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Cento nazioni a rischio vaccino. Cosa stiamo facendo?

Non stiamo parlando di eventuali pericoli per reazioni inaspettate al vaccino anti-COVID, ma di quel centinaio di paesi, localizzati prevalentemente in Africa e in Asia, che non sono in grado di sopportare la spesa per una vaccinazione di massa. In Europa si prevede di vaccinare l’80% della popolazione entro l’estate,  negli USA, grazie alla nuova amministrazione Biden, si stanno accelerando anche i tempi di vaccinazione, la Russia, con il suo vaccino Sputnik, non dovrebbe avere problemi e la Cina, probabilment, è più avanti di tutti.

vaccini costo
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Ma se non si trova una soluzione per vaccinare la popolazione di tutti i paesi non riusciremo a fermare la pandemia. L‘OMS ha fatto partire l’iniziativa COVEX per una equa distribuzione delle risorse vaccinali e per un aiuto ai  paesi con un bassa capacità finanziaria.
Il fondo ha raccolto denaro dalle nazioni più sviluppate, da organizzazioni pubbliche e private e da fondazioni raggiungendo una cifra di circa 2500 milioni di dollari a cui si aggiunge un prestito a lungo termine di 400 milioni di € messo in campo dalla BEI – Banca Europea degli investimenti. L’Italia ho contributo con circa 100 milioni di dollari.

Basteranno? Probabilmente no. Una dose dei vaccini attualmente utilizzati costa tra i 20 e i 30 dollari circa e bisognerà non solo acquistare i vaccini ma anche trasportarli, conservarli e somministrarli in paesi dove le infrastrutture logistiche e sanitarie sono spesso carenti.
Fortunatamente ci sono anche notizie più positive: il vaccino Oxford/AtraZeneca, per esempio, sarà venduto al prezzo di costo, pochi dollari a dose; la Russia dovrebbe mettere a disposizione gratuitamente un certo numero di dosi di Sputnik, anche esso dal costo limitato, ma sembrerebbe che abbiamo problemi di produzione anche per coprire la sola popolazione del loro paese;  a Cuba è in fase avanzata di sperimentazione il vaccino Soberana 02 e il direttore dell’istituto di ricerca  ha detto che: “«La strategia di Cuba di commerciare il vaccino ha una combinazione d’umanità e d’impatto nella salute mondiale. Non siamo una multi nazionale, dove lo scopo finanziario è la ragione numero uno. I nostro fine è creare più salute» e noi speriamo, e crediamo, che sia vero; infine anche il vaccino cinese Sinovax dovrebbe essere venduto a prezzi bassi permettendo cosi un acquisto più facile ai paesi del Sud del mondo.

C’è, comunque, chi vede il pericolo che la pandemia possa essere il veicolo per  un nuovo colonialismo commerciale da parte di  paesi forti, come la Cina, La Russia e forse gli USA, che,  in cambio della fornitura del vaccino, riescano ad ottenere un accesso privilegiato nelle economie, e forse anche nelle politiche, delle nazioni più povere.

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Author: Redazione

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