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Trieste: la Barcolana, edizione n. 44

E’ la regata più affollata del mondo, è un grande evento per i velisti professionisti come lo è per gli appassionati diportisti ed è una grande festa per chiunque ami il mare: è la Barcolana, a Trieste ogni anno la seconda domenica di ottobre.
Chi non ha mai assistito a questa straordinaria kermesse marinaresca potrebbe cogliere l’occasione e fare un salto a Trieste il prossimo 14 ottobre: non capita tutti i giorni vedere quasi duemila barche a vela navigare tutte insieme, gomito a gomito, per il gusto di competere ma anche per il solo piacere di partecipare.
barcolana

Per assicurarsi un posto in prima fila e godersi la partenza da terra è meglio muoversi presto. I punti strategici sono di solito occupati già molto prima che la gara cominci. I posti migliori dipendono dalle condizioni meteo, ma in generale è il Carso ad offrire una vista grandiosa di tutto il golfo. Buoni gli slarghi della strada napoleonica, dall’Obelisco di Opicina fino a Prosecco, ma un ottimo punto di osservazione è anche il faro della Vittoria.
Chi invece vuole buttarsi nella mischia non deve fare altro che sfogliare la lista imbarchi pubblicata sul sito ufficiale di Barcolana 44 ; sono tante le barche che cercano persone di equipaggio, più o meno capaci. Le proposte sono le più varie, per la sola giornata di domenica o per tutto il weekend. E di sera tutti sulle Rive tra musica, brindisi e bevute.

Quest’anno c’è una novità: tutti gli iscritti alla regata avranno la possibilità di vincere un nuovissimo Elan 210, una bella imbarcazione carrelabile, adatta sia alla regata sia alla crociera breve. Per vincere la barca a vela non serve arrivare primi, basta solo partecipare. Il vincitore sarà estratto il 25 novembre, giorno della premiazione.

Per chi ama il mare uno dei posti migliori per alloggiare a Trieste e il Riviera & Maximilian’s un hotel 4 stelle che si trova sulla strada costiera.  La posizione dell’hotel è magnifica, le stanze hanno una bella vista sul golfo di Trieste e la terrazza fronte mare dove vengono serviti la colazione la mattina e gli aperitivi la sera merita una menzione particolare. Parcheggio e wifi gratuito.

Per chi è più attento al budget Alla Valle di Banne, un hotel 2 stelle sulle colline alle spalle di Trieste, potrebbe essere la scelta ideale. Completamente ristrutturato da un paio d’anni, pulito, tranquillo ed accogliente offre il parcheggio e accesso ad internet gratuito.  Il centro di trieste è facilmente raggiugibile anche con i mezzi publici.

Friuli Venezia Giulia: Ciak… si gira!

Sono diversi anni che la regione Friuli Venezia Giulia punta molto sul turismo sia italiano che estero. Le sue attività di promozione sono sempre molto interessanti e ben organizzate: a partire dai maxi stand organizzati per la BIT di Milano fino all’ottimo sito informativo dell’ufficio del turismo.

Con l’obiettivo di far conoscere sempre meglio le bellezze del territorio e la cordialità e l’ospitalità della gente friulana, Turismo FVG ha ora ideato, in collaborazione con il sito Zooppa, lo STREET VIEW LIVE CONTEST.

Con questo concorso si vuole raccogliere video che descrivano e raccontino in modo originale il Friuli Venezia Giulia e, in particolare, gli aspetti meno noti e più interessanti di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone.
I video, eventualmente con commento e musica, possono essere realizzati sia con l’utilizzo delle ultime tecnologie Smartphone e Tablets, sia più tradizionalmente, con videocamera o fotocamera digitale. La durata massima è di 60 secondi e il termine utile per l’invio è il 29 giugno 2012.

TurismoFVG ha messo a disposizione per questo contest un montepremi di 13.000 Zoop$ (1 Zoop$=1 $ US).

Tutti i video saranno vagliati da una giuria che individuerà i quattro ritenuti più meritevoli e rappresentativi, uno per ciascun capoluogo di provincia, che vinceranno 3.000 Zoop$ ciascuno; inoltre verrà premiato un video con “menzione d’onore” che vincerà 1.000 Zoop$

Se hai visitato il Friuli Venezia Giulia e sei un appassionato videoamatore non mancare di partecipare!  Ti consigliamo di consultare il regolamento sul sito e seguire le indicazioni ed i suggerimenti su come realizzare il video .

Magiche tradizioni dell’Avvento in Friuli Venezia Giulia

La neve tarda ad arrivare ma c’è aria di Natale su tutto l’arco alpino, dove già si va per mercatini; una tradizione nata in Germania e in Austria, che si è diffusa dappertutto ma che è particolarmente viva, in ragione della vicinanza geografica e culturale, in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Se Trento, Bolzano, Bressanone e Vipiteno la fanno da padrone, nelle piazze del Friuli si va ben oltre i soliti noti. Ecco allora un calendario delle manifestazioni più genuine, dalla Carnia a Trieste.

2-13 dicembre 2011 – Festa di Santa Lucia a Gemona del Friuli
Una festa antica, amata da tutti i bimbi, riproposta all’insegna della tradizione: l’appuntamento è presso il centro di Borc di Plovie in località Piovega. La mattina dell’8 dicembre apertura delle bancarelle e della fiera mercato, cui seguirà un incontro con l’Associazione Tartufai del FVG e la degustazione di tartufo nero friulano (su prenotazione, fino ad esaurimento posti). Domenica 11 dicembre la marcia non competitiva (cjaminade di S. Lussie) a Gemona e dintorni; lunedì, invece, degustazione dei tradizionali “Vuès dal purcit”. Musica, spettacoli teatrali, animazioni per bambini allieteranno i giorni di festa e, per chi è intellettualmente curioso, serate di cinema in friulano. Cerca un hotel a Gemona.

11 dicembre 2011 – Sapori di Carnia a Raveo
Un mercatino dei prodotti agroalimentari per dedicare una domenica alle prelibatezze del territorio carnico. Nel piccolo comune di Raveo, una di quelle comunità che per aver saputo conservare e raccontare le proprie tradizioni fa parte dei Borghi Autentici d’Italia, la festa si fa con cose semplici: addobbi e decorazioni di pino, bacche e pannocchie e piatti che parlano di una civiltà contadina, povera ma orgogliosa dei propri valori. Si comincia con i sapori dimenticati della “colazione della nonna”, ovvero polente e brume e “crostes di polente tal lat” per continuare con crostini di pane con marmellata di olivello spinoso e mele. Per i palati forti è l’occasione di assaggiare il “formadi frant”, un prodotto artigianale di recupero, presidio slow food. Non mancano i piatti simbolo della Carnia, in primis i cjarsons alle erbe, frico, salumi affumicati e formaggi di alpeggio a diverse maturazioni. Cerca un hotel a Raveo.

19 dicembre – 6 gennaio – Borghi e presepi a Sutrio
Gaudenzio Straulino, detto Teno, maestro artigiano di Sutrio, ci ha lavorato pazientemente per trentanni ma è riuscito a realizzare un’opera unica e monumentale: il presepe di Teno lascia incantati per la ricchezza dei dettagli e la precisione dei mille ingranaggi che fanno rivivere le scene di vita quotidiana di un borgo carnico: la tessitura, la fienagione, il lavoro al mulino e in segheria, tutto perfettamente miniaturizzato, tutto rigorosamente in legno. L’inaugurazione della manifestazione Borghi e Presepi è domenica 19 dicembre alle 16:00, di fianco al municipio di Sutrio: ci sarà una rassegna di presepi artigianali, allestiti nei cortili, nelle cantine e per le vie del paese, realizzati dagli artigiani del legno di Sutrio e degli altri paesi della Carnia, nonché di Austria e Slovenia. Tra le varie iniziative anche il concorso “Straulino Gaudenzio – Teno”  intitolato al maestro artigiano venuto a mancare nel 1988. Cerca un hotel a Sutrio.

2-8 dicembre 2011 – Fiera di San Nicolò a Trieste
Il Babbo Natale triestino si chiama San Nicolò, ha una lunga barba bianca e il 6 dicembre porta doni e dolci a tutti i bambini buoni. Puntuale come sempre, anche il 6 dicembre di quest’anno San Nicolò (al secolo Fausto Settimi, produttore di miele che da cinque anni si presta al gioco) farà il suo ingresso a Largo Bonifacio, all’inizio di viale XX settembre, accompagnato dalle dame e dai cavalieri della “Venerabile Confraternita e Scuola di San Nicolò”. I bambini lo aspettano con un calzino che il buon santo riempirà di dolciumi mentre giocolieri e mangiafuoco si esibiscono per la gioia di grandi e piccini. Questo l’evento clou, ma la tradizionale fiera di San Nicolò è già aperta al pubblico dalle 8 del mattino fino alle 23: quest’anno si contano ben 108 espositori, che occupano festosamente viale XX settembre con i loro stand di oggettistica, hobbistica e prodotti alimentari. Cerca un hotel a Trieste.

8- 24 dicembre 2011 – Mercatino di Natale a Udine
Sempre caldo e accogliente, anche se il tempo è brutto, il mercatino di piazza Duomo a Udine, che apre al pubblico il giorno dell’Immacolata. Fino alla vigilia le casette rosse illuminate a festa ospiteranno creazioni artigianali, specialità gastronomiche e tante idee regalo. Vale la pena segnalare che l’8 dicembre sono aperti al pubblico tutti i musei cittadini e le mostre. Un motivo in più per andare. Cerca un hotel a Udine

Barcolana 43

Saranno migliaia anche quest’anno le vele multicolori che vedremo volteggiare nel golfo di Trieste la seconda domenica di ottobre. La Barcolana, storica regata nata nel 1969 per volontà della Società Velica di Barcola e Grignano, giunta ormai alla 43 edizione, mette in gara imbarcazioni a vela di ogni tipo, lungo un percorso a quadrilatero che si snoda nel golfo di Trieste: partenza e arrivo a Barcola, la rinomata riviera triestina, dopo il tradizionale sconfinamento in acque slovene. Il concetto che è alla base di questa regata e che l’ha resa così popolare è semplice e allo stesso modo geniale: una regata aperta a tutti, senza alcun obbligo di stazza o altro e senza complicati calcoli per il vincitore: chi arriva primo vince! Così, dai 50 equipaggi della prima edizione, si è arrivati alle 2.000 barche delle ultime edizioni. Ma la Barcolana, più che una regata, è una vera e propria festa del mare, che coinvolge la città giuliana per una decina di giorni. Si comincia il 1° e il 2 ottobre con la Barcolina, che vede impegnata la vela junior, in particolare i ragazzi della classe Optimist; circa 400 i giovani partecipanti impegnati quest’anno a regatare davanti a quella location di indubbio fascino che è piazza dell’Unità di Italia. Dal 3 all’8 ottobre si tiene la terza edizione di Sail Trieste, la sfida uno a uno “a richiesta”. Come funziona? Hai una barca e hai un avversario? Iscriviti e gli organizzatori realizzeranno una sfida personalizzata. Dal 5 al 9 apre il villaggio Barcolana. Completamente rinnovato per accogliere un numero sempre crescente di visitatori, il villaggio si sviluppa lungo tutto il perimetro delle Rive accogliendo velisti, appassionati e curiosi. E’ qui che si svolgono i principali eventi della Barcolana a terra. Ma tra gli stand degli sponsor trovano posto anche i chioschi enogastronomici e gli spazi culturali, come la Barcolana di Carta, una rassegna di libri di mare e di vela che prevede incontri con autori ed editori e, per la prima volta quest’anno, una sezione dedicata ai documentari. Una nutrita selezione di libri sulla vela si trova anche on line su Webster Dal 6 al 8 ottobre un altro evento tradizionale: la Barcolana di notte. Le barche si sfidano su un capo di regata a bastone, a pochi passi da terra, nel bacino di San Giusto, illuminato a giorno da potenti fotoelettriche. Gli ultimi giorni prima della regata passano a suon di musica. Il 7 ed 8 ottobre concerti a ingresso gratuito in piazza dell’Unità nell’ambito della Barcolana Festival. L’8 ottobre imperdibile l’appuntamento con la Barcolana Classic. Le signore del mare, splendide barche classiche e d’epoca, si lasciano ammirare lungo le banchine dello Yacht Club Adriaco, lungo il Molo Sartorio, ma le vedremo anche sfilare o regatare tra piazza dell’Unità e il Castello di Miramare. Poi il 9 ottobre, finalmente, la Barcolana, evento culmine che chiude la dieci giorni triestina del mare. Chi vuole alloggiare a Trieste durante questo periodo potrebbe trovare qualche difficoltà per il grande afflusso di pubblico. Alcune buone occasioni sono ancora disponibili con Hotel.info. Chi cerca alternative più economiche può trovare qualche alloggio conveniente con Hostelbookers. Alcuni libri per saperne di più sulla Barcolana.

Carnevale in Friuli Venezia Giulia

Non sarà famoso come quello di Viareggio o di Venezia, ma il Carnevale di Sauris è un’ottima occasione per una visita e un soggiorno in questo piccolo comune della Carnia dalla storia tanto antica.
Se però vi aspettate le sfilate di carri allegorici come quelli di Viareggio o di Cento e il fasto dei costumi e delle maschere veneziane, potreste rimanere delusi. Sauris ha un carattere riservato e non ama i bagni di folla; qui le feste popolari e le celebrazioni religiose si svolgono all’insegna della tradizione e di quel rigore tipico delle comunità di montagna.

Il carnevale di Sauris è uno dei più antichi dell’arco alpino. Tenendo fede alle sue origini germaniche, la gente del borgo fa rivivere il Voshankh, il carnevale locale, i cui protagonisti sono due figure magiche, Rolar e Kheirar.
Rolar è un personaggio con viso e mani coperte di fuliggine, che agita i suoi campanacci per sollecitare la comunità ad indossare le maschere e uscire in strada. Al suo annuncio, dentro le case in legno dai tetti a scandole la gente comincia a prepararsi: le donne vestono corpetti, camicie di pizzo e vezzose gonne a fiori e si coprono il volto con un fazzoletto fissato alla testa da una coroncina di fiori, ad impersonare le Sean Sembln, le maschere belle.
Invece gli uomini, vestiti con abiti rozzi e laceri, pantaloni alla zuava, calze di lana e cappellaccio nascondono la propria identità dietro una maschera facciale di legno, raffigurante il viso di un anziano. Sono le Seintan Sembln, le maschere brutte.

A questo punto entra in scena il vecchio Kheirar, il re delle maschere, quello vestito peggio di tutti e con la maschera più minacciosa: porta in mano una scopa e bussa alle porte delle case per far entrare, nell’ordine, le maschere belle e quelle brutte, che intanto si sono radunate alle sue spalle in un festoso corteo. Seguendo un antico rituale il Kheirar spazza il pavimento di ogni cucina, un atto catartico che rappresenta la voglia di togliere di mezzo il vecchio per far posto al nuovo, gettarsi alle spalle l’inverno per accogliere la primavera e tutto ciò che di bello essa porta in montagna.

All’imbrunire il corteo di maschere guidato dal Kheirar parte dalla piazza di Sauris di Sopra e si snoda tra le abetaie al lume delle lanterne, in una lunga e suggestiva camminata, che fa tappa alle baite di pietra e legno della vallata rischiarate dai falò.
La suggestiva processione arriva così a Sauris di Sotto, dove in un tendone riscaldato è stato allestito il punto di ristoro: finalmente tutti i partecipanti si siedono sulle lunghe panche di legno, servendosi ricchi piatti della tradizione saurana: minestrone d’orzo e fagioli, cotechino con crauti, salsicce, polenta e l’immancabile e pregiato prosciutto IGP di Sauris. Musica, canti e balli allietano una delle feste più povere ma ricche di tradizione del nostro arco alpino.

L’appuntamento con il Carnevale di Sauris è dal 4 al 6 marzo 2011; l’evento culminante, la Notte delle Lanterne si tiene sabato 5 marzo. Per lasciarsi coinvolgere a pieno nell’atmosfera di questo particolarissimo Carnevale, si può alloggiare nel cuore del borgo, presso l’albergo diffuso, che mette a disposizione degli ospiti camere e appartamenti ricavati all’interno degli antichi stol, da cui si gode una magnifica vista della valle circondata dai monti innevati
Info su Carnevale di Sauris

Dalla montagna al mare: anche il Carnevale di Muggia vanta tradizioni antiche. Questo piccolo comune costiero, ad una decina di chilometri da Trieste, è l’ultimo avamposto italiano prima del confine sloveno; il suo centro storico è un dedalo di viuzze e calli, su sui si aprono le eleganti facciate degli edifici di chiara influenza veneziana.
Come ogni anno il Carnevale prende il via nella splendida Piazza Marconi: la festa comincia il 3 marzo, giovedì grasso, con il tradizionale “ballo della verdura” e prosegue fino al 9, mercoledì delle ceneri, giorno dei “funerali” del Carnevale.

La manifestazione, le cui origini risalgono al quattrocento, è un momento di aggregazione e di festa cittadina, intensamente sentito dai muggesani, che ne sono gli unici artefici e protagonisti. Il risultato di un lavoro di mesi, portato avanti con passione da tante persone trasformatesi in sarti, costumisti e scenografi, è straordinario: un genuino teatro di strada, uno spettacolo ambulante di gruppi mascherati che improvvisano gag, scenette e pantomime per il proprio divertimento e per il piacere del pubblico. I costumi sono originali e ricercati ma i visi sono riconoscibili, caratteristica questa che distingue il Carnevale di Muggia, che per tradizione bandisce l’uso di maschere facciali.

La manifestazione culmina con la sfilata di carri allegorici presentati dalle otto Compagnie del Carnevale Muggesano, che invadono le vie di Muggia con un’esplosiva carica di allegria. Chioschi enogastronomici e una ricchi menù presso i ristoranti segnalati da una maschera appesa alla porta completano l’offerta.
Info su Carnevale di Muggia

Trieste mon amour

Che lo guardi dai muretti del Molo Audace o dall’alto della strada napoleonica di Opicina, il golfo di Trieste lo puoi quasi abbracciare tutto, da Muggia fino a Duino. E se passeggi sulle Rive, in un giorno in cui la bora scende giù dal Carso a rotta di collo e s’insinua bizzosa in tutti gli anfratti, ne puoi anche sentire la voce, la musica: perché è quel mare, increspato di riccioli bianchi, che fa cantare le sartie delle barche.
Trieste - Piazza Unità d'Italia | © Waypoint
Trieste è legata al mare almeno quanto lo è alla montagna: è l’unico posto d’Italia dove puoi vedere le Alpi oltremare, dove mare e montagne si toccano come le quinte di un teatro, diceva Paolo Rumiz, scrittore, giornalista e triestino doc.

Senza il mare Trieste non potrebbe vivere: anche in inverno, quando il cielo è di un azzurro smagliante, quasi fosse lucidato dal vento, vedi gente sulle Rive con la sciarpa fino agli occhi. D’estate poi non ne parliamo, tutti in costume a godersi il sole e il mare sui marciapiedi di Barcola; solo una fila di oleandri, e nemmeno troppo fitti, protegge i corpi stesi al sole sul pavé dalle auto che corrono sulla strada costiera.

Qui le barche a vela sono il doppio di quelle a motore, ci sono 14 società veliche e un triestino su quattro sa andare in barca. Ed è qui che ogni anno si tiene la regata internazionale aperta a tutte le categorie di barche a vela: sono più di 2.000 le imbarcazioni che partecipano alla Barcolana, quelle grandi a fianco delle piccole, le une capitanate da esperti velisti, le altre da semplici appassionati, chiunque può gareggiare nella kermesse del mare più spettacolare e scenografica che si conosca.

A due passi dal centro di Trieste ci sono i sentieri che portano al Carso e alle falesie della Val Rosandra. E c’è addirittura un rifugio del CAI, il più basso delle Alpi e forse del mondo, con la sua locanda sempre affollata: perché la gente se c’è vento va in barca, se c’è bonaccia mette le pedule e va in montagna.

Se invece rimani in città vai a farti un giro, che immancabilmente finisce in un buffet, con le caldaie sempre fumanti di profumati bolliti, oppure in un caffè: i triestini bevono 10 kg di caffè all’anno, che rispetto alla media italiana di cinque chili è decisamente una bella quantità.
Forse perché il caffè che si serve a Trieste è uno dei migliori al mondo? Meglio non mettetersi a discutere della qualità del caffè con un triestino, è una battaglia persa in partenza: più del 30% del caffè importato in Italia sbarca nel porto di Trieste e il profumo che proviene dalle torrefazioni e dai sacchi movimentati sul molo s’insinua tra i palazzi e diventa un tutt’uno con la città. Ci sono giorni che nemmeno la puzza dello smog riesce a coprirlo.

E poi ci sono i caffè storici, quelli dove ti siedi e ci passi due ore senza che te ne accorgi: davanti a una tazzina di caffè e a una fetta di strudel, sfogli un giornale tenuto insieme da una stecca di legno, come ancora si fa al Caffè San Marco, il più asburgico della città, e ogni tanto tendi l’orecchio a quel dialetto stretto, che ai poco esperti ricorda la cadenza veneta, ma di certo veneto non è e non è nemmeno friulano. Tra giuliani e friulani non sempre corre buon sangue.

Trieste dall’anima asburgica, Trieste frontiera tra la Mitteleuropa e il Mediterraneo, Trieste scontrosa, nostalgica. Trieste salotto dell’Adriatico, Trieste con la più grande piazza d’Europa affacciata sul mare. Tanto bella, eppure così ignorata dai turisti.

La guida della città:  Trieste –  Geo Mondadori,  giugno 2010, 13€

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