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Facciamo tutti le vacanze nel nostro paese. Forse non è una buona idea

Si parla molto in questi giorni all’avvicinarsi del giorno in cui potremo muoverci più liberamente, il 3 giugno, di dove andare in vacanza. Sappiamo benissimo che alcune persone sono state costrette a prendere ferie nel periodo di lock down, che molte altre si trovano in difficoltà economiche per i mancati guadagni degli ultimi tre mesi e che di vacanze, probabilmente, non potranno parlarne ma l’industria turistica è quella che ha probabilmente avuto i danni peggiori dal Covid-19 e per l’Italia è una grande risorsa, quindi auspichiamo che chi potrà, farà qualche giorno di vacanza.

Si dice spesso in questi giorni che per aiutare le nostre aziende turistiche sarebbe meglio non andare all’estero e restare tutti in Italia.

Spiaggia del Salento
Foto di Mariachiara Minoia da Pixabay

Ma se tutti i paesi facessero lo stesso discorso?

Facciamo un po’ di conti con i dati sul flusso turistico dell’Istat.

Il numero di presenze nelle strutture turistiche (dati 2018 gli ultimi disponibili) è per il 50% di Italiani per il 35% di cittadini UE e per il 15% di cittadini extracomunitari
In pratica per semplificare in un albergo la metà delle stanza sono occupate da italiani, l’altra meta da stranieri.
In particolare la comunità straniera più presente è quella tedesca che da sola rappresenta il 14% delle presenze.

In alcune regioni la presenza di stranieri è maggiore, a volte molto maggiore, della presenza di Italiani. In Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Lazio la presenza di stranieri è superiore al 60% mentre in Friuli Venezia Giulia, Toscana, Sicilia e Sardegna la presenza straniera e tra il 51% e il 57%.

Se vogliamo raggruppare per aree geografiche:
nel nord-ovest ci sono 52 stranieri su 100 turisti, nel nord-est ci sono 55 stranieri su 100 turisti,
nel centro ci sono 53 stranieri su 100 turisti e solo nel mezzogiorno la situazione si inverte con 38 stranieri su 100 turisti.

Se consideriamo che i cittadini italiani che viaggeranno saranno di meno per i motivi su esposti e che il 15% di turisti extracomunitari non potranno, almeno per ora, entrare emerge chiaramente la necessità di attrarre il più possibile i turisti dei paesi comunitari per rendere quel che resta della stagione turistica accettabile.

Naturalmente nel rispetto della sicurezza che questo periodo particolare richiede ma non certo con campagne di non recarsi all’estero, che comporterebbe una simile rivalsa dagli altri paesi, o con proposte, quanto meno surreali, di patenti sanitarie che nessuno potrebbe mai onestamente rilasciare.

Bisogna invece concordare, in particolare con gli stati confinanti, accordi per il libero transito e promuovere, con campagne ed offerte mirate, i nostri territori e in particolare Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Puglia dove la presenza straniera è ridotta tra l’8% del Molise al 23% della Puglia così da diluire meglio la presenza di turisti stranieri nel nostro Paese.

E voi dove andrete in vacanza?

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Author: Redazione

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