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Crociere più sicure, entrano in vigore le nuove norme

L’equipaggio delle navi da crociera deve dimostrare di essere in grado, in caso di necessità, di caricare le scialuppe di salvataggio, lanciarle in mare e manovrare per allontanarsi nel più breve tempo possibile dopo il segnale di abbandono nave.
Perciò tutti i marittimi che, oltre alle proprie mansioni, hanno anche il compito di gestire le emergenze, dovranno seguire corsi di addestramento e, almagest una volta ogni sei mesi, sottoporsi ad un test operativo.

Collision of Costa Concordia © http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Rvongher

Queste le nuove regole per migliorare la sicurezza a bordo delle navi da crociera, presentate dalla Cruise Lines International Association (CLIA) insieme alla European Cruise Council (ECC).
Le misure, in vigore da ieri, si applicano a tutte le compagnie di navigazione e si aggiungono alle politiche più rigide in tema di sicurezza già adottate da molte società, dopo il disastro della Costa Concordia. Tra queste: esercitazione di emergenza dei passeggeri prima che la nave lasci il porto, maggiori restrizioni sulle visite al ponte di comando e obbligo di avere a bordo giubbotti di salvataggio supplementari.

[photo credits: Rvongher]

 

Parla l’amministratore delegato Costa: errore umano

Impossibile negare l’errore umano, abbiamo il dovere di riconoscere i fatti. Le accuse delle autorità giudiziarie, benché gravissime, non possono non essere condivise. Questo è quanto dichiara Pierluigi Foschi, amministratore delegato di Costa Crociere.
Il comandante Schettino non sarà abbandonato a se stesso e riceverà tutta l’assistenza legale necessaria, precisa il numero uno di Costa; ma dalle sue parole si percepisce che è un atto dovuto.

Foschi ci tiene a ricordare la provata idoneità al comando di Schettino, che lavora con il gruppo Costa dal 2006; tuttavia, ammette, anche le procedure adottate a seguito dell’urto contro lo scoglio non hanno rispettato totalmente le rigide disposizioni previste durante l’addestramento dato ai nostri comandanti.

Si difende come può il colosso crocieristico, che ha già perso più del 20% del suo titolo in borsa.
Costa opera nel pieno rispetto delle disposizioni di legge previste in materia di sicurezza ed ha adottato un protocollo di etica e responsabilità che va oltre le verifiche periodiche da parte della capitaneria di porto italiana e dal Registro Italiano Navale (RINA) l’istituto che valuta l’affidabilità e sicurezza delle navi.

Da tutti i controlli non è emersa alcuna osservazione; in particolare la Concordia aveva rinnovato il certificato di sicurezza nel novembre 2011, quando Schettino era già al comando.
Le esercitazioni di abbandono nave vengono regolarmente effettuate, prosegue il rappresentante di Costa, smentendo nel modo più assoluto che sulla nave non ci fosse un numero sufficiente di giubbotti salvataggio o che la Concordia non fosse equipaggiata con tutto il necessario per garantire la salvaguardia dei passeggeri in caso di naufragio.

Il difficile compito che ha davanti l’azienda, una volta terminate le operazioni di rimpatrio dei passeggeri e del personale di bordo, è quello di evitare un disastro ambientale e poi, di rimuovere il relitto. Costi incalcolabili, forse nemmeno coperti dall’assicurazione.

Intanto, dopo il ritrovamento del sesto cadavere, sono state sospese le ricerche dei superstiti, a causa del peggioramento delle condizioni del mare. La Concordia ha cominciato a muoversi e per giovedì i servizi meteo prevedono una forte mareggiata.

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