Il turismo riparte, ma cominciano i problemi.

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Era il momento che tutti gli operatori turistici stavano aspettando da più di 2 anni: la ripresa del Turismo.

Il doppio week end di Pasqua e del 25 aprile ha fatto rifiatare molti addetti ai lavori. Le prenotazioni sono state numerose, buona parte degli alberghi hanno riaperto, il tasso di occupazione delle camere, in molti casi, ha raggiunto se non superato l’80%. I turisti stranieri non sono mancati all’appello ma anche i nostri connazionali hanno dimostrato una gran voglia di viaggiare.

Non siamo ancora ai livelli di pre-pandemia, per ora manca ancora il turismo di alto livello, quello con maggior capacità di spesa, ma il trend è quello giusto e per questa estate sono quasi tutti ottimisti.

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Foto di Tumisu da Pixabay

Ma se non mancano i clienti, cos’è che manca? Sembra paradossale ma, in un momento in cui si parla di crisi e di mancanza di lavoro, quello che manca sono proprio i dipendenti.

Il turismo, nella gran parte dei casi, è una attività stagionale: una località marina avrà molti visitatori in estate ma molti meno in inverno. Come conseguenza sono molti i lavoratori stagionali. Una parte di questi lavoratori stagionali non sono, probabilmente, più disponibili perché durante il lungo periodo di stop delle strutture turistiche per il Covid, hanno cercato e trovato lavoro in altri ambiti; un’altra parte, con la ripresa turistica in tutta Europa, avrà pensato di spendere la propria professionalità lavorativa in altri paesi che offrono salari migliori; molti sono, però,  quelli che per tornare a lavorare dovrebbero rinunciare a sussidi come, ad esempio, il reddito di cittadinanza e questo per un lavoro di pochi mesi in un settore che si sta appena riprendendo.

Fino a due anni fa, infatti, il lavoratore stagionale, terminati i suoi 7/8 mesi di lavoro in una determinata struttura turistica, usufruiva dell’indennità di disoccupazione in attesa di ricominciare a lavorare, quasi sempre, nella stessa struttura. Oggi, con la chiusura e la crisi di molte aziende, la scelta di lasciare gli aiuti per riprendere l’attività lavorativa è ardua.

Lo stesso Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha affermato alla camera la necessità di :”… rivedere la disciplina del reddito di cittadinanza in modo da rimodularla per agevolare l’effettivo inserimento dei disoccupati nel modo del lavoro piuttosto che fornire loro una fonte di reddito non finalizzato in concreto a tale scopo…”.

E non è neppure facile preparare all’improvviso del nuovo personale, specialmente per le posizioni che prevedono particolari competenze; ciò vale soprattutto per quelle strutture che hanno fatto della qualità il loro punto vincente.

Si stima in circa 250.000 i lavoratori stagionali necessari. Per chi avesse le qualifiche o la formazione necessaria e fosse interessato a trovare una occupazione nel turismo e ristorazione segnaliamo l’interessante iniziativa TNI Italia – FederTerziario, sindacato del mondo della ristorazione e ricettività. Questa associazione, che comprende circa 40.000 imprese del settore HoReCa ( cioè bar, ristoranti, alberghi) situate in tutta Italia, ha aperto uno sportello virtuale denominato  SOS lavoro attraverso il quale tutti gli interessati potranno indicare la loro disponibilità ad essere assunti. Il presidente di TNI Italia – FederTerziario, Raffaele Madeo sottolinea che:”applichiamo il nuovo contratto del Turismo, di recente rinnovato da FederTerziario insieme a Ugl, che prevede una tariffa minima oraria adeguata alla mansione. Un cuoco guadagna mediamente 2.000-2.500 euro al mese, un cameriere 1.500 euro“.

Speriamo che questa ed altre iniziative riescano a risolvere il problema del personale,  perché non dobbiamo dimenticare che il Turismo è una delle grandi risorse economiche del nostro paese.

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Author: Redazione

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