionale del Triglav.

Come arrivare: Bled è a 50 km da Tarvisio. Dal confine di stato seguire autostrada in direzione Slovenja, proseguire per Ljubljana e passare il Karawanken Tunnel; dopo una ventina di chilometri prendere uscita Lesce-Bled. In alternativa passare per Kranjska Gora: l’itinerario è più panoramico, si percorre solo un tratto di autostrada slovena, risparmiando quindi il pedaggio del tunnel Karawanken e la vignetta austriaca.