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Partire con i saldi del dopo-feste: al caldo spendendo meno

Le vacanze sono finite, è ora di partire. Già, perché chi può permettersi di prendere ferie fuori dai periodi canonici, prenota e parte quando gli aeroporti non sono congestionati, le strutture turistiche meno affollate e tutti gli operatori si contendono i turisti a suon di sconti e offerte vantaggiose.

Dopo un Natale passato a casa, complice quest’anno un calendario poco favorevole a ponti e lunghi periodi di vacanza, in molti sognano le mete esotiche: quelle destinazioni inavvicinabili nel periodo festivo perché troppo care, diventano abbordabili tra gennaio e febbraio. Finalmente ci si può concedere lunghi bagni nelle calde acque tropicali e, perché no, anche qualche lusso in più.

Kenya il periodo giusto per trovare sole e tempo bello va da gennaio e marzo; poi comincerà la stagione delle lunghe piogge, che lascia spazio ad un altro periodo favorevole tra luglio e ottobre. I mesi di gennaio e febbraio sono i più asciutti e quindi ideali per una vacanza balneare sulle bianche spiagge del Kenya, che offrono acque calde protette dalla barriera corallina.

SheShe Baharini Beach Hotel è un resort 3 stelle superior, con camere ben arredate che affacciano direttamente sulla bellissima spiaggia di Tiwi, sulla costa meridionale del Kenya, ad un´ora e mezzo dall’aeroporto internazionale di Mombasa. E’ la scelta giusta per chi cerca pace, relax e una natura prorompente; la vita animata di Diani beach, con i suoi bar, ristoranti, casinò e campi da golf è a soli 20 muniti di navetta.

Per le partenze in gennaio (da Roma, Milano Bologna e Verona), il volo e un soggiorno 7 notti con pensione completa e bevande ai pasti, costa meno di 1.000 euro a persona.

A nord di Mombasa, una ventina di chilometri prima di Malindi, cittadina diventata meno attraente negli ultimi anni, c’è Watamu, una località turisticamente sviluppata, che vanta una spiaggia classificata tra le dieci più belle al mondo, le cui acque sono protette dal Watamu National Marine Park.

Partendo a cavallo tra gennaio e febbraio (da Milano e Roma), per il volo e un soggiorno di 7 notti all inclusive all’Aquarius Beach Resort, un 4 stelle a gestione italiana, si trovano tariffe a partire da 1.104€ a persona. La struttura su trova ad un paio d’ore dall’aeroporto internazionale di Mombasa e a mezzora d’auto da Malindi. Il volo dall’Italia è senza scalo e il viaggio dura circa 8 ore.

Sia da Diani che da Watamu non è difficile organizzare un safari di qualche giorno in uno dei tanti meravigliosi parchi del Kenya.

La Thailandia si è lasciata alle spalle le manifestazioni e gli scontri di piazza ed è tornata ad essere una destinazione sicura. Qui la stagione più piacevole va da dicembre a marzo, quando il monsone di nordest rinfresca l’aria e il cielo è di solito azzurro.

Bangkok con i suoi mille templi dorati è una città forse un po’ caotica ma ricca di fascino e luoghi d’interesse turistico. Dopo un paio di giorni in città, è meglio però scappare al mare e andare a rilassarsi sulle spiagge ombreggiate dalle palme da cocco. Un pacchetto che prevede 2 notti a Bangkok e 7 notti nell’isola di Koh Samui, un vero paradiso tropicale, costa intorno ai 1.500€ a persona, in hotel 4 stelle, inclusa la prima colazione. Offerta valida per le partenze di gennaio e febbraio da Roma e Milano.

Kenya o Thailandia sono troppo lontane? Scegliete allora le isole di Capo Verde, una meta che profuma di tropici ma dista poco più di 5 ore di volo dall’Italia

I paesaggi di Boavista sono spettacolari: circondata dalle acque blu dell’Atlantico, l’isola ha grandi dune di sabbia trasportata dalle coste africane e spiagge immense, dove vanno a nidificare le tartarughe caretta-caretta. La giornata si passa al mare, praticando tutti gli sport acquatici, in particolare windsurf, kitesurf e funboard; di sera la vita è molto animata nei localini di Sal Rei, il piccolo capoluogo dell’isola, dove si va a bere un cocktail ascoltando musica dal vivo. Che tempo fa a Capo Verde? Niente paura, nelle isole dell’eterna primavera il clima è piacevole e temperato dagli alisei tutto l’anno: 25° la temperatura media, sole garantito, piogge rarissime. Certo le acque dell’Atlantico non hanno temperature veramente tropicali, ma mica si può avere tutto.

In gennaio per il volo (da Milano e Verona) e un soggiorno di 7 notti al Marine Club Beach Resort, struttura 4 stelle in pietra affacciata sull’incantevole baia di Praia da Cruz, si trovano tariffe a partire da 873€ a persona, con trattamento all inclusive.

I prezzi indicati sopra si riferiscono alle offerte pubblicate da Expedia, uno dei leader mondiali del turismo on line, che da quest’anno ha adottato una politica dei prezzi più trasparente. Finalmente troviamo pubblicate sul sito di Expedia tariffe comprensive di tasse, iscrizioni ed eventuali spese accessorie . Finalmente possiamo confrontare i prezzi e le offerte dei vari operatori senza dover arrivare in fondo e scoprire, con disappunto, che il pacchetto proposto costava, tra un balzello e l’altro, diverse centinaia di euro in più di quello che pensavamo.

Se state pensando di andare ai Tropici nei prossimi mesi, cercate qualche spunto o un’idea di viaggio anche su “questo mese vado a…” la rubrica di  PaesiTropicali.com che propone per ogni periodo dell’anno le mete migliori dal punto di vista climatico.

Minorca, natura e relax

Se siete amanti della vita notturna e dei disco bar non andate a Minorca, caso mai bussate alla porta accanto: Ibiza e Maiorca, loro sì offrono divertimenti sfrenati fino all’alba.

Minorca, la più settentrionale delle Baleari gioca la partita delle vacanze estive con altre carte. Tanto per cominciare, l’intera isola è Riserva della Biosfera, un riconoscimento che è servito a salvare Minorca dalla smania edilizia spagnola, che nelle ultime decadi si è abbattuta a colpi di megahotel in questa zona del Mediterraneo. Risultato: lungo i 216 km di costa si conservano ancora spiagge idilliache, con sabbia fine e mare di cristallo, come Cala d’Algaiarens, protetta nell’oasi naturalistica di La Val.

E poi l’eco-diversità di Minorca si estende ben oltre i litorali: attraversando l’interno dell’isola si scoprono boschi, gole profonde e colline fertili, disegnate da muretti a secco e punteggiate dalle queserie, dove si produce formaggio artigianale.

Le due città, Ciutadella a nord e Mahon a sud, sono entrambe piacevolissime per una passeggiata nelle viuzze tortuose, in un susseguirsi di cattedrali e palazzi storici, che combinano elementi barocchi e dell’architettura moresca. Al calar del sole, quando le luci dei lampioni accesi si riflettono sul selciato, le arcate del centro storico diventano animate: è ora di andare al ristorante per gustare, perché no, una caldareta de llangosta, dopo tutto è la specialità del posto. E poi domani ci si alza presto, il mare di Minorca ci attende.

Croazia: le spiagge naturiste dell’isola di Rab

L’isola di Rab si trova in Croazia e precisamente nella regione del Quarnaro, a circa 180 km dal confine italiano. Si raggiunge dalla terraferma con un traghetto che parte da Jablanac e arriva, dopo una quindicina di minuti, nel porticciolo di Misniak.
Rab ha una superficie di poco meno di 100 km quadrati e non ci vuole molto tempo per attraversarla tutta in auto. Sbarcati dal traghetto, si attraversa per qualche chilometro una zona di rocce spoglie, coperte qua e là da macchie di erbe selvatiche profumate. Proseguendo sulla strada asfaltata e oltrepassati un paio di centri abitati, si arriva dopo una quindicina di chilometri alla cittadina di Rab, il centro dell’isola. Da qui, passando attraverso la pianura interna di Mundanje si giunge a Supetarka Draga, una bella baia dove è presente un attrezzato marina. Ancora pochi chilometri e si arriva all’altra estremità dell’isola, il porto di Lopar e la zona di San Marino che è in assoluto l’area a maggior concentrazione turistica. A San Marino c’è una lunga e ampia spiaggia di sabbia fine, molto rara in Croazia.

Proclamata stazione balneare e di cura già nel 1889, Rab ha una vocazione turistica antica. Ed è stata una delle prime località al mondo ad ufficializzare la pratica del naturismo: una tradizione che risale ufficialmente all’agosto del 1936, quando le autorità del paese autorizzarono il Re inglese Eduardo VIII a praticare il naturismo nella baia di Kandarola. Tuttavia, anche se la nascita del naturismo a Rab viene fatta coincidere con questa data, ci sono fonti che parlano delle prime spiagge naturiste fin dall’inizio del 900.
Oggi sull’isola ci sono almeno quattro spiagge dichiarate naturiste, segnalate con la sigla FKK (dal tedesco Frei Körper Kultur, cultura del corpo libero). Di queste, tre si trovano nella penisola di Lopar (Ciganga, Sahara e Stolac), la quarta, Kandarola, è invece nell’area di Suha Punta.
Il naturismo è comunque praticato in molte altre spiagge e calette di Rab, soprattutto a Pudarica.

Ciganka
E’ una spiaggia a cui si accede facilmente anche in auto, percorrendo una stradina asfaltata che si prende nei pressi del ristorante Madonna, vicino al porto di Lopar. La spiaggia naturista FKK Ciganka | © WayPoint
Dopo un chilometro si trovano i cartelli che indicano le diverse spiagge dell’area: dovete girare a sinistra, prendere una strada bianca, che in alcuni tratti è piuttosto dissestata, e proseguire fino a trovare un cartello con l’indicazione Ciganka FKK allowed. Qui si lascia l’auto e si prende un sentiero, che in pochi minuti porta alla spiaggia. Oltre alla parte centrale, ampia e sabbiosa, ci si può sistemare in diverse altre piccole insenature e calette facilmente accessibili. La spiaggia di Ciganga è dichiarata FKK ma è frequentata anche da molti bagnanti tessili.

Sahara
Per arrivare alla spiaggia Sahara si parte dalla stessa stradina che porta a Ciganga, proseguendo però sulla strada asfaltata fino ad arrivare in cima alla collina nei pressi di un gruppo di case.La spiaggia naturista FKK Sahara
Qui si parcheggia e si prosegue a piedi per circa venti minuti lungo un sentiero ombreggiato, che negli ultimi 500 metri diventa abbastanza scosceso. La spiaggia è sabbiosa e molto ampia, a forma semicircolare e con un fondale che digrada lentamente. La spiaggia è molto conosciuta tra i naturisti ma come Ciganga è frequentata anche da bagnanti tessili, soprattutto tra luglio e agosto.

Stolac
Si raggiunge facilmente in auto con una strada che parte dalla zona degli alberghi di San Marino; terminata la strada, si prosegue a piedi percorrendo un facile sentiero che porta alla spiaggia in pochi minuti.
In alternativa ci si può arrivare con un taxi boat, partendo da San Marino. .La spiaggia naturista FKK Stolac
A Stolac ci sono due baie principali ed alcune calette nascoste tra gli scogli; di fronte c’è un isolotto raggiungibile anche camminando nell’acqua, bassa e trasparente. La presenza di bagnanti tessili è piuttosto limitata anche nell’alta stagione.

Kandarola
Prendete la strada che porta agli alberghi di Suha Punta. All’incrocio con la strada che attraversa la penisola di Kalifront, c’è un parcheggio dove si lascia l’auto (15 kune); da qui si prosegue a piedi su una stradina bianca, tutta in pianura, lunga circa 1,4 km.La spiaggia naturista FKK Kandarola
Kandalora è l’unica spiaggia FKK attrezzata di Rab, dotata di lettini e docce, perciò si pagano 10 kune a persona per l’ingresso. La costa è tutta rocciosa; ci si può sistemare sugli scogli o sulle spianate sotto gli alberi che arrivano fino al mare. Solo nella baia principale, molto bella, c’è una spiaggia di ciottoli. La presenza di bagnati tessili è praticamente nulla.

Pudarica
Pur non essendo una spiaggia FKK ufficiale è molto frequentata dai naturisti. Si trova tra il porticciolo di Pudarica e l’abitato di Barbat ed è formata da piccole insenature sabbiose.
La spiaggia naturista FKK Pudarica
Per raggiungerla si parcheggia sulla strada principale e si prosegue a piedi prendendo uno dei sentieri che in pochi minuti portano al mare.

Per altre informazioni ed offerte di viaggio: Isola di Rab

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