Citizen Science: alla ricerca dell’animale più pericoloso del mondo

Abbiamo parlato di Citizen Science in alcuni articoli precedenti sulle noci di mare e sui cetacei, oggi ne parleremo in relazione all’animale più pericoloso del mondo.

Per chi non lo sapesse la Citizen Science (letteralmente, scienza dei cittadini in inglese) indica quel complesso di attività e pratiche scientifiche nelle quali sono coinvolti semplici cittadini. Gli scienziati, infatti, per portare avanti le loro ricerche hanno bisogno di grandi quantità di dati. In particolare nelle scienze biologiche, naturali ed ambientali, per trovare le informazioni necessarie al progresso degli studi spesso è necessario esaminare in dettaglio vasti territori, cosa che frequentemente risulta impossibile agli studiosi. Pensate ad esempio allo studio della presenza e distribuzione dei cetacei nel mari italiani: sarebbe impossibile poter sorvegliare tutti i mari che circondano la nostra penisola. A questo punto interviene la Citizen Science, chiedendo l’aiuto dei cittadini che, per mezzo di semplici apparati, quasi sempre una App sullo smartphone, durante le loro normali attività possono segnalare l’evento ricercato. Per rimanere nel precedente esempio, durante una gita in barca a vela si avvistano dei delfini, si fotografano e con l’App si manda posizione e foto al gruppo di ricerca che individuerà la specie grazie alle fotografie ed avrà anche la posizione in cui è stata avvistata. Naturalmente di barche a vela ne navigano a migliaia quindi la mole di dati che potenzialmente si possono ricavare è enorme.

Dopo questa doverosa introduzione torniamo alla richiesta di monitoraggio della specie animale più pericolosa del mondo. Stiamo parlando della zanzara. Infatti le zanzare, usiamo il plurale perché ci sono circa 3500 specie di zanzara, sia pure indirettamente come vettore di gravi malattie, provoca ogni anno più morti degli squali, dei grossi felini, dei serpenti velenosi.

zanzara
Foto di WikiImages da Pixabay

L’elenco delle malattie trasmesse dalle zanzare è lungo: Malaria, Febbre gialla, Dengue, Chikungunya, Zika, West nile virus, Encefalite giapponese, Febbre della Valle del Rift, Filariosi e molte altre. Solo la malaria provoca ogni anno oltre 400.000 morti di cui i 2/3 sono bambini sotto i 5 anni.

Buona parte di queste malattie sono tipiche dei paesi tropicali dove grazie al clima caldo-umido le zanzare possono prolificare molto bene e dove le condizioni socio-sanitarie sono spesso a livelli minimi, ma sempre più frequentemente, anche grazie alla globalizzazione e al riscaldamento globale, anche i paesi dai climi temperati ne sono coinvolti.

Proprio recentemente è arrivata in Italia una zanzara detta “coreana” (Aedes koreicus) resistente al freddo e quindi attiva anche di notte che un tempo aveva un areale limitato al Giappone, al nord della Cina e alla Corea.

Ed è proprio per studiare la distribuzione delle specie di zanzare presenti nel nostro Paese che un team di studiosi dell’Università di Bologna, dell’Università Sapienza di Roma, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e del MUSE di Trento hanno promosso lo sviluppo di una App chiamata Mosquito Alert di facile utilizzo e quindi alla portata di tutti. Con la App si può segnalare il luogo di rinvenimento della zanzara, il numero di eventuali punture subile, la foto, l’eventuale presenza di ristagni di acqua ed altre eventuali note ritenute importanti da comunicare. In cambio si riceverà l’identificazione della specie della zanzara segnalata. Questa App è già attiva in Spagna ed ha permesso di individuare l’introduzione di una nuova specie finora mai identificata nella penisola Iberica.

Potete andare su Google Play o sull’App store di Apple per scaricare Mosquito Alert che, naturalmente è un software gratuito ed Open Source ed è disponibile in molte lingue tra cui l’italiano. Potreste identificare altri luoghi dove è presente la zanzara coreana per ora segnalata in Veneto, Trentino e Lombardia.

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Author: Redazione

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